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23 dicembre 2013

Tares 2013 / 2014: calcolo e tariffe tares ed entro quando pagarla

Tasi, tares e tari 2015

Ce n’è per tutti i gusti: locali, regionali, nazionali, ordinarie e straordinarie,  dirette ed indirette. Parliamo ovviamente di tasse, eterno cruccio del contribuente italiano.

Tares

Tares

Dopo l’Imu, è l’ora della Tares, già Tarsu, poi Tia e prima ancora “contributo” per la gestione del ciclo dei rifiuti. Dicembre non manda in scena solamente abitazioni ed immobili strumentali.

Segnata sullo scadenzario degli italiani c’è anche la Tares, aumentata, secondo i calcoli Uil, del 35% in un anno, portando il conto 2013 a 305 euro di media. Un salasso da  2 miliardi di euro in più rispetto all’esborso 2012. Tares, scadenza rinviata: per pagare c’è tempo fino al 24 gennaio.

Ma cos’è la Tares e come funziona? (Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi) è un tributo in tema di gestione dei rifiuti introdotto dal Dl. 6 dicembre 2011, n. 201 (cosiddetto “Decreto salva Italia”) e convertita con Legge 22 dicembre 2011 n. 214, in sostituzione della Tariffa di igiene ambientale (TIA) e Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU). Questo tributo va a coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. Il tributo si compone:

Tares 2013-2014: cos’è come si compone, scadenza e modalità pagamento

  • dell’importo a copertura integrale del costo del servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati agli urbani;
  • della maggiorazione per servizi indivisibili resi dal Comune (comma 13 art. 14 D.L. 201/2011).

Soggetto attivo dell’obbligazione è il comune nel cui territorio è ubicato, interamente o prevalentemente, l’immobile assoggettabile a pagamento.

Calcolo Tares

Il tributo, in vigore dal 1 gennaio 2013, è basato sulla superficie dell’immobile di riferimento, il numero dei residenti, l’uso, la produzione media dei rifiuti e altri parametri e ha come obiettivo la copertura economica integrale del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti comunale.

Chi paga la Tares? Il tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani, a prescindere dall’effettiva produzione degli stessi.

Con regolamento, ciascun Consiglio comunale determina la disciplina per l’applicazione del tributo: la classificazione delle categorie di attività con omogenea produzione di rifiuti;

La disciplina delle riduzioni tariffarie e delle esenzioni, i termini di dichiarazione e versamento del tributo, i casi di esclusioni e le sanzioni.

Come calcolare la Tares? La  determinazione dell’importo Tares è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base dei criteri determinati con il regolamento approvato dal comune di residenza.

Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al tributo è pari all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri del DPR n. 138/98. Non sono soggette al pagamento della stessa:

  • le unità immobiliari “adibite a civili abitazioni” sprovviste di mobili e di allacci alla rete idrica ed elettrica.
  • i fabbricati non utilizzabili perché inagibili, inabitabili, collabenti.

La Tares si articola in due parti: Componente Rifiuti e Componente Servizi. La Componente rifiuti è divisa in parte fissa e parte variabile.

La parte fissa viene utilizzata per coprire i costi fissi, quelli sostenuti indipendentemente dalla stretta gestione dei rifiuti. Per il calcolo occorrerà moltiplicare i mq dell’immobile per la tariffa corrispondente al numero degli occupanti dello stesso. Se l’intestatario dell’utenza è residente nell’immobile, il dato viene reperito negli archivi anagrafici del Comune e corrisponde al numero dei componenti il nucleo familiare. Se invece l’intestatario dell’utenza non risiede nell’immobile, il numero degli occupanti viene determinato in via presuntiva, in rapporto alla superficie dei locali.

La parte variabile è rapportata alla quantità di rifiuti prodotti (dai componenti del nucleo familiare o dall’attività produttiva) e ai relativi costi della gestione, comprensiva di un quantitativo minimo obbligatorio.

La Componente servizi è una maggiorazione determinata in € 0,30 al mq, destinata interamente allo Stato per finanziare i servizi indivisibili quali l’illuminazione pubblica, la sicurezza, la manutenzione delle strade, la gestione del verde ecc.

Scarica da qui >>> Esempi calcolo Tares – Anno 2013 – 2014

Quando pagare la Tares? La gestione del Tares,  la relativa scadenza di pagamento e il numero delle rate di versamento sono stabilite dai Comuni con propria deliberazione. A partire dal 2014 le rate, come stabilito con D.L. 201/2011 scadranno a:

  • Gennaio
  • Aprile
  • Luglio
  • Ottobre
Tasse e Contributi

Tasse e Contributi

Il 16 Dicembre 2013 è scaduta la proroga per il pagamento dell’ultima rata Tares. Tuttavia il Governo, considerato il continuo susseguirsi di interpretazioni legislative ambigue in moltissimi Comuni e la mancata ricezione  dei modelli di pagamento lamentata da migliaia di cittadini, ha opportunamente prorogato di un mese, 16 gennaio 2014, scadenza ultima nazionale per il conguaglio Tares, con possibilità di slittamento al 24 gennaio. Fino ad allora non saranno applicate sanzioni né interessi.

Come e dove effettuare il versamento Tares?  Il pagamento può essere effettuato con il bollettino di conto corrente postale, appositamente realizzato con decreto del 14 maggio scorso. Oltre al bollettino si può pagare anche tramite modello F24, esclusivamente presso gli sportelli bancari e gli uffici postali,

Indicando precisi codici tributo:

  • 3944 per la Tares
  • 3955 per l’addizionale di 30 centesimi a mq

Per i residenti all’estero il saldo può essere versato, alternativamente al modello F24, anche con bonifico intestato a Banca d’Italia, con codice IBAN IT80R01000003245348001150300 e codice BIC “BITAITRRENT”.

