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18 gennaio 2014

Referendum Scuola: riforma scolastica e referendum scuola Carrozza sul web

Silvia Chimenti


La pausa natalizia è ormai lontana e già da questo mese, insieme al ritorno sui banchi degli studenti, si è ricominciato a parlare di riforma della suola e quindi del referendum scuola.

Referendum Scuola

Referendum Scuola

A parlarne nuovamente del referendum scuola è stato proprio il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza la quale, consapevole della grave crisi in cui versa la scuola, non ha escluso alcuna possibilità e ha aperto le porte del dialogo a chi certamente conosce i problemi della scuola più di ogni altro: gli italiani.

Il Ministro, infatti, ha proposto un’iniziativa tanto originale (è il primo ministro che lo fa) quanto lodevole: indire un referendum scuola sul web in cui tutti gli italiani potranno dire la propria in merito.

Il referendum scuola, che dovrebbe secondo quanto si legge avere inizio a breve, parte dal desiderio del Ministro Carrozza di prendere spunto da chi vive la scuola e che, dunque, sa bene cosa è necessario per migliorarla, siano essi studenti, docenti o semplici cittadini italiani preoccupati per l’istruzione dei propri figli.

Riforma Scuola

Referendum Scuola

La struttura del referendum scuola riguarderà dieci temi ai quali chiunque volesse potrà rispondere esprimendo una propria opinione e proponendo una possibile soluzione al problema posto in esame.

Tra i temi che verranno considerati nel referendum scuola ci sarà la valutazione: il Ministro vorrebbe conoscere l’opinione dei genitori su come reputano più opportuno valutare la preparazione scolastica dei propri figli. Sugli altri temi ancora non si sa nulla: è stato chiarito dal Ministro che i temi verteranno tutti ad un unico argomento, ossia la costituente della scuola.

In queste ore, dal termine delle festività natalizie, il Ministero sta elaborando i dieci temi da proporre; il questionario sarà in seguito inoltrato a tutti e sarà possibile rispondere fino alla fine del mese di maggio. Le risposte ai questionari, che verranno presi in esame dal Ministro, resteranno ovviamente in forma anonima. Il risultato del referendum scuola verrà poi reso pubblico a settembre 2014, mese in cui il Ministero renderà noto al paese quali suggerimenti sono stati presi in considerazione e verranno poi messi in atto con la riforma.

Molti i temi scottanti relativi alla scuola e quindi al referendum scuola, ma non solo: anche l’università e tutto ciò che ne concerne verrà presa in considerazione in questo referendum scuola. Tra i temi anche i finanziamenti agli atenei, sempre più bassi a causa dei tagli del governo Monti, e alla ricerca, sempre più messa da parte.

Silvia Chimenti

Silvia Chimenti

A darci la sua opinione in merito al referendum scuola del Ministro Carrozza sul web è l’on. Silvia Chimenti, eletta alla Camera dei Deputati, esponente del MoVimento 5 Stelle ed esperta di temi legati alla scuola, all’università e alla ricerca.

Il MoVimento 5 Stelle ha sin da subito valorizzato l’importanza e la capacità comunicativa del web;

Qual è la sua opinione in merito a questa iniziativa del Ministro Carrozza sul referdum scuola sul web?

L’iniziativa è lodevole anche se temiamo si tratti dell’ennesimo atto di pura e semplice propaganda. Coinvolgere il personale scolastico, i genitori, gli studenti e tutti coloro che nel mondo della scuola vivono e operano ogni giorno è l’unica via possibile per operare una futura riforma della scuola. Il nostro Movimento, fin da quando esiste, opera tramite la sinergia e la condivisione con i cittadini.

Siamo contenti che ora, sulla scia del metodo che noi utilizziamo da sempre, si tenti una via mai provata prima da nessun altro ministro dell’Istruzione. Il passato della scuola italiana è un coacervo di norme e provvedimenti scellerati calati dall’alto sulla vita delle persone, senza alcuna percezione effettiva delle ripercussioni che tali provvedimenti avrebbero avuto sulla realtà. Siamo felici, dunque, che sia stata ripresa la nostra idea di un confronto continuo e costante con i cittadini sui temi della scuola. D’altra parte, però, temiamo che questo sia solo un modo per riguadagnare un po’ di popolarità in un momento in cui il suo mandato vacilla. Le recenti vicende sul prelievo forzoso di 150 euro sugli stipendi dei docenti italiani, sul mancato pagamento degli scatti stipendiali e delle ferie dei precari, quelle sui tagli alla scuola e all’università annunciati a dicembre dal commissario per la spending review Cottarelli e molto altro ancora hanno posto il Ministro Carrozza in una posizione assai delicata.

