Ultimo articolo delle 13:29 a cura di Lucia Picardo
lunedì, 20 maggio 2013
8 agosto 2012

A Brunico università e città s’incontrano in biblioteca

Periodo d’oro per le biblioteche italiane, coronato dalla firma internazionale di David Chipperfield per il nuovo edificio veronese, che si propone come centro di cultura trainante nella riqualifica del quartiere più antico della città. Proprio Verona, per vicinanza geografica e taglio sociale del progetto, ci permette di fare il “salto” a nord e arrivare a Brunico, dove venerdì 3 agosto è stata inaugurata la nuova biblioteca civica e universitaria. Proprio come per la città veneta, anche questa volta l’incontro tra due modi diversi di pensare e gestire la realtà biblioteca (quella universitaria come luogo di ricerca silenziosa, quella civica come punto di raccolta e condivisione) che pare a primo acchito forzato nasce più naturalmente di quanto si possa pensare. Il segreto è stato, ovviamente, nel trovare il punto di contatto, che non può risiedere semplicemente nell’oggetto libro, ma che si potrebbe invece rifare ad un’idea, ad un approccio diverso.

Modellino del progetto per la nuova biblioteca universitaria e civica di Brunico. Altre immagini qui http://www.ing-brunetti.com/it/progetti-di-referenza/statica/biblioteca-civica-ed-universitaria-brunico/datum/uni-und-stadtbibliothek-bruneck-modell-02/

A fornire la risposta è l’architettura sociale, su cui spendiamo due parole attraverso l’articolo della collega Virginia Negro:  «Se, come diceva Eco in “Opera Aperta”, l’architettura è una forma di comunicazione di massa in quanto non è che un’ operazione che si rivolge a gruppi umani, per soddisfare alcune loro esigenze e persuaderli a vivere in determinato modo, allora anche l’architettura può essere letta in termini di grammatica culturale, così come può sfuggire e trasformarsi in arte politica. [...] Lo scopo è quello di cercare di creare luoghi che sovvertano temporaneamente la logica dominante della città come vetrina turistica e investimento economico. I cittadini riacquistano un ruolo chiave ed attivo nella creazione della loro città e la strategia per riumanizzare la città resta il détournement». Aggiungo: «Che scoperta sarebbe: un sistema che non esclude». ¹

Nel caso particolare di Brunico, a fare alleanza sono una delle due sedi distaccate della Libera Università di Bolzano, dove si tengono dal 2007 i corsi di laurea in Scienza dell’Economia e della Gestione aziendale, e la biblioteca civica, che invece ha visto la luce nel 1980, quando ha accolto il lascito dello scrittore sudtirolese Norbert Conrad Kaser, a cui è anche intitolata. Leggiamo dal sito ufficiale la più bella delle missioni per un luogo di custodia che non si fa fortezza: «La biblioteca civica è un’istituzione della conoscenza e della formazione. La biblioteca civica è un’istituzione della cultura. La biblioteca civica è un’istituzione d’incontro».

Nella nuova struttura, in cui troverà posto anche l’archivio storico del Comune di Brunico,  le sale di lettura si troveranno in posizione panoramica al penultimo piano, mentre l’ultimo sarà adibito a spazio universitario, suddiviso in piccoli studioli per facilitare la concentrazione e sale di maggiori dimensioni per i lavori di gruppo. Sarà una convivenza fruttuosa, pronosticano tutti: «Le due istituzioni, Lub e biblioteca civica, godranno infatti della nuova sede che è stata appunto realizzata in modo da soddisfare in un unico punto della città e per tutti i gruppi linguistici e culturali di essa tutte le esigenze di un settore come quello bibliotecario e scientifico che per sua stessa natura non ha ragione di essere diviso».

I lavori si sono svolti a tempi di record: il cantiere in via Fermi è stato infatti aperto meno di un anno fa, il 29 agosto 2011, e venerdì si è potuta festeggiare la conclusione dei lavori al tetto e alla copertura. Erano presenti il presidente della provincia autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, il sindaco di Brunico Christian Tschurtschenthaler con il suo vicesindaco Renato Stancher, Lucie Curteau, a rappresentare la facoltà di Scienze Economiche della Lub, e lo staff della biblioteca civica di Brunico.

Durante la cerimonia, «i discorsi di tutte le autorità presenti hanno sottolineato, ciascuna con spunti diversi, l’importanza di un luogo comune, adeguato ai tempi ed alle necessità di oggi, dove cittadinanza e studenti possono fruire del sapere che una biblioteca può mettere a disposizione, auspicando anche che essa possa diventare, come in parte lo è già nelle sue sedi attuali, un punto di incontro e di dialogo fra la cittadinanza».

«La Biblioteca vuol essere un punto di riferimento per l’Università e per tutta la regione. Il nostro obiettivo principale è stato fissato sin dall’inizio: mettere a disposizione i supporti necessari alla didattica, alla ricerca ed all’apprendimento permanente. E vogliamo farlo just in time e nel modo più comodo per gli utenti» ha spiegato Elisabeth Frasnelli, che è la responsabile della biblioteca della Lub.

La Biblioteca universitaria di Bolzano, da cui nasce quella di Brunico, svolge un importante ruolo di collante prima di tutto culturale, tramite la volontà esibita di preservare il trilinguismo che caratterizza il Trentino-Alto Adige, e si afferma poi «in ambito biblioteconomico, nel ruolo di motore trainante soprattutto offrendo servizi innovativi e tecnologicamente avanzati. [...] Nel 1998 la Biblioteca si è distinta per essere stata la prima istituzione in tutto l’Alto Adige ad aver reso il proprio patrimonio ricercabile tramite catalogo elettronico, puntando fin dall’inizio a diventare una eLibrary». E solo un mese fa «per la quinta volta consecutiva la Biblioteca della Libera Università di Bolzano conquista una posizione di rilievo nel BIX (Bibliotheksindex), la competizione internazionale tra biblioteche in lingua tedesca: in tutti i parametri valutati – offerta, sviluppo, efficienza, utilizzo – la Biblioteca universitaria ha riscosso il massimo apprezzamento e si è posizionata nel gruppo delle migliori».

¹ riflessione contenuta nella pagina di diario datata domenica 2 ottobre 1932, da Virginia Woolf, Diario di una scrittrice, traduzione di Giuliana de Carlo, Oscar Saggi Mondadori, 1980 (pag. 250)

( fonte fotografia: www.unibz.it )

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