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19 novembre 2012

Le città più quotate per studiare



Se si parla di Erasmus in Italia, il Paese di cui più frequentemente si sente parlare è la Spagna, o, al massimo, Germania. Ma la classifica delle cinquanta città universitarie più gettonate, stilata e pubblicata dalla QS World University Ranking, racconta una storia differente.

Al primo posto tra i Paesi europei c’è la Gran Bretagna, con la sua Cambridge; ma la prima posizione assoluta la occupa l’americano MIT (Massachussets Institute of Technology).

In UK è facile incontrare studenti internazionali, un pò meno studenti italiani: infatti tutti i college richiedono un punteggio molto alto nella certificazione IELTS, punteggio quasi impossibile da raggiungere affidandosi esclusivamente alla preparazione che le scuole superiori italiane (e talvolta anche le lauree di primo livello) danno. Tuttavia la vita a Londra e dintorni è ben organizzata, i trasporti sono eccezzionali e le offerte nel campo lavorativo ampie. Unica pecca i costi di iscrizione, che vanno dalle settemila alle undicimila sterlina all’anno.

Molto più abbordabili sono invece le università parigine. La Sorbona, l’école Polytechnique ParisTech, l’ècole normale supèrieure non chiedono più di millecinquecento euro annuali. E Parigi risulta una città vivibile per gli studenti, anche se il costo della vita è leggermente superiore alla media europea. Offre un’atmosfera culturale e molte prospettiva di crescita. Berlino, insieme alla Spagna, è una delle mete più quotate per l’Erasmus: vita giovanile, divertimento e buone università sono le carte vincenti. Tuttavia, almeno per quanto riguarda la Spagna, la crisi sta avendo il suo peso e molti scelgono di seguire facoltà sanitarie qui solo perchè prive del test di ingresso previsto in Italia.

Zurigo, Dublino, Vienna rientrano tutte nei primi dieci posti della classifica. Vitali e stimolanti, i corsi non costano un occhio della testa. Come invece quelli americani, per cui di media si devono sborsare 30mila dollari all’anno: giustamente, dal momento che gli Usa hanno un’economia prettamente privata. L’Italia rientra solo grazie a Milano nella classifica, che vede la città nostrana al ventunesimo posto. E allora ragazzi, valigia in mano (nello zaino i libri non entrano), scegliete una meta e partite!


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