Crediamo sia ancora in tempo per non perdere del tutto la propria credibilità: se davvero sono all’orizzonte nuovi tagli all’istruzione, la Carrozza avrebbe il dovere di minacciare al Ministro dell’Economia le proprie dimissioni. Per ora, noi del M5S non abbiamo visto da parte sua prese di posizioni e atti di coraggio, dunque il nostro timore è quello che il grande “libro dei sogni” che si redigerà tramite la consultazione sul web resterà tale perché per ogni riforma, che non sia peggiorativa ma migliorativa delle situazioni pregresse, sono necessari gli investimenti. 

Riforma Scolastica sul Web

Riforma Scolastica sul Web

Dar vita ad una iniziativa come quella del referendum scuola sul web, per quanto possa apparire positiva, ha i suoi aspetti negativi: si rischia di dar vita ad un’accozzaglia di idee utopistiche e irrealizzabili a causa delle poche conoscenze che si hanno in merito alla reale situazione in cui versa l’istruzione.

Sulla base della conoscenza approfondita che ha sulla situazione attuale del paese, se dovesse rispondere via web al referendum scuola indetto dal Ministro, cosa scriverebbe? 

Scriverei una sola cosa: il Ministro dell’Istruzione abbia il coraggio di puntare i piedi e di smettere di accettare le elemosine concesse alla scuola, all’università e alla ricerca dal MEF!

Fino a quando non troveremo un Ministro in grado di compiere azioni coraggiose e di dimostrare ai propri colleghi che la voce di spesa sulla scuola non può più essere oggetto di tagli, sarà inutile parlare di riforme.

Riforma significa miglioramento: senza risorse non può essere prodotto alcun miglioramento e senza libertà di azione da parte del Ministro dell’istruzione tutti i proclami resteranno vani.

In occasione del Decreto istruzione abbiamo toccato con mano questo paradosso: pochi milioncini concessi alla scuola dal ministero dell’Economia a fronte di una situazione degenerata e vergognosa che, evidentemente, non scandalizza poi così tanto neppure il Ministro Carrozza. In una parola chiederei una cosa sola al Ministro: coraggio.

Scuola e Riforma Soclastica

Scuola e Riforma Soclastica

La scuola e l’università non riguardano soltanto gli studenti ma anche il corpo docente; molti giovani aspirano all’occupazione nell’ambito dell’istruzione ma pare questo traguardo sia diventato impossibile;

Cosa si potrebbe fare per rendere l’istruzione un campo fertile anche per l’occupazione e non solo per la cultura?

Per rendere la scuola e l’università un campo fertile per l’occupazione bisognerebbe ripartire da zero.

Bisognerebbe immaginare un sistema di formazione e reclutamento docenti chiaro, trasparente, razionale, uguale per tutti. Bisognerebbe eliminare la possibilità di reiterare indiscriminatamente i contratti a termine nella pubblica amministrazione. Bisognerebbe riconoscere ai docenti una retribuzione dignitosa, allineata ai parametri europei.

Per l’università si dovrebbe immaginare e attuare un sistema meritocratico, cristallino, in cui i baroni siano solo il ricordo di un medioevo superato. Bisognerebbe riconoscere lo status dei dottorandi ed eliminare i dottorati senza borsa e la possibilità di sfruttamento e abusi da parte dei professori. Bisognerebbe rendere trasparenti i concorsi, tutelando il merito in maniera effettiva. Siamo lontani anni luce da tutto ciò, viviamo un presente fatto di precarietà, abusi, ingiustizie, prassi illogiche e contraddittorie che hanno generato le guerre tra poveri che tutti conosciamo. Abbiamo il dovere di ricostruire la professione docente, restituendole la dignità e il prestigio che merita.


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