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17 gennaio 2014

Sant’Anna di Pisa: Corso scuola di sicurezza per la Libia

Militari Libia


Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa – Fino al 19 gennaio corso con 26 partecipanti diretto da Andrea de Guttry: “Il nostro impegno per contribuire al successo dell’impegno internazionale nella difficile era post Gheddafi”

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Libia, a “scuola di sicurezza” per formare il personale dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite impegnato nelle missioni con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità interna e favorire anche la protezione dei “soggetti deboli”

Filo diretto fra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa,  la Libia e il personale degli stati membri dell’Unione Europea nonché delle Nazioni Unite che lì opererà sul campo, a vario titolo, per prendere parte alle missioni di stabilizzazione del paese, di supporto alla sicurezza, di vigilanza dei suoi confini per aria, per terra e per mare. Il merito è del corso di formazione  (“Pre-deployment training”) che Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ospita fino al 19 gennaio, rivolto a coloro che saranno impegnati nelle missioni dell’Ue (“EUBAM”, “Integrazione Economica e Diritti Umani”, etc) e dell’Onu (“UNSMIL”).  Il corso è diretto dal professor Andrea de Guