Ultimo articolo delle 14:55 a cura di Redazione Controcampus
lunedì, 1 settembre 2014
12 ottobre 2013
 

Busta Paga 2014. Legge Stabilità ed aumento stipendi in busta paga: bonus da 300 euro

Busta Paga più pesante per i lavoratori già dal 2014. Nuova Legge di Stabilità ed aumento degli stipendi per gli Italiani a partire dal prossimo anno.

Sinsacati

Sinsacati

Busta Paga più ricca dal 2014. Lo ha annunciato lo scorso 6 ottobre il premier Enrico Letta, aprendo ufficialmente la discussione fiscale in vista dell’imminente varo della Legge di Stabilità (previsto per il prossimo 15 Ottobre).

“La legge di stabilità avrà come cuore la riduzione del cuneo fiscale”, aveva ribadito nell’occasione, confermando che i prossimi ritocchi al cuneo fiscale porteranno un beneficio tangibile non solo alle imprese ma anche ai lavoratori, compresi i giovani disoccupati.

Taglio all’Irap e ai contributi Inail pagati dalle imprese e aumento delle detrazioni Irpef concentrato sulle fasce medio basse.

Meno tasse per lavoratori dipendenti, pensionati ed imprese virtuose. Questo il piano da 5 miliardi di euro previsto a partire dal 2014 che il governo ha in mente per ridurre il cuneo fiscale (dato oggi al 46,2%), la differenza tra quanto un dipendente costa all’azienda e quanto lo stesso lavoratore incassa al netto con la busta paga, ad oggi considerato il migliore indicatore della debolezza e della bassa competitività del made in Italy rispetto ai propri concorrenti internazionali.

In quella che fino a qualche tempo fa si chiamava manovra finanziaria, il governo dovrebbe mettere sul piatto 5 miliardi di “sgravi a imprese e dipendenti” ovvero un taglio delle imposte sul lavoro, del “cuneo fiscale” che si tradurrà in buste paga più pesanti per le aziende e più leggere per i lavoratori, quelli, cioè, hanno pagato di più dentro la crisi e che pertanto chiedono una risposta sul versante del reddito oltreché misure riguardanti l’occupazione. Sugli aumenti di stipendi 2014 si gioca, infatti, una delle partite più importanti del negoziato. Due i fronti del dibattito. Da una parte, le imprese e il governo vorrebbero attenuare alcuni automatismi di crescita dei salari che oggi in Italia dipendono troppo dall’anzianità di carriera dei lavoratori o dalle aspettative d’inflazione, cioè da fattori slegati dalla reale produttività dei dipendenti.

Sindacati

Sindacati

Sul fronte opposto si schierano, invece, le unioni sindacali che  difendono in parte i meccanismi attuali, temendo che il potere di acquisto delle retribuzioni possa essere seriamente compromesso, se gli adeguamenti all’inflazione saranno modificati o ridotti. Per capire i punti più controversi del negoziato, occorre però conoscere come funzionano oggi in Italia gli aumenti degli stipendi e perché, secondo il governo e le imprese, c’è bisogno di un cambiamento. Cambiamenti che, stante il clima di attesa collettiva, rendono necessaria un’intesa (ad oggi ancora tutta da definire) tra Governo e parti sociali (CGIL, CISL e UIL).

I colloqui hanno mosso i primi significati passi lo scorso 7 Ottobre, quando nell’appartamento del premier è andata in scena la prima tavola rotonda tra Letta  e i rappresentati delle massime organizzazioni sindacali italiane: Susanna Camusso (CGIL), Raffaele Bonanni (CISL) e Luigi Angeletti (UIL). Al tradizionale incontro nella sala conferenze di Palazzo Chigi, Letta ha preferito la formula più intima del meeting, più ristretto e informale.”Un metodo”, si apprende da fonti vicine al Premier, scelto per favorire la massima libertà di un dialogo che dovrà essere coltivato nel rispetto dei ruoli.

