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sabato, 25 maggio 2013
10 agosto 2012

Russia: Tagli all’istruzione

Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato una riorganizzazione delle università statali che porterà alla chiusura di alcune di queste.

Putin sostiene: “C’è necessità di identificare le università inefficienti entro l’anno corrente. Allo stesso tempo il programma di riorganizzazione, che comprende anche la fusione con università più forti, dovrebbe essere sviluppato e approvato entro il maggio del 2013.

L’implementazione di questi piani all’interno del disegno di legge sull’Istruzione sono avvenuti il 7 agosto 2012, anche se non c’è stato alcun riscontro mediatico dalla Russia, nei giorni passati , ad eccezione dell’eclatante caso di arresto e giudizio del gruppo PussyRiot.

La decisione è stata intrapresa dopo che sul Times Higher Education(THE), organo statistico che classifica ogni anno il valore delle università di tutto il mondo, è stata pubblicata la più recente classificazione.
Il metodo di classificazione del T.H.E. è basato su 13 elementi di valutazione che sono stati sinteticamente ridotti a 5 insiemi ( possono essere trovati QUI), i quali permettono di dare una visione di insieme a riguardo della crescita educazionale di ogni stato. Nel, così detto, “ranking” si individuano anche università italiane, tra le quali spicca al posto 25 l’Univesità di Milano – Bicocca ( vd. QUI - Inoltre due precedenti articoli pubblicati su Controcampus spiegano alcune particolarità di questo sistema di classificazione 2010 - 2012).

Phil Baty, esponente editore del Times Higher Education, ha dichiarato che la Russia ha sofferto di un’enorme fuga di cervelli ed è preoccupata che la sua comunità scolastico-universitaria sia isolata dal resto del mondo.

Proprio nel periodo di pubblicazione dei dati, il ministro Andrei Fursenko, in carica dal 2004, aveva denotato il calo di qualità nelle due istituzioni universitarie di punta della Russia:

  • la Lomonosov Moscow State University, che era stata posizionata al 33 posto l’anno passato è scivolata inspiegabilmente tra il 276-300 posto nel 2012.
  • la St. Petersburg State University, alla stessa maniera, dal 60 posto nel 2011 si è ritrovata al 361 nel 2012. Attualmente, andando a vedere la lista, si trova al 386, prima dell’Università del Salento e dopo il Politecnico di Torino.

Proprio per questo, era stata decisa un’analisi approfondita sul sistema scolastico russo anche se lo stesso ministro Fursenko, in un’intervista con l’agenzia di stampa Interfax, aveva aggiunto: ” In molti modi, i sistemi di valutazione sono uno strumento utile a creare competitività. Consciamente o inconsciamente sono influenti(N.d.A. sulle scelte).”

In questo maniera, il ministro dell’istruzione è andato poi a sottolineare le possibili motivazioni economiche che molto spesso possono distorcere i sistemi valutativi del britannico Western higher education institutes.

Il Primo Ministro Vladimir Putin si era già occupato della questione in un meeting con Fursenko, nel febbraio del 2011, assumendo la tesi che il W.h.e institutes usi di fatto uno strumento che vuole accrescere la competitività all’interno del mercato del lavoro. “Proprio per questo, noi dovremmo[...] sviluppare un nostro metodo oggettivo per determinare la qualità dell’istruzione che le nostre università forniscono.

Arriviamo ad oggi: Dimitry Livanov, il ministro dell’istruzione e della Scienza, dal maggio di quest’anno, annuncia che un’univesità su cinque sarà costretta a chiudere o, al meno, a venire accorpata, nell’ arco dei prossimi due o tre anni.

Nel frattempo, il governo ha già iniziato a prepare il suddetto accorpamento al disegno di legge, così come ordinato da Putin.
Secondo Livanov, questi piani porteranno ad eliminare un quinto delle università nazionali e a ridurre del 30-35% gli sportelli universitari. Secondo una stima in Russia sono presenti circa 600 università e oltre 1400 sportelli universitari.
Sono già partite molte critiche da parte di alcuni rappresentanti degli studenti nei confronti di Livanov che ha annunciato l’intenzione di ridurre della metà il numero di posti finanziati dallo Stato nelle università russe.
Il ministro dell’Istruzione sostiene però che l’identificazione delle università inefficienti, da un punto di vista formativo ma anche burocratico, dovrebbe essere basato su risultati derivanti da un effettivo monitoraggio delle loro attività, il quale sarà completo entro la fine di quest’anno.
Le attività di queste università saranno valutate in base a diversi criteri che includono la qualità delle procedure di ammissione, le attività di sviluppo e ricerca e la competitività dei laureati nel mercato del lavoro.
A compensare il tutto, all’inizio del prossimo anno, il ministro preparerà una proposta di ottimizzazione del network tra le università nazionali.
Teoricamente la chiusura sistematica delle università ritenute inefficienti partirà nel biennio 2013/2014, in concomitanza con il consolidamento delle restanti per dare vita a nuovi e più potenti poli di ricerca.

Artyom Khromov, appartente al Russian Students’ Union, mette in guardia sulla fusione delle università, progetto da cui risulterebbero massivi licenziamenti di importanti figure professionali e guadagni derivanti dalla vendita di strutture/immobili per mano di organizzazioni commerciali.
Come proposta è molto controversa” – dice – ” Noi supportiamo la chiusura di strutture inefficienti, ma siamo preoccupati che questa ristrutturazione potrebbe venire strumentalizzata da alcune persone per ricavarne profitto. Il progetto di fusione dovrebbe essere messo in atto per il bene della Scienza, non per interessi finanziari.

Secondo Vladimir Rimsky, a capo del dipartimento di Sociologia – “Indem”, la decisione finale dipenderà dai rapporti tra le amministrazioni delle università e quelle persone a capo dell’organo statale che ha direttamente il compito di decidere per la chiusura e la riorganizzazione.
Quelle università che si sono relazionate male con lo Stato avranno alte possibilità di essere chiuse.” – L’effettiva collaborazione e appoggio da parte di alcuni dipartimenti nei confronti delle scelte politiche intraprese dallo Governo Russo, molte volte, può non risultare ovvio data la loro natura molto conservatrice e, quindi, limitativa.  Rimsky conclude -” Al contrario, quelle istituzioni che hanno saputo mantenere buoni rapporti continueranno ad operare sul territorio, anche se le loro performance accademiche fossero, di norma,basse.

Fonte Foto:www.modernrussia.com

 

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