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31 gennaio 2014

Educatore professionale: in 300 all’Università di Trento

Assunzioni Scuola

Università di TRENTO – Educatore professionale: in 300 a Rovereto per il primo convegno dell’Università di Trento

Università di Trento - Educatore Professionale

Università di Trento – Educatore Professionale

Dare impulso allo sviluppo di percorsi di ricerca, formazione e intervento educativo per l’assistenza alle persone più vulnerabili. Tra medicina e psicologia: l’esperienza positiva del corso di laurea promosso da Università di Trento e Università di Ferrara.

Il convegno dell’Università di Trento si è svolto oggi tra il Cinema Teatro Rosmini, Palazzo dell’Istruzione e Palazzo Fedrigotti.

Oltre 300 partecipanti provenienti da 13 regioni d’Italia hanno preso parte oggi al primo convegno nazionale all’Università di Trento dedicato al ruolo e alla formazione dell’educatore professionale: una figura che lavora a fianco delle persone più fragili e vulnerabili per accompagnarle nel loro percorso di affermazione nella vita personale e sociale. Per affrontare questo lavoro tanto prezioso quanto impegnativo e delicato occorrono competenze ed esperienza e nulla può essere lasciato all’improvvisazione. Di questo si è parlato durante i lavori del convegno “Educazione professionale tra azione e formazione. Università e territorio si incontrano nel tempo della crisi”, che si è svolto tra il Cinema Teatro Rosmini, Palazzo dell’Istruzione e Palazzo Fedrigotti. Il convegno è stato promosso dall’Università di Trento (Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive) e dalla Provincia autonoma di Trento (rappresentata oggi dall’assessora all’università e ricerca, Sara Ferrari) in collaborazione con vari soggetti operanti nel settore della formazione e dell’assistenza a livello nazionale e provinciale.

Scopo del convegno, quello di riflettere sulla formazione dell’educatore professionale (Social Health Educator), competenza che solo da pochi anni è stata attribuita alle università. Costante, lungo tutte le sessioni, è stato infatti il riferimento alla positiva esperienza di collaborazione maturata attorno al corso di laurea attivato congiuntamente dall’Università di Ferrara e dall’Università di Trento.

Istituito nel 2006, il corso triennale interateneo ha la sua sede amministrativa presso la facoltà di Medicina di Ferrara, ma il corso si svolge interamente a Rovereto, nel Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive e si articola in lezioni tenute da docenti di entrambi gli atenei. «Il 90% dei 227 laureati sono residenti in Trentino e il mercato del lavoro fino ad ora li ha assorbiti per circa il 90% in strutture pubbliche o del privato sociale convenzionate con la Provincia autonoma di Trento nelle aree della disabilità, salute mentale, minori, dipendenze, anziani, emarginazione giovanile e adulta, promozione della salute e del welfare territoriale» ha spiegato Dario Fortin, responsabile scientifico del convegno e responsabile dell’area professionalizzante del corso.

Sull’importanza dell’educatore professionale Fortin ha aggiunto: «Comprendiamo tutti che in questi ambiti sono richieste figure preparate, appassionate e mature nelle competenze relazionali per facilitare il protagonismo delle persone, delle organizzazioni socio sanitarie e delle comunità. Vediamo che la situazione di crisi economica globale aumenta le disuguaglianze e influisce più pesantemente sui diritti e sulla salute dei cittadini vulnerabili e oggi ha bisogno di educatori in grado di agire in una realtà difficile, in veloce mutamento e di collegare settori che spesso hanno operato separatamente. Anche per questo vanno promossi progetti di ricerca in grado di supportare più logiche educative che assistenziali e su questo il Trentino ha iniziato a svolgere un ruolo di apripista».

«Al convegno – ha commentato Enrico Granieri, direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Ferrara e coordinatore del corso di laurea interateneo di Educatore professionale delle Università di Ferrara e Trento – si sono confrontati esperti che a vario livello operano nel settore della formazione e dell’intervento educativo. In questo contesto è fondamentale il ruolo dell’Università che ancor di più deve perfezionare programmi di studio e di tirocinio mirati e efficaci e progetti di ricerca condotti con metodologia efficace e adeguata. Con questo spirito operiamo a Rovereto sin dall’istituzione del corso di laurea interateneo, maturando gradualmente esperienza e competenza e favorendo la nascita e lo sviluppo di progetti di ricerca-azione».

Al termine della sessione plenaria con tavola rotonda, il convegno dell’Università di Trento è proseguito con una “poster session” a Palazzo Istruzione e una “workshop session” a Palazzo Istruzione e a Palazzo Fedrigotti, dedicate rispettivamente ai contributi di ricercatori, docenti, formatori ed educatori professionali esperti chiamati a Rovereto all’interno di un progetto di ricerca-azione.


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