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2 gennaio 2014

Aumenti 2014: benzina, caffè, autostrada, tutti gli aumenti in arrivo

Dal primo gennaio sono previsti vari aumenti relativi alla benzina, distributori automatici e corrispondenza, pedaggi e tasse su immobili. Arriva la nuova stangata per le famiglie italiane.

Aumenti

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Anno nuovo, vita nuova? Forse sì, forse no. La cosa fuor di dubbio, é che anche per il nuovo ed ennesimo anno gli italiani dovranno farsi trovare con un portafogli nuovo di zecca!

Se l’anno che volge a termine aveva già provocato non pochi malumori “economici” per la pressione fiscale che ha colpito duramente tutti gli italiani, anche per il 2014 sono in dirittura d’arrivo le ennesime sorprese… piuttosto aspettate per tutte le famiglie. Tanti nuovi aumenti per gli italiani ormai già con l’acqua alla gola da mesi.

Il duemila quattordici che si prospetta agli italiani sembra, su questo versante, già tutto da raccontare, infatti! Arrivano le nuove e poco allettanti tasse e il nuovissimo rincaro: ufficiale ormai la lista dei beni e dei servizi che subiranno il prossimo anno importanti aumenti.

La sorpresa quest’anno non riguarda solo i soliti servizi “sospetti”: pedaggi, biglietti e abbonamenti mezzi pubblici, tares, sigarette, etc. Oggi sembra che anche il mondo delle macchinette automatiche di beni di consumo alimentare stia per ricevere un bel rincaro a colpi di monetine sempre più consistenti e rumorose!

In dettaglio gli aumenti 2014:

Aumenti distributori caffè. La prima e più assurda stangata riguarda il mondo del caffè. In dettaglio, si tratta del mondo della distribuzione automatica della vivanda calda ormai diffusa in tutti i luoghi pubblici e uffici. Non basteranno più i trenta o i quaranta centesimi per prendere un caffè al volo durante il lavoro. Anche la pausa caffè costerà cara a ciascun lavoratore!

Aumenti prezzi snack nei distributori. Ugualmente accadrà per il mondo degli snack da distributori automatici. Aumento dell’IVA dal 4 al 6 per cento che colpirà questi prodotti alimentari.

Aumenti costi raccomandate e francobolli. A cambiare strategia anche il mondo delle Poste e Telecomunicazioni. Anche l’invio della corrispondenza classica, nel 2014 costerà di più agli italiani. Il rincaro non riguarderà solo pacchi o buste con peso superiore ai venti grammi, ma già le normali lettere con pesi minimi. I francobolli, infatti, vedranno un aumento di 25 centesimi entro il 2016. Il costo di un francobollo, passerà, dunque, da settanta a novantacinque centesimi.
Ugualmente accadrà per la posta raccomandata. Si parla addirittura di un aumento del prezzo di oltre due euro (più del cinquanta per cento del prezzo attuale).

Aumenti Benzina

Aumenti Benzina

Aumenti Benzina. Non potevano mancare gli aumenti del costo della benzina nel 2014. Stando alle dichiarazione del Codacons sia benzina che il gasolio.

Aumenti energia elettrica. Anche caricare il cellulare, vedere la tv o usare un frullatore costerà in più! Aumenti anche dell’energia elettrica a partire già dal primo gennaio. Nuove tariffe per il consumo dell’energia elettrica previste per il 2014 che vedrà aumenti per un di più dello 0,7% in più. Nessuna nuova invece, per gas domestico che per il momento non subirà aumenti.

Aumenti 2014

Aumenti 2014

Aumenti tasse case. La vera novità per il 2014 concerne gli aumenti delle tasse sugli immobili. Se il 2014 vedrà la comparsa dell’IMU sulla prima casa e il permanere dell’IMU sulla seconda, la vera protagonista sarà la TASI. Una tassa nuova di zecca volta a raccogliere fondi utili per i servizi indivisibili comuni, ovvero illuminazioni stradali e pulizie delle strade. Questa tassa colpirà tutti, sia chi in possesso di casa, che gli inquilini (ridotta). La nuova tassa, ovvero l’aliquota IMU-TASI, non potrà superare nell’anno in corso il 2,5 per mille sulla prima casa e il 10,6 per mille sulla seconda.

Un anno veramente difficile e turbolento quello che attende gli italiani, dunque. Un duemila quattordici che avrà come protagonista una stangata che si abbatterà su ciascuna famiglia per un importo di circa 1.400€.

Aumenti pedaggi autostradali. Anche i pedaggi come ogni anno, subiranno importanti rincari. Previsti infatti aumenti medi dei pedaggi dal 3,9% fino al più 8%. Questo quanto deciso dal Ministero dei trasporti e dell’Economia. Gli aumenti saranno specifici per singolo tratto autostradale. I più penalizzati per il 2014, gli utenti della strada che percorreranno la Strada dei Parchi e le autostrade Centro Padane.

Aumenti sul risparmio. Anche risparmiare, per chi ancora riesca oggigiorno a fare accantonamento, ci costerà di più nel 2014. Aumenta, infatti, l’imposta di bollo dall’1,5 per mille al 2 per mille.

In dettaglio ecco i singoli aumenti città per città (Fonte Il Fatto Quotidiano):

  • Autostrade per l’Italia 4,43% Brennero 1,63% Brescia-Padova 1,44%
  • Centropadane 8,01%
  • Cisa (A15) 6,26%
  • Autostrada dei Fiori (A10) 2,78%
  • Consorzio autostrade siciliane Messina-Catania 0 Consorzio autostrade siciliane Messina-Palermo 0
  • Autovie Venete 7,17%
  • Milano Serravalle e Milano Tangenziali 4,47%
  • Tangenziale di Napoli 1,89%
  • Rav (Raccordo autostradale Valle d’Aosta) 5,00%
  • Salt (Società Autostrada Ligure Toscana) 3,07%
  • Sat (Società Autostrada Tirrenica) 5,00%
  • Autostrade Meridionali (Sam) 0
  • Satap A4 Tronco Novara est-Milano/Torino-Novara est 5,27%
  • Satap Tronco A21 Torino-Alessandria-Piacenza 1,66%
  • Sav (Autostrade Valdostane) autostrada e raccordo 5,00%
  • Sitaf – Barriera di Bruere 4,23%
  • Sitaf – Barriera di Avigliana 4,31%
  • Sitaf – Barriera di Salberttrand 3,81%
  • Torino-Savona 1,60%
  • Cav-A4 Venezia-Padova Tang. Ovest Mestre e racc. Aeroporto Marco Polo e Passante Mestre 6,26%
  • Strada dei Parchi (A24-A25) 8,28%
  • Asti-Cuneo 0

I motivi della stangata e degli aumenti per Adusbef e Federconsumatori sono i seguenti: “Le motivazioni di tali aumenti non sono solo legate alle solite volontà speculative, tra cui quelle perniciose delle banche e assicurazioni che già detengono tristi primati europei, ma anche a nodi irrisolti della nostra struttura economica, in tema di competitività e di oppressione burocratica, nonché dei servizi pubblici che scaricano sprechi, inefficienze e clientelismo sui prezzi e sulle tariffe, nonché una ossessiva pressione fiscale”.


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