Bonus busta paga 2014 e Legge di Stabilità. Dalla riduzione del cuneo fiscale, quasi 300 euro in più in busta paga - Un faccia a faccia interlocutorio, che ha visto i rappresentanti delle tre sigle sindacali

Prendere posizione sulle questioni più delicate sottolineate dal premier, prima fra tutte il dibattutissimo bonus busta paga. La riforma sicuramente più attesa tra quelle che da qui a qualche giorno comporranno il menù della Leggi di Stabilità 2013 (tagli al cuneo fiscale da 5 miliardi, nuovi incentivi al lavoro, la nuova Service tax, la riforma delle aliquote Iva, il rifinanziamento delle spese indifferibili, lo sblocco degli investimenti da realizzarsi attraverso un allentamento del Patto di Stabilità interno ecc).

Busta Paga

Busta Paga

Bonus busta paga 2014. Cos’è e come funziona. Le indiscrezioni della vigilia parlano di un bonus busta paga “una tantum” da restituire a giugno 2014 per un importo di alcune centinaia di euro (tra i 250 e i 300) da concentrare in una sola mensilità (tra giugno e luglio) in modo da rendere visibile il beneficio che, se spalmato su tutto l’anno, passerebbe quasi inosservato. Una mossa che costerà, secondo gli esperti, alle casse dello Stato non meno di cinque miliardi: 2,5 miliardi a favore del lavoro a cui se ne aggiungerebbero altrettanti destinati alle imprese (Squinzi, preferisce che i miliardi fossero 8-10).

Il maxi intervento, che prenderà le mosse a gennaio 2014, servirà, nelle intenzioni del Governo, a spingere sull’acceleratore della ripresa mettendo ”un po’ di soldi in tasca” ai cittadini. Ma in che modo dovrebbe attuarsi la manovra sull’aumento busta paga dal 2014?

Il calcolo sui possibili benefici in busta paga del taglio del cuneo fiscale è ancora aleatorio. E i tempi ora sono, come noto, anche meno “facili” come testimoniano anche le entrate fiscali che nei primi 8 mesi dell’anno sono rimaste pressoché invariate, anzi in lieve calo: ammontano a 267,9 miliardi, cioè -722 milioni, pari a -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. E l’Iva, vera cartina di tornasole dell’economia, continua a cadere: il gettito cala del 5,2%, cioè -3,7 miliardi). Gli interessati, tra lavoratori e pensionati, saranno 36,2 milioni per un beneficio pro capite di circa 1.040 euro. Aumentando di 2-3 miliardi di euro la dotazione di queste detrazioni si avrebbe un beneficio secco medio per ciascuno (tra lavoratori e pensionati) di 70-80 euro l’anno. Solo mettendo paletti sulla platea dei beneficiari si potrebbe, cioè, arrivare a bonus superiori a queste cifre.

Busta paga e stipendi più ricchi

Busta paga e stipendi più ricchi

Il dubbi dei sindacati sul bonus busta paga 2014. Secondo le fonti sindacali, per ogni miliardo di euro di spesa mediamente i salari dovrebbero subire un aumento di circa 100 euro. Ipotizzando, perciò, che il governo metta in campo per il cuneo 5 miliardi, si può immaginare un bonus busta paga, sotto forma di aumento di detrazione, di 250-300 euro, da erogare in un’unica tranche (probabilmente accreditati sulla tredicesima 2014). Stime del tutto indicative, considerato che le variabili in gioco sono molteplici: dalle effettive risorse stanziate agli strumenti  di attuazione, passando per la proposta di fissare un tetto di reddito per godere dei benefici.

Perciò, mentre al Tesoro si studiano testi e simulazioni, già ampiamente rodati, atti a ridurre la pressione fiscale su contribuenti spesso costretti ad evadere per necessità più che effettiva mancanza di liquidità, i punti interrogativi si moltiplicano.

Sgravi per le imprese ed incentivi all’occupazione giovanile. Qui il nodo da sciogliere riguarda il costo del lavoro sostenuto dalle imprese: secondo l’Istat tasse e contributi assorbono in media 14.350 euro a lavoratore. Probabile, infatti, una spinta importante alle assunzioni dei giovani. A vantaggio di chi fa impresa e dà lavoro, la strada indicata rimane quella degli sgravi e dei premi/agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato. Il mondo dell’impresa chiede all’Esecutivo un intervento più ampio, da almeno 15 miliardi, da spalmare sui prossimi anni. Si parla di un taglio Irap sulle assunzioni e di un alleggerimento dei contributi INAIL. Ma si tratterebbe solo di un primo passo. Ad oggi, stanti le perplessità avanzate dalle parti sindacali, le aspettative non paiono affatto rispettate.

 

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