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sabato, 25 maggio 2013
21 giugno 2012

Gli studenti Erasmus verranno premiati!

Giulia frequenta l’Università di Scienze Politiche di Macerata. Nel marzo 2010 partecipa al bando Erasmus, lo vince, e a settembre dello stesso anno inizia la sua avventura a Madrid, Spagna.

Controcampus le ha chiesto di raccontarci la sua esperienza universitaria lontana da casa.

 

INTERVISTA a Giulia S.

Perchè hai deciso di partire in Erasmus?

Ho deciso di partecipare al progetto Erasmus assolutamente per caso. Un giorno di marzo una mia amica di facoltà mi disse di accompagnarla al Centro Rapporti Internazionali della mia Università perché doveva presentare la domanda per partecipare alle selezioni. Fu così che mi interessai al progetto, chiesi informazioni sulle scadenze del bando, mi diedero i moduli e, quasi ignara di tutto, presentai anch’io la domanda di partecipazione nei giorni successivi. Poche settimane dopo uscirono sul sito della facoltà le graduatorie e mi ritrovai tra i vincitori del bando Erasmus! Così a settembre sono partita per Madrid!

Quali sono state le motivazioni che ti hanno indirizzato verso questa meta?

Scelsi Madrid innanzitutto per un mio gran desiderio di imparare una nuova lingua, e data la mia repellenza per il francese decisi di optare per lo spagnolo! In verità non c’erano molte città spagnole tra cui poter scegliere, anzi, per la precisione ricordo ce ne fossero soltanto due: Zaragoza e Madrid appunto. La mia scelta si indirizzò su Madrid come prima opzione perché mi affascinò l’idea di studiare e vivere in una capitale europea, e soprattutto per vivere un’esperienza diversa, lontana dalla piccola città qual è Macerata.

Qual è stata la modalità con cui hai trovato una sistemazione?

Appena arrivata a Madrid mi sono “appoggiata” per quattro o cinque giorni nell’ostello che avevo prenotato dall’Italia; nel frattempo giravo disperatamente per la città in cerca di un appartamento. Fu un impresa ardua ma non impossibile. Mi ricordo ancora l’euforia quando al quinto giorno di ricerca decisi di fermare una stanza … non potevo credere di avercela fatta, mi sentivo davvero fiera di me! Non conoscevo una sola parola di spagnolo, nemmeno “affittare” o “stanza” (forse solo “hola”) quindi parlare al telefono e capire quello che mi veniva detto non è stato semplice, ma la soddisfazione che provavo ogni sera quando mi rendevo conto di capire la gente sempre di più e realizzavo che ero riuscita a fissare gli appuntamenti nel mio quadernino era indescrivibile!

Come definiresti l’iter burocratico della tua Facoltà per partecipare al bando Erasmus?

L’iter burocratico per partecipare al progetto è stato chiaro e molto semplice, però, la situazione si complica, quando si parla di riconoscimento esami, convalida dei programmi, firme e scadenze varie. Credo però che tutto si possa superare! Il sistema burocratico è complesso e intricato si sa, ma questo, non va ad intaccare la straordinarietà del progetto.

Credi che l’Erasmus ti sia stato utili ai fini della tua carriera universitaria? Pensi che l’esperienza Erasmus ti possa dare in futuro una marcia in più nella ricerca di un impiego lavorativo?

L’Erasmus per me è stato molto formativo sia a livello personale che professionale. Mi ha dato l’occasione di sperimentare un altro sistema di insegnamento, di capire pregi e difetti dell’organizzazione delle università italiane. Sono contenta di avere fatto questa esperienza durante la mia carriera universitaria perché la laurea non significa solo aver superato gli esami previsti dal corso di studi ma significa anche aprirsi alle nuove esperienze, imparare ad essere curiosi della realtà che ci circonda ed accettare gli stimoli che ti permettono di capire cosa c’è un po’ più in là di quello che riesci a vedere.

Credo che l’Erasmus possa aiutare gli studenti al momento di entrare nel mercato del lavoro sì, ma non tanto nel senso di progetto patrocinato dall’Università che compare sul Curriculum Vitae, quanto nelle capacità che questo è in grado di sviluppare nei giovani. Credo che gli studenti erasmus abbiano una marcia in più, una sensibilità alla vita diversa che, a mio avviso, verrà di certo premiata dal futuro datore di lavoro.

 

 

 

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