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giovedì, 24 luglio 2014
31 ottobre 2012
 

Alieni e Piramidi Egizie: L’opinione dell’Egittologo Roccati

Gli antichi egizi credevano che il cielo e la terra fossero uniti da un legame a dir poco indissolubile. Il nostro pianeta non era altro che un riflesso del sublime splendore dell’universo. Una sorta di tela su cui raffigurare simbolicamente l’epopea astrale.

Alcuni geroglifici d’antichissima fattura, infatti, hanno il pregio di rimarcare le credenze religiose e le conoscenze astronomiche della civiltà egizia, descrivendo minuziosamente i dettagli storici relativi alle remote origini della vita.

Secondo quest’antica civiltà, la vita dell’intero universo proviene da un unitario motore immobile: Ra. Per gli antichi sacerdoti egizi, custodi del sacro sapere, Orione rappresentava Osiride, Divinità della morte e della rinascita e pertanto, la sua collocazione astronomica doveva riflettersi sulla Terra. Antichi testi rinvenuti all’interno della Piramide di Saqqara, sostengono che la tomba funeraria avesse lo scopo di ridurre la distanza tra il Faraone e Ra.

Tuttavia, l’ancestrale sintonia tra Cielo e Terra sembra caratterizzare molte altre opere architettoniche di epoche diverse. Si pensi alla Sfinge. Situata nei pressi di Menfi, la Guardiana Immobile nel Tempo fu intagliata direttamente nella roccia durante il regno del Faraone Chefren.

È lunga 73 metri, larga 14 e alta 20 e si trova dinanzi alle tre Piramidi. Secondo gli esperti, la Creatura di Pietra, rappresenterebbe il simbolo della protezione del Faraone sulla necropoli. Altre correnti di pensiero, invece, le attribuiscono il rango di custode del sapere antico, tanto è che al di là del sublime rapporto tra l’uomo e il leone, si celerebbe la vera effige del Dio Harmakhi, simbolo del Sole e del Pianeta Marte. Tuttavia, la piana di Giza rappresenta soltanto una delle tante testimonianze dell’arcaica osmosi tra cosmo e Terra. In realtà, quasi tutte le civiltà antiche erano in possesso di conoscenze astronomiche. Conoscenze che spesso venivano tramandate attraverso complessi architettonici di pregevole fattura.

Le Piramidi avevano uno scopo religioso ed al contempo un’edulcorazione astronomica anche per i Babilonesi e per i Maya. Con molta probabilità, infatti, l’astronomia è la scienza umana più antica. Fin dai tempi più remoti, l’uomo ha cercato di comprendere il significato dell’alternarsi tra luminosità diurna ed oscurità notturna.

I primi quesiti dell’umanità trassero origine dalla realtà osservata, dalle geometrie naturali e dalla sconfinata bellezza delle stelle. Al di là degli archetipi primordiali e della ricerca di una causa prima che possa unire tutte le grandi opere del passato e, al contempo, porle sotto un unico pensiero ispiratore, però bisogna riflettere su un’altra questione.

Fin qui si è parlato del legame tra Terra e Cielo, e della volontà umana di edificare strutture in nome delle divinità. Alcune di queste strutture, si è detto, sono contornate da dettagli religiosi che talvolta riecheggiano un simbolismo astronomico. Tuttavia, bisogna dire che le conoscenze astronomiche di queste civiltà non erano poi tanto incredibili. I Maya, ad esempio, se ne servivano per redigere i calendari o al massimo per prevedere un’eclisse. Del resto, anche gli egizi e i caldei possedevano nozioni non del tutto sofisticate.

Al di là di questo, però, le costruzioni delle Piramidi e di molti altri edifici dell’antichità, hanno da sempre alimentato cospicue perplessità. Perplessità che talvolta hanno dato origine ad ipotesi molto fantasiose. Diverse correnti di pensiero, sostengono che tali conoscenze astronomiche sarebbero una delle prove dell’esistenza di un contatto extraterrestre che avrebbe riguardato alcune antiche civiltà. Secondo i fautori di queste teorie, gli egiziani non avrebbero mai potuto edificare le Piramidi senza l’ausilio di esseri evoluti scesi dal cielo. Costoro sostengono che le Tombe dei Faraoni in realtà non fossero altro che osservatori astronomici o punti d’approdo per astronavi aliene. Si tratta di ipotesi a dir poco fantasiose, anche perché finora non vi è alcuna prova al riguardo.

Ad ogni modo, bisogna dire che tali teorie non hanno fatto altro che aumentare l’interesse per le Piramidi e per l’archeologia in generale. Pertanto, incuriositi ed affascinati dalla storia delle antiche Piramidi egiziane, abbiamo deciso di contattare telefonicamente il Prof. Alessandro Roccati, docente di egittologia all’Università di Torino e Presidente dell’Istituto Italiano per la Civiltà Egizia.

Prof. Roccati, chi costruì le Piramidi ?

«I faraoni che vi erano “sepolti”. I documenti scritti non lasciano dubbi che le piramidi ospitino la persona del faraone al termine della sua vita terrena, per continuare successivamente a vivere tra gli dei, suoi pari».

E’ verosimile ipotizzare che le Tombe Funerarie avessero anche un significato astronomico?

«Certamente tutti gli edifici “pubblici” contenevano qualche riferimento astronomico».

Che cosa rappresenta la Sfinge?

«Una figura regale, di incerta identità».

Che cosa simboleggia Ra?

«È la forza dinamica del sole».

Fonte Foto

 

 

 

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