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31 dicembre 2013

DM Punti Organico 2013: tabella punti organico università e novità

Maurizio Fermeglia

Il 17 ottobre è stato pubblicato il DM ripartizione dei punti organico 2013 e sono subito saltate all’occhio le grandi disparità tra i diversi atenei.

Punti Organico

Punti Organico

Per il sistema universitario il turn-over complessivo è fissato al 20%, ma alcuni atenei, Scuola Superiore Sant’Anna (turn-over 212%) e la Scuola Normale di Pisa (turn-over 160%) in testa, non solo conservano tutti i punti organico ma li incrementano incamerando una parte di quelli sottratti agli altri atenei. 

Come noto, il turn-over per il personale universitario, relativamente agli anni 2012 e 2013, è stato fissato al 20% delle risorse rivenienti da pensionamenti e cessazioni dell’anno precedente.

I criteri con i quali sono stati ripartiti tali punti organico hanno prodotto situazioni surreali, nelle quali alcune università hanno ottenuto un turn-over effettivo pari anche ad oltre il 200%, tali atenei potranno assumere oltre il doppio del personale cessato dal servizio, con un guadagno netto che arriva fino ad oltre il 900% di punti organico. Il tutto, però, a discapito di altri atenei.

Chi ci ha rimesso…

Università

Turn-over effettivo 

P.O. persi

% di P.O. persi

UNIFG

5,54

1,77

66

UNISI

6,85

5,83

66

UNINA2

6,85

5,12

66

UNINA

6,86

18,83

66

BARI

6,56

10,87

66

UNIME

6,65

8,53

66

UNISS

5,55

2,91

66

UNIPA

6,86

9,59

66

UNITE

6,89

1,2

66

UNICAS

6,89

1,18

66

UNIMOL

6,89

1,18

66

POLIBA

8,99

1,96

66

UNIUD

9,23

2,59

54

UNICT

9,62

13,69

62

UNIROMA2

9,52

5,88

51

UNIOR

12,21

1,13

39

UNIRC

13,16

0,4

34

UNIMORE

13,72

0,93

31

UNIFI

14,66

5,29

27

UNIROMA1

15,17

9,25

24

Il problema, è che tali punti organico “extra” sono stati prelevati dai pensionamenti avvenuti in altri atenei, molti dei quali vengono così a ritrovarsi con un turn-over effettivo intorno ad un misero 6%, con una perdita secca del 66% di punti organico. In pratica il D.M. Punti Organico 2013 ha tolto punti organico derivanti dai pensionamenti di ad alcuni atenei (generalmente, ma non sempre, quelli del Centro-Sud) per concederli ad altri (generalmente, ma non sempre, quelli del Nord).

Chi ci ha guadagnato…

Ateneo

Turn-over effettivo

P.O. aggiuntivi

% P.O. guadagnati

SSSUP

212,89

4,34

964

SNS

160,85

5,00

704

UNICZ

152,81

4,25

664

UNISTRASI

144,29

0,87

621

SISSA

82,56

2,11

310

UNIBG

80,72

2,52

304

POLIMI

72,83

20,42

254

UNISANNIO

47,59

0,40

138

UNICH

41,71

4,31

100

UNIMI

40,96

16,19

105

UNIROMA4

37,71

0,82

89

UNIROMA3

36,60

5,75

83

UNIMIB

36,20

5,07

81

UNIBAS

34,67

1,46

73

UNIPR

33,79

3,55

69

UNIBO

32,56

15,44

63

UNIBS

32,24

1,72

61

IUAV

32,17

1,01

61

UNIVR

31,01

2,88

55

UNIFE

30,76

1,62

54

È molto probabile che se questa modalità di calcolo verrà confermata anche per i prossimi anni, pur con un turn-over complessivo del sistema superiore (sarà al 50% per i prossimi due anni, salvo cambiamenti), le università a cui sono stati tolti punti organico quest’anno continueranno a subire decurtazioni di punti organico anche in futuro. Con la legge 7 agosto 2012, n. 135 (“Spending-review” del Governo Monti), il MIUR è tenuto a ripartire i punti organico con il vincolo che il sistema universitario italiano, considerato nella sua interezza, abbia un turn-over al 20%.

Il MIUR, nella pratica, applica questo principio facendo confluire tutti i punti organico rivenienti da cessazioni e pensionamenti di ciascun ateneo in un unico grande calderone. In altre parole, agli effetti pratici non esistono più i pensionamenti di Roma “La Sapienza” o di Milano Bicocca o di Venezia “Ca Foscari”, ma ci sono solo i pensionamenti dell’intero sistema universitario italiano. Dopodiché, il MIUR ripartisce tali punti organico in proporzione ai punti organico che ciascun ateneo avrebbe avuto qualora non ci fosse stato questo vincolo del 20% determinato dalla spending-review. Da un punto di vista pratico, questo significa che la ripartizione è avvenuta non tanto tenendo conto dello stato “virtuoso” / “non-virtuoso” di ciascun ateneo, come avveniva in passato, ma dando punti organico “extra” agli atenei con più alto valore dell’ISEF, a cui corrisponde una eguale decurtazione di punti organico agli altri atenei (anche se questi ultimi sono anch’essi “atenei virtuosi”).

  • Calcolo Isef =
    • 82% (FFO + tase studentesche – fitti passivi)
    • diviso spese personale a carico dell’ateneo + oneri ammortamento
Antonio Santoro

Antonio Santoro

Al fine di sentire l’idea e opinione degli studenti, abbiamo sentito Antonio Santoro del Consiglio Nazionale Studenti Universitari.

In questi giorni c’è un grande fermento nel mondo universitario per chiedere al mondo politico di interessarsi al DM punti organico 2013, apportandovi dei cambiamenti.

Quali sono le conseguenze a cui alcune università andrebbero incontro se il DM punti organico 2013 non subisse alcuna modifica?

“Se il DM punti organico non venisse modificato molte università del sud avrebbero serissime difficoltà nell’assicurare l’offerta formativa esistente. Per di più si avvierebbe un meccanismo che tende ad innalzare le tasse degli studenti, essendo l’ISEF, il parametro da cui vengono calcolati i punti organico, un indicatore che si basa sulla contribuzione studentesca.”

Quali sono i punti da modificare del DM punti organico 2013?E in che modo dovrebbero essere modificati?

“Innanzitutto andrebbe inserita la clausola perequativa così com’era nel 2012. Poi bisogna cambiare i parametri di attribuzione dei punti in modo da evitare storture e distorsioni e per fare in modo che le università vengano giudicate in modo oggettivo.”

Abbiamo inoltre sentito le associazioni universitarie L’Altra Babele di Bologna (LAB), Unione degli Studenti di Roma (UDS) e Link di Lecce (LL).

Protesta Studenti

Protesta Studenti

Il D.M. Punti Organico 2013 cosa comporterà e quali sono le responsabilità dei politici?

LAB: Non dobbiamo pensare solo e soltanto all’università che frequentiamo, dobbiamo attivarci per l’Università, per avere un’università migliore e che sia uguale in tutte le città, senza dover creare delle differenziazioni tra le università che posso permettersi di assumere nuovi e giovani ricercatori, professori ecc., mentre altre università non riescono nemmeno a coprire i costi delle loro infrastrutture.”

Sono i ministri a fare le leggi, a votarle e a doverci rappresentare, la responsabilità è tutta loro.”

UDS:  Roma è tra le università più colpite dal sistema D.M. Punti Organico 2013. Se verrà riconfermato anche negli anni prossimi, la qualità della didattica avrà senz’altro un crollo.”

Questa differenziazione tra università di serie A e di serie B è inaccettabile. I ministri dell’istruzione da molti anni stanno continuando a creare delle disparità tra le università italiane, costringendo sempre più ragazzi a lasciare le proprie case per poter avere un’istruzione ed entrare in una università di serie A.”

LL: Piove sul bagnato. L’università di Lecce sarà completamente distrutta, nella qualità della didattica.”

La Ministra Carrozza continua la politica iniziata dei suoi predecessori: creare Università di serie A e altre di serie B, le prime che erogano didattica e ricerca e le altre che erogano solo didattica, svilendole e portandole alla progressiva chiusura.

Dm Punti Organico

Dm Punti Organico

Cosa state facendo in merito?

LAB: “Cerchiamo di organizzare quante più proteste possiamo, cerchiamo di far arrivare la nostra voce ai politici che ci hanno messo in questa situazione e alle dirigenze universitarie che non hanno mosso un dito.”

UDS: “L’unica arma è la protesta e l’informazione. Informiamo gli studenti di ciò che sta accadendo alle loro università e proviamo a muoverci per poter fermare questo scempio.”

LL: “Lottare. Continueremo con la nostra protesta, bloccando l’università e facendoci sentire da chi sceglie per noi senza interpellarci.”

A chiudere il servizio e nell’intento di ascoltare tutte le voci in causa, abbiamo sentito alcuni Magnigici Rettori: Flavio Corradini dell’Università di Camerino, Pasquale Catanoso dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Maurizio Fermeglia dell’Università di Trieste.

Flavio Corradini

Flavio Corradini

In questi giorni c’è un grande fermento nel mondo universitario per chiedere al mondo politico di interessarsi al DM punti organico 2013, apportandovi dei cambiamenti. Quali sono le conseguenze a cui alcune università andrebbero incontro se il DM punti organico 2013 non subisse alcuna modifica?

F.C.: La conseguenza principale riguarda la possibilità di assumere più o meno professori e ricercatori. La ricerca e la didattica devono essere sempre rinvigoriti con nuove menti e nuove idee, se l’università non può permettersi di poter assumere nuove persone, la sua didattica e la sua ricerca muore.

P.C.: Si creerebbe una enorme differenza tra le università, creando dei poli di eccellenza e dei poli di sufficienza. Anche se non in toto, le università del Sud saranno duramente colpite da questo decreto ministeriale e le loro eccellenze svanirebbero rapidamente.

M.F.: Si creerebbero due tipi di università, una di assoluta eccellenza e dove si possono assumere nuovi professori, nuovi ricercatori e assicurare una maggiore circolazione di idee e innovazione; una dove il traguardo da raggiungere sarà la sopravvivenza, quindi con un ricambio di professori e ricercatori minimo, dove si faranno i salti mortali per poter assicurare quelle eccellenze che attualmente ci sono.

Pasquale Catanoso

Pasquale Catanoso

Quali sono i punti da modificare del DM punti organico 2013?E in che modo dovrebbero essere modificati?

F.C.: Rinserire le calusole del 2012. Solo in questo modo ci possono essere dei miglioramenti.

P.C.: Ritornare al 2012. Non calcolare più i pensionamenti in maniera generale, ma in base ad ogni singolo ateneo

M.F.: Le proposte sono state fatte sia dagli studenti sia dalle dirigenze, dovranno essere i politici a trovare le giuste modifiche.

Maurizio Fermeglia

Maurizio Fermeglia

L’ateneo di cui lei è rettore a cosa andrebbe incontro se non venisse apportata nessuna modifica?

F.C. : Perderemo la possibilità di assicurare una didattica e una ricerca di qualità.

P.C. : Penso che sarebbe sempre più difficile continuare a fornire una ottima didattica ai nostri studenti e non saremmo più in grado di avere una ricerca competitiva con gli altri atenei italiani e non.

M.F. : In realtà siamo tra gli atenei che ”ci guadagnerebbero”, ma i miei colleghi saranno colpiti duramente e questo è inaccettabile.


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