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19 dicembre 2013

Università degli Studi Insubria: Quattrocentomila Euro per Nanostem e Mic-Ceres

Laboratorio sulla legalità

Università degli Studi INSUBRIA – Quattrocentomila euro da Fondazione Cariplo all’Università degli Studi Insubria per due progetti su salute e impatto ambientale

Università degli Studi Insubria

Università degli Studi Insubria

Due importanti progetti di ricerca relativi alla salute umana e all’impatto ambientale, curati dal Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita, diretto dal professor Giovanni Bernardini, sono stati finanziati per oltre quattrocentomila euro all’Università degli Studi Insubria su bandi della Fondazione Cariplo.

Il progetto “Nanostem”, firmato dalla professoressa Rosalba Gornati, del Dipartimento di Biologia e Scienze della Vita dell’Università degli Studi Insubria, indagherà l’influenza delle  nanoparticelle sulle cellule staminali. «Le nanoparticelle sono ormai di uso comune, le troviamo ad esempio negli spazzolini per lavare i denti, negli indumenti, nelle creme solari e anche negli agenti di contrasto per effettuare la risonanza magnetica» spiega la professoressa Gornati «il progetto Nanostem è finalizzato a chiarire se le cellule staminali che sono normalmente presenti nei tessuti degli adulti possono essere bersaglio di queste nanoparticelle. È una questione di grande rilevanza, poiché le cellule staminali sono coinvolte nella rigenerazione tissutale. Pertanto vogliamo capire se le nanoparticelle possono compromettere la loro funzionalità».

Il progetto “Mic-Ceres” dell’Università degli Studi Insubria si è aggiudicato uno dei quattro finanziamenti concessi da Cariplo e Agripolis Fondation sul bando congiunto “Ceres”, mirato a sostenere progetti condivisi tra ricercatori italiani, francesi e di Paesi in via di sviluppo per favorire la ricerca utile al miglioramento delle produzioni di cereali, prestando particolare attenzione agli aspetti legati allo sviluppo sostenibile e alla salvaguardia delle risorse ambientali. Il finanziamento totale di quasi cinquecentomila euro è stato suddiviso in due tranche andate in parte a una cordata francese che fa capo al professor Lionel Moulin, Institute of Research for Development, Montpellier, e in parte a un network italiano che fa capo alla professoressa Marcella Bracale, Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita, cui partecipano l’Università di Torino e il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura di Fiorenzuola. «Nel suolo esistono microrganismi benefici per le piante. Grazie alla loro capacità di migliorare la nutrizione minerale e di proteggere le piante, agiscono da biofertilizzanti e bioprotettori. Il progetto mira a valutare se le piante di frumento instaurino interazioni specifiche con microbiota diversi in suoli e situazioni agronomico-colturali diverse (in Italia, Francia e Africa) e i vantaggi che ne traggono, anche allo scopo di valutare il loro potenziale di integrare o sostituire i fertilizzanti  e i pesticidi chimici» spiega la professoressa Bracale.


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