Festa a Milano per celebrare l’integrazione
Martedì 26 giugno nel Villaggio Barona, più precisamente nel giardino di via Zumbini 6, si è tenuta la festa annuale Erasmus promossa da “La Cordata”, una cooperativa sociale che opera sul territorio milanese. In quest’occasione l’obiettivo era di celebrare l’integrazione dei minori non accompagnati che vivono a Milano; ragazzi tra i 16 e i 18 anni, tutti alla ricerca di un futuro migliore.
Lontani dalle proprie famiglie, vengono ospitati in appartamenti o pensionati appositi e seguiti da degli educatori che dovranno sostenerli e aiutarli nel raggiungimento di un’autonomia lavorativa e un’integrazione sociale. Tale progetto, chiamato Progetto Erasmus, è già giunto al suo quarto anno di vita nel capoluogo lombardo, donando un punto di riferimento e un appoggio a sempre più ragazzi altrimenti spaesati.
Il Progetto Erasmus, un servizio offerto da La Cordata, viene così commentato dalla vicepresidente Silvia Bartellini: “Quello che ci interessa è sentire la voce dei giovani. I ragazzi, in ognuna delle nostre iniziative, sono persone a cui poter chiedere di assumersi le proprie responsabilità e condividere il valore sociale dei nostri progetti. La giovane età, infatti, altro non è che una fase della vita che va valorizzata e – quando necessario – sostenuta”.
Durante la festa, aperta a tutti i cittadini milanesi e alle istituzioni del quartiere, due persone sono intervenute per raccontare le loro storie, diverse ma entrambe con un lieto fine: un’integrazione raggiunta a pieno titolo. La prima infatti, Seble Woldeghiorghis, ora lavora al comune di Milano nell’assessorato per le politiche sociali e la cultura della salute; il secondo, Reas Styed, è nella Rete G2- Seconde Generazioni, un’associazione fondata da figli di immigrati o rifugiati nati in Italia o portativi dai loro genitori quando erano ancora piccoli. Tale associazione si pone come obiettivi di garantire i diritti alle seconde generazioni senza una cittadinanza italiana e di favorire l’incontro tra culture diverse.
La serata è poi proseguita all’insegna dell’arte e della musica: tante infatti le iniziative, dalla pittura collettiva con tecnica a stencil e spray della scalinata dell’anfiteatro al più semplice dj-set fino a notte inoltrata, preceduto da un immancabile aperitivo.
È stata una rara occasione per i milanesi di conoscere culture diverse dalle loro e storie spesso difficili da immaginare per chi non le ha vissute sulla propria pelle. Tanti passati diversi quindi, che però confluiscono in un’unica città e nel suo futuro.
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