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20 dicembre 2013

Logopedia: cura e prevenzione in logopedia secondo la logopedista Rossetto

Cura e prevenzione in logopedia

Cura e prevenzione in logopedia: i consigli degli esperti, il punto del logopedista Rossetto. Ecco come prevenire e curare la logopedia.

Cura e prevenzione in logopedia

Cura e prevenzione in logopedia

Imparare a parlare per il bambino non è mai un percorso in discesa.

L’acquisizione di questo fondamentale strumento della comunicazione, insegna la Logopedia dell’età evolutiva, avviene nei bambini nei primi anni di vita, spesso in maniera conflittuale, a man mano che questi familiarizzano con i codici della lingua e si impratichiscono attraverso la relazione con genitori, fratelli e coetanei.

Non è perciò raro che i bambini siano, durante le fasi più delicate del primo sviluppo psicofisico,  vittime di disturbi più o meno gravi del linguaggio, diffusi ad oggi presso il 5 – 7 % della popolazione prescolare, colpendo circa il 2 – 3% dei maschi per ogni femmina.

Ed è appunto di questo che si occupa la Logopedia: quella specifica branca della medicina che si rivolge alla cura, all’educazione e alla rieducazione di tutte le patologie che inducono disturbi della voce, della parola, del linguaggio orale e scritto e degli handicap comunicativi.

Le principali aree d’intervento e cura della Logopedia riguardano i disturbi della voce, i Disturbi Specifici di Linguaggio (DSL) o i disturbi linguistici secondari a deficit di tipo neurologico e cognitivo, disturbi della fluenza con particolare riguardo alla balbuzie, disturbi globali dello sviluppo in quadri sindromici genetici, disturbo della comunicazione di tipo autistico, afasie, agnosie, aprassie, disturbi da lesione sensoriale come la sordità e loro stato inerente la protesizzazione o l’impianto cocleare, Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) della lettura, scrittura, calcolo.

Ritardi e disturbi del linguaggio (DL) rappresentano generalmente una condizione frequente in età prescolare e scolare e sono considerate manifestazioni transitorie dello sviluppo, a prognosi favorevole. Tutto si gioca, secondo la Logopedia infantile e dell’età evolutiva, intorno ai 3 anni: soglia che costituisce nel bambino una sorta di spartiacque tra i parlanti cosiddetti “tardivi” e i bambini con un probabile disturbo specifico di linguaggio.

Quando tuttavia la disfunzione linguistica persiste e peggiora, l’intervento della Logopedia non può tardare. Aspettare che il disturbo si risolva da sé non sempre conviene ai genitori, ma occorre piuttosto intervenire tempestivamente sulla difficoltà manifestata dal bambino, giacché è proprio dalla precocità della diagnosi, insistono gli specialisti, che discende la reale incisività dei percorsi di recupero.

La cura in logopedia si basano su modello chiari ed su evidenze scientifiche. La scelta del trattamento in Logopedia dipende dal profilo individuale del bambino e prevede sedute individuali e/o di gruppo finalizzate al potenziamento delle funzioni deficitarie avvalendosi del supporto di vari strumenti (dai più immediati fino a quelli informatici), ivi compresi i cosiddetti “esercizi di logopedia”.

Cura e prevenzione in logopedia: metodi di intervento maggiormente utilizzati

  • Intervento riabilitativo tecnologico
  • Orientamento riabilitativo meta cognitivo
  • Riabilitazione metafonologica

Approcci differenti, accomunati però da un unico obiettivo: porre l’attenzione sulle risorse del singolo bambino, affinché queste possano diventare uno strumento ed una risorsa importante per la buona riuscita del percorso.

Ma la logopedia oltre che diagnosi è anzitutto prevenzione. Non si tratta, cioè, soltanto di pensare interventi di rieducazione ma anche è soprattutto di sviluppare percorsi tesi ad anticipare e contenere il disagio del bambino. Lo specialista in Logopedia, quindi:

  • partecipa e supervisiona attività di screening degli indicatori di rischio
  • esegue screening, per l’individuazione precoce dei soggetti a rischio, all’interno di particolari tipologie familiari, scuola d’infanzia e primaria;
  • valuta i prerequisiti all’apprendimento in soggetti a rischio;
  • interviene direttamente sul disturbo per evitare l’istaurarsi di condizioni che possono avere conseguenze negative e peggiorative per il bambino sia a livello cognitivo che relazionale.

Il punto del Presidente Rossetto (FLI) – Per conoscere più a fondo cause ed effetti delle patologie del linguaggio più frequentemente riscontrabili nei bambini italiani in età prescolare e scolare ed approfondire attività, responsabilità e metodologie professionali del logopedista, facendo il punto su percorsi terapeutici, esercizi di logopedia più diffusi e consigli specialistici ai genitori affinché imparino a riconoscere fattori di rischio e segnali predittivi di disagio nel bambino per meglio accompagnarlo alla corretta acquisizione del linguaggio, abbiamo chiesto il parere di uno dei massimi esperti nazionali: la Dott.ssa Tiziana Rossetto, Logopedista e Presidente della FLI (Federazione Logopedisti Italiani).

Presidente Rossetto, sempre più spesso capita che i bambini siano vittime di disturbi della parola (dislessie, bilinguismo, disgrafie, afasie, autismo). Quali sono le patologie più frequenti tra i bambini italiani ad oggi e quale la cura in logopedia?

Tiziana Rossetto

Tiziana Rossetto

Cura e prevenzione in logopedia per Rossetto.

“Le disabilità comunicative e linguistiche della popolazione italiana più frequenti rispettano i dati epidemiologici internazionali per i quali il 3% incorre in un Disturbo Specifico di Linguaggio caratterizzato da un disordine in una o più aree linguistiche (fonologia, fonetica, lessico, morfosintassi). 

Il DSL è diagnosticabile in assenza di deficit cognitivi, sensoriali, motori, affettivi, socio-ambientali. Altri disturbi sono secondari  a problemi sensoriali come la sordità, a deficit cognitivi come il ritardo mentale, il disturbo pervasivo dellao sviluppo di tipo autistico, i disturbi della fluenza come la balbuzie oltre che i disturbi della deglutizione.”

Perché ci si rivolge al logopedista per una cura efficace? Quando un ritardo della parola è normale e quando invece dobbiamo preoccuparci? Quali sono i campanelli d’allarme secondo la Logopedia dell’età evolutiva?

“Il Logopedista è il Professionista Sanitario che svolge in autonomia  e con propria responsabilità, la Valutazione ed il Bilancio delle competenze linguistiche in riferimento ad una ipotesi diagnostica, lavora in regime di dipendenza o come libero Professionista. La Federazione Logopedisti Italiani rende pubblico l’Albo dei propri iscritti online quale garante dei requisiti per l’esercizio professionale, è importante questa garanzia in quanto il settore ha molto abusivismo professionale. I campanelli d’allarme sono importanti per agire tempestivamente: le tappe di acquisizione del linguiaggio sono condivise dalla letteratura internazionale: entro l’anno di età il bambino dice le prime parole e comprende ordini semplici eseguendo azioni con oggetti d’uso comune e giochi, raggiunge il suo vocabolario di almeno 50 parole per espanderle poi in frasi atttorno ai 16 – 20 mesi, a 24 -30 mesi è in grado di esprimere i suoi desideri con frasi semplici inserendo articoli, verbi, preposizioni, pronomi., a 36 mesi parteciipa al dialogo. Se tutti questi indicatori mancano o sono in ritardo bisogna effettuare una Valutazione logopedica.”

Quali sono i fattori (interni ed esterni ) che possono ostacolare l’apprendimento ed il linguaggio nel bambino e quale la cura da fare?

“Il DSL proprio perché disturbo, è di origine costituzionale, neurobiologica troviamo spesso familiarità quindi è una particolarità nel soggetto, in questo caso è bene consultare quanto prima l’èquipe specializzata per intervenire tempestivamente in quanto il disturbo abbiamo ormai visto, cambia di espressività e può diventare un Disturbo Specifico di Apprendimento della lettura e scrittura nonché della comprensione del testo. I fattori esterni sono le situazioni di svantaggio sociale e l’emarginazione dove mancano le opportunità di sviluppo e dove l’abbandono scolastico è più frequente con fenomeni di devianza  sofferenza minorile.”

A che età è opportuna una prima visita? Quanto è importante la precocità dell’intervento e cura in Logopedia?

“Quando i genitori si accorgono che un bambino non evolve il suo vocabolario, non sembra capire o comprendere i messaggi verbali, non comunica e si isola, sono tutti indicatori che prima dei 36 mesi devono allertare e far emergere l’esigenza di ricorrere ad una valutazione specialistica, la tempestività e quindi precocità di intervento è indicata a prescindere che il disturbo sia specifico o secondario ad altre cose.”

In cosa consiste la visita? Quanto dura una terapia e la cura in logopedica?

“La visita consiste in un colloquio anamnestico sulla evoluzione del linguaggio per raccogliere dati significativi, somministrazione di Tests standardizzati e osservazioni  dirette e indirette, in media 45 minuti.”

Quali strumenti adotta lo specialista nel suo lavoro? Esistono in logopedia percorsi terapeutici più efficaci di altri?

“Gli strumenti sono tests, osservazioni, interviste, questionari ai genitori o ai caregiver, i percorsi terapeutici sono programmi di intervento che hanno degli obiettivi a lungo, medio e breve periodo di ottenimento , consistono in attività e strategie che compensano, attivano, facilitano risposte relative al comportamento atteso. Molti programmi hanno evidenze scientifiche e fanno parte delle buone pratiche in logopedia, largamente condivise da Linee Guida o Raccomandazioni internazionali.”

Mamma e papà cosa possono fare per facilitare la “nascita” della parola e il corretto sviluppo dell’apprendimento? Insomma che parte hanno i genitori nella terapia?

“I genitori sono facilitatori e mediatori eccezionali, collaborano alla riuscita dell’intervento se cooperano e condividono il programma riabilitativo che dovrà essere illustrato  e presentato dal Logopedista. Sul consiglio del Logopedista, modelleranno il loro comportamento comunicativo per raggiungere gli obiettivi proposti, avranno un adeguato Counselling per superare ogni impasse anche nelle situazioni più difficili.”

È possibile esercitarsi con la logopedia a casa?

In quali casi e di quali esercizi si tratta? (ad es. quanto è importante il gioco?)

“A casa si può riprendere tutto quello che serve per rafforzare il lavoro riabilitativo in collaborazione con il Logopedista utilizzando strumenti e strategie in forma di gioco, molto utili i CD perché attraggono l’interesse del bambino specifici quelli per i Disturbi dell’Apprendimento molto utili per intensificare il trattamento.”

In che modo e in che misura è possibile prevenire i disturbi del linguaggio e dell’apprendimento nel bambino?

“La ricerca conferma che il linguaggio è un fattore di rischio per il Disturbo di Apprendimento pertanto prevenire vuol dire contattare il Logopedista quando il bambino è ancora in età prescolare qualora si sospetti un Disturbo di Linguaggio, intervenire prima vuol dire ridurre la probabilità che questo Disturbo comprometta l’aspetto degli apprendimenti e della possibilità di sviluppo delle competenze educative del bambino.”

In collaborazione con Matteo Napoli


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