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18 dicembre 2013

Università di Bologna: Alma Mater e la “Dozza” firmano protocollo di intesa

Carceri

Università di BOLOGNA – Polo universitario penitenziario, Alma Mater e la “Dozza” firmano protocollo di intesa

Convenzione Università di Bologna -  Casa Circondariale Dozza

Convenzione Università di Bologna – Casa Circondariale Dozza

Grazie alla convenzione Università di Bologna – Casa Circondariale Dozza per i detenuti sarà possibile accedere alla formazione universitaria grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, all’accesso sicuro a materiali didattici, al rapporto più diretto con i docenti e allo scambio di conoscenza con gli altri compagni di studio

Consentire ai detenuti di esercitare il proprio diritto all’istruzione e di intraprendere percorsi di studio universitari. E’ l’obiettivo del “Protocollo di intesa tra l’Università di Bologna e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria” per la costituzione del Polo Universitario Penitenziario all’interno della Casa Circondariale di Bologna “Dozza”.

Il documento dell’Università di Bologna e della Casa Circondariale Dozza, sottoscritto dalla Direttrice della Casa Circondariale Claudia Clementi, dal Provveditore regionale per l’Amministrazione Penitenziaria Pietro Buffa e dal Rettore dell’Università di Bologna Ivano Dionigi, prevede – in linea con il Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli istituti penitenziari firmato dai Ministeri per l’Istruzione e di Giustizia a ottobre 2012 – la costituzione di una sezione universitaria presso la “Dozza”, ovvero una comunità di studenti e docenti, un luogo che agevoli le occasioni di confronto fra i detenuti e la comunità esterna, in primis i professori, ma anche con figure di supporto come tutor o assistenti, favorendo gli incontri di persona e utilizzando le nuove tecnologie per moltiplicare le opportunità di dialogo.

A Bologna è dal 2000 che la Casa Circondariale “Dozza” e Università di Bologna collaborano sul fronte dell’istruzione universitaria. La firma della prima Convenzione triennale risale appunto a 13 anni fa: da un lato l’Ateneo si impegnava a partecipare attivamente all’opera di rieducazione delle persone recluse, organizzando corsi ed altri interventi culturali presso l’Istituto e favorendo l’iscrizione dei detenuti all’Università tramite l’esenzione dal pagamento di tasse e contributi, dall’altro l’Amministrazione penitenziaria si impegnava a sostenere le iniziative formative, assicurando la partecipazione dei detenuti, fornendo spazi didattici e agevolando gli studi universitari dei detenuti attraverso la loro assegnazione a camere e reparti idonei allo studio e l’autorizzazione a tenere il materiale didattico necessario. A seguito dell’applicazione di questa Convenzione oltre 40 detenuti hanno potuto iscriversi all’Università o continuare i propri studi in situazione detentiva, giungendo in alcuni casi anche a concludere il proprio percorso universitario con il conseguimento del diploma di laurea.

Nonostante gli sforzi reciproci, ad oggi all’interno delle carceri non esistono spazi specifici destinati agli studenti universitari, né possibilità di adeguato isolamento ai fini di studio, anche nell’ambito della propria camera di permanenza e non sempre è facile reperire idonei materiali di studio. Il Polo consentirà agli studenti della Casa Circondariale di vivere in maniera diversa gli spazi detentivi (compatibilmente con le esigenze di sicurezza e il regime carcerario a cui ciascun detenuto è sottoposto), di vedere moltiplicate le occasioni di scambio con gli altri detenuti che condividono lo stesso status di studente, grazie al fatto che potranno incontrarsi e confrontarsi fra di loro anche in momenti diversi da quelli previsti.

Nello specifico il Protocollo prevede che a partire dall’A.A 2014/2015 entrino a regime e siano resi disponibili una serie di servizi amministrativi e tecnologici che consentiranno a tutta la popolazione detenuta presso l’Istituto penitenziario di Bologna di avere accesso a materiale informativo appositamente predisposto su corsi e procedure di iscrizione e di partecipare ai test di accesso per i corsi di studio a numero programmato a livello locale le cui prove verranno organizzate all’interno dell’istituto.

Inoltre, grazie all’individuazione di referenti per lo svolgimento delle pratiche amministrative, all’identificazione di tutor (per l’orientamento, il supporto per lo studio e l’aiuto nel reperimento di materiali) e alla realizzazione di una postazione informatica per l’utilizzo degli applicativi web per gli studenti e per le attività in teleconferenza, tutti i detenuti-studenti potranno effettuare direttamente le azioni tipiche della carriera di uno studente (scelta del piano di studi, prenotazione di un esame, domanda di laurea) ed entrare in contatto in modo semplice con i docenti e i tutor per colloqui e ricevimenti, oltre che ovviamente per sostenere esami.

Contemporaneamente verrà avviata la fase sperimentale che prevede la costituzione di una vera e propria sezione universitaria dove, grazie all’allestimento di un’aula informatica dotata di postazioni “protette”, i detenuti ammessi alla sperimentazione avranno la possibilità di gestire autonomamente le proprie pratiche online, di sostenere colloqui con i docenti, prove di verifica, esami di profitto e lauree in teleconferenza, di utilizzare materiali didattici online appositamente predisposti. Inoltre, lo studio individuale potrà giovarsi anche di un’organizzazione della giornata più favorevole all’attività di studio grazie al prolungamento degli orari di apertura celle.

Una volta costituita, alla sezione universitaria potranno accedere anche detenuti ristretti in altri istituti partecipando ad un interpello regionale appositamente emanato per regolare il trasferimento di studenti-detenuti da altri istituti.

La prima iniziativa che verrà avviata già a partire da gennaio 2014 riguarderà l’installazione e l’attivazione della postazione informatica comune che, come si è detto, consentirà di svolgere personalmente le proprie pratiche (es. piano di studi, iscrizione esami, ecc.), consultare materiali didattici online, dialogare con i docenti in teleconferenza. Contemporaneamente, a livello amministrativo si opererà per realizzare un regolamento per l’accesso ai corsi di studio che consenta di svolgere in accordo con le Scuole le prove di accesso all’interno dell’istituto predisponendo anche un vademecum “immatricolazioni” da pubblicizzare tra la popolazione detenuta.


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