Ultimo articolo delle 16:23 a cura di Lucia Picardo
giovedì, 24 aprile 2014
26 novembre 2013
 

Sciopero Generale 9 dicembre 2013: sciopero dei Forconi orari e modalità

Indetto per il 9 dicembre 2013 uno sciopero generale: sarà una giornata di passione, così come i giorni a seguire.

Sciopero

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Orari e modalità sciopero 9 dicembre: lo sciopero dei Forconi. Il Popolo dei Forconi (o Movimento dei Forconi) ha infatti annunciato l’indizione di uno sciopero che durerà, questa è il proposito, ad oltranza. Il Movimento Autonomo degli Autotrasportatori ha annunciato uno sciopero che durerà dallo scoccare della mezzanotte del 9 dicembre fino alle ore 24 del 13.

Cinque giorni di blocco totale, salvo la garanzia di circolazione per mezzi di soccorso quali ambulanze e simili. Il rischio, e se lo scioperò sarà confermato, la certezza, è che l’Italia sarà letteralmente paralizzata: uno sciopero simile impedirà infatti anche l’arrivo di rifornimenti alle pompe di benzina, ergo, ad essere bloccati, oltre ai TIR, saranno via via anche gli altri mezzi di trasporto.

Lo sciopero generale del 9 dicembre è stato, in particolare, voluto da Unatras e Anita (Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici) il cui programma di richieste all’esecutivo si articola essenzialmente in quattro punti che riguardano, soprattutto, il rimborso delle accise; il mantenimento delle risorse economiche già stanziate per il comparto; il rispetto delle normative europee in termini di lavoro in somministrazione transnazionale e sul cabotaggio, e misure efficaci contro il lavoro nero e il contrasto all’illegalità, cercando soluzioni normative in concerto con le organizzazioni di settore.

Segni di distensione sono però giunti nella giornata di giovedì, quando, con un comunicato, l’Unatras ha accolto con favore le dichiarazioni del Premier Letta in riferimento alla presentazione di un emendamento per il ripristino del complesso delle somme previste per il settore dell’autotrasporto. Ma ancora c’è da attendere per un’eventuale marcia indietro.

Sciopero Forconi

Sciopero Forconi

L’intento e lo scopo dello sciopero dei Forconi è quello di fermare l’Italia in segno di protesta verso le misure economiche governative, inefficaci e sempre volte a vessare le fasce più deboli.

Allo sciopero del 9 dicembre aderiranno anche altri movimenti di lavoratori che, insieme al popolo dei Forconi, si sono riuniti in un coordinamento nazionale per ottimizzare le forze, darsi un’organizzazione migliore e far sì che la protesta sia capillare e maggiormente incisiva, anche se, a tutt’oggi, le istanze sono, almeno a livello pratico, poco chiare, e l’organizzazione carente, purtroppo, per la mancanza di indicazioni e direttive.

Del resto, si sottolinea, questi Movimenti, riunitisi da Nord a Sud sotto il comune denominatore del Lavoro e della sua reale e autentica difesa (la difesa dell’Italia che produce, per citare le parole dei promotori), manifesteranno la rabbia di una cospicua fetta di popolazione che non ce la fa più, che vede in costante aggiornamento il bollettino dei suicidi per mancanza di lavoro, che è alla canna del gas, in definitiva. Si mira al blocco di tutti i valichi di frontiera, dei porti, degli aeroporti; delle pompe di benzina, delle raffinerie, degli esercizi commerciali, dei viadotti; si chiede un fermo che prosegua per almeno tre settimane.

Forconi

Forconi

Dallo sciopero dei Forconi si chiedono misure urgenti ma ragionate per sostentare l’economia italiana che, va ricordato, sulla piccola e media impresa, si fonda. Una protesta corale che unisce tutta l’Italia, a dispetto di chi spesso, strumentalizzando il tema delicato e fondante del lavoro, la vuole semplicisticamente divisa tra chi lavora e “traina il carrozzone” al Nord e chi si adagia sulla produttività dei propri corrispettivi settentrionali, al Sud, cavalcando luoghi comuni superficiali.

Le altre sigle e gli altri comitati che prenderanno parte allo sciopero sono infatti:  Azione Rurale Veneto, comunemente definiti come i “Cobas del Mais” (Veneto, regione con una tradizione e una vocazione imprenditoriale spiccatissima, che spesso, nel corso degli anni, ha lamentato i danni di una pressione fiscale iniqua a fronte di una sostanziale carenza di servizi e di una assenza dello Stato per la promozione e la difesa della piccola e media impresa), l’A.I.Tras, Associazione Italiana Trasportatori, C.R.A. Comitati Riuniti Agricoli, oltre che, appunto, Life Veneto, il movimento dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei, M.A.A.Movimento Autonomo Autotrasportatori, i Cobas del Latte ed NVPP - Non vogliamo più pagare.

Sul sito del Movimento è possibile prendere visione del manifesto esplicativo, del resto facilmente reperibile online, data la risonanza che sta avendo l’iniziativa: si cita Pertini, Quando un governo non fa ciò che dice il popolo, va cacciato anche con mazze e pietre” e si invita alla ribellione, dovere morale di fronte alle ingiustizie perpetrate dalla classe dirigente. Sono stati invitati a partecipare tutti i lavoratori di ogni settore oltreché disoccupati, precari, studenti e tutti coloro che vogliono dire basta alla deriva di povertà a cui sta andando incontro il Paese.

Sciopero Forconi

Sciopero Forconi

Origini del movimento dei Forconi. Nato in Sicilia, fondato da Mariano Ferro e Giuseppe Scarlata, il Movimento dei Forconi si propone come movimento di protesta e reazione ma anche come alternativa politica e come riferimento per le azioni di cambiamento e di negoziazione con le istituzioni: questo quanto si evince dal suo Statuto, consultabile online sul sito ufficiale.

In Sicilia, l’anno passato, misero in ginocchio la popolazione bloccando i principali viadotti per giorni, per ribellarsi all’aumento del costo del carburante e delle tariffe autostradali, che avrebbe avuto delle ripercussioni enormi sulle già vessate imprese, medie e piccole, del tessuto economico italiano e prima di tutto meridionale.

Lo sciopero dei Forconi e i motivi per protestare e per scendere in piazza. Nella proclamazione dello sciopero si invoca la ribellione alla globalizzazione selvaggia, al modello europeo che scontenta e opprime l’economia, e si invita a scendere in piazza per urlarlo. Obiettivi certamente generici, ma che sono sintomo di un autentico disagio sociale e che trovano eco anche nelle parole del Papa che, nella recente sua prima Esortazione Apostolica, la Evangelii Gaudium, insiste sulla necessità di ripensare un sistema economico, quello mondiale, che sta uccidendo i più deboli, la cui deriva è l’esclusione sociale e l’indigenza diffusa, dove la forbice tra ricchi e poveri è sempre più allargata, dove le condizioni di vita saranno sempre più inique e sbilanciate. Occorre un’inversione di rotta.

 

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