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sabato, 18 maggio 2013
30 maggio 2012

Terremoto: studenti dell’Univr costretti a terminare un esame

Grafico terremotoParliamo dell’ennesima scossa di terremoto che ieri 29 maggio ha colpito l’Emilia Romagna ma si è avvertita fortissima anche nelle regioni limitrofe, Verona compresa.

Qualche minuto dopo le 9 e ci risiamo: quasi con rassegnazione diciamo “un’altra scossa”! Ebbene sì, questa volta è scattato immediatamente l’allarme per fare evacuare gli istituti di tutta la provincia ed ancora più immediate sono state le verifiche di agibilità di tutte le strutture. Erano trascorsi pochi minuti eppure si erano mobilitate tutte le direzioni scolastiche per segnalare crepe all’ufficio competente del comune.

Studenti e docenti preparati grazie alle continue prove anti-incendi e di evacuazione che obbligatoriamente devono ripetersi durante l’anno scolastico. Da qui però arrivano le prime critiche ai sistemi che non monitorano situazioni di sicurezza di questo genere. Una studentessa di un liceo che guidava il gruppo della sua classe, ha trovato le uscite di emergenza bloccate e pertanto è dovuta intervenire un’operatrice per sbloccare il sistema d’allarme ed aprire manualmente le porte.

La situazione non è stata diversa in altri edifici scolastici, dove nonostante lo spavento e la paura, le lezioni sono continuate regolarmente dopo brevi pause post-scossa all’interno dei cortili.

Sconcertante è invece la segnalazione di una studentessa dell’Università di Verona, Sara Mirandola, che durante il terremoto stava sostenendo un esame nel laboratorio del Centro Linguistico. Trascorsi pochi minuti dalla spiegazione delle modalità d’esame, arriva una scossa intensa: gli studenti che occupavano l’aula si sono alzati in piedi per abbandonare l’edificio ma sono stati bloccati dall’insegnante, la quale ha minacciato di annullare l’esame se qualcuno avesse abbandonato il proprio banco.

Davvero paradossale è la reazione di individui di fronte ad incresciosi atti di totale indifferenza, bisogna sempre puntare sulla prevenzione e salvaguardare la propria vita durante avvenimenti del genere e non vederla messa in pericolo per la superficialità di docenti che danno più valore ad un esame che alla vita stessa.

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