Scarica da qui >>> Tabella Tariffe – Tares, Capoluoghi Italiani anno 2013 – 2014

Per meglio comprendere gli aspetti nodali del contestato balzello, cercando di dipanare l’intricata matassa di dubbi e polemiche da esso ingenerati rispetto ad obiettivi, modalità e tempi di pagamento, abbiamo raccolto per voi il parere del Dott. Aniello Napoli, commercialista iscritto all’albo di Salerno.

Dott. Napoli, può descriverci sinteticamente cos’è la Tares? Chi è tenuto a pagarla e quando?

Aniello Napoli

Aniello Napoli

“La sigla Tares sta per tassa rifiuti e servizi e, come dice il nome, è finalizzata al reperimento delle risorse necessarie per sostenere i costi relativi allo smaltimento e raccolta dei rifiuti e di altri servizi comuni detti indivisibili: illuminazione e manutenzione stradale, polizia municipale, anagrafe ed altri che fino ad oggi sono stati a carico dei singoli Comuni. E’ stata istituita dal governo Monti con la Legge n. 214 del 22 Dicembre 2011. Inizialmente la Tares doveva entrare in vigore a gennaio 2013 ma, a causa della contingenza economica del paese e delle elezioni politiche del marzo 2013, è stata prorogata prima al luglio 2013, poi, col Dl. n. 35/2013, è stata nuovamente posticipata a dicembre 2013.”

“La Tares è dovuta dai proprietari o dagli occupanti di beni immobili che per la loro destinazione ed uso possono generare rifiuti. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte delle abitazioni private (portici, terrazze, balconi), le aree condominiali, le case sprovviste di mobili e di allacci alla rete idrica ed elettrica ed i fabbricati inagibili e inabitabili. Per quanto riguarda le scadenze di pagamento, la Legge istitutiva chiarisce che le rate di versamento del tributo sono stabilite dai singoli Comuni con apposita delibera, così come le sanzioni e gli interessi da applicare per i tardivi pagamenti. Relativamente al 2013 la scadenza unica nazionale è al 16 dicembre 2013 anche se, ad oggi, è in corso l’approvazione della L. Stabilità dove è prevista la proroga di questa scadenza al 24 gennaio 2013 per cui questa dovrebbe essere la scadenza definitiva della Tares 2013. Dal 2014, poi, scomparirà probabilmente la Tares sostituita da una nuova tassa per gli stessi servizi ancora in fase di costruzione stante in corso l’approvazione della L. Stabilità.”

Come si calcola e come pagare la Tares? In che misura possiamo quantificare l’aumento rispetto alla vecchia tassazione?

“Innanzitutto va precisato che solo per il 2013 gli utenti continueranno a pagare la tassa per il servizio rifiuti (Tarsu o Tia) come nel 2012, quindi, con le stesse tariffe e scadenze, mentre pagheranno la Tares esclusivamente per la quota relativa ai servizi indivisibili cioè euro 0,30 per mq di abitazione. Dal 2014, invece, la Tares (o altra denominazione che avrà questa tassa) ingloberà tutto (Tarsu, Tia e tariffa relativa ai servizi indivisibili) ed il calcolo avverrà con modalità simili a quelle per la tassa sui rifiuti  (Tarsu/Tia) cui si aggiungerà la quota relativa ai servizi indivisibili. La base imponibile è data dalla superficie catastale degli immobili tenendo anche presente altri elementi quali il numero dei residenti nell’abitazione, l’uso, la produzione media dei rifiuti ed altri parametri. All’importo così determinato viene aggiunta la tariffa per i servizi indivisibili pari ad Euro 0,30 per ogni metro quadro di abitazione che i Comuni potranno aumentare fino ad Euro 0,40 per mq. La Tares si paga utilizzando il modello di pagamento F24 ovvero quello che generalmente si usa per versare le imposte allo Stato e agli enti pubblici o attraverso i bollettini postali e bancari cosiddetti MAV. Entrambi i modelli di pagamento dovrebbero essere inviati già compilati dai Comuni ai singoli cittadini. Riguardo alla misura dell’aumento rispetto alla vecchia tassazione, con l’avvento della Tares, l’incremento è pari ad Euro 0,30 o 0,40 per mq di abitazione.”

La Tares ha determinato notevoli aggravi di spesa, portando il conto 2013 a 305 euro di media. Due miliardi di euro in più rispetto all’esborso 2012. Aumenti inevitabili e polemiche legittime?

“La polemica è ancora viva e, a mio parere, continuerà ad animare le discussioni pubbliche del prossimo futuro per un motivo molto semplice: la Tares è nata per sopperire ai continui tagli degli stanziamenti statali verso gli enti minori come i Comuni. Difatti, però, i Comuni continueranno a percepire dai cittadini solo le tariffe precedenti per il servizio rifiuti mentre la parte aggiunta di euro 0,30 andrà allo Stato. I Comuni potranno decidere di aumentare quest’ulteriore prelievo per euro 0,10 arrivando ad euro 0,40 totali dei quali solo dieci centesimi al mq andranno nelle casse comunali. Ritengo, quindi, che sia da parte dei cittadini che da parte dei Comuni la polemica sia più che legittima perché si configura un ennesimo aggravio di tasse sempre e solo a maggior beneficio dello Stato. Di maggiori e migliori servizi per tutti…neanche a parlarne.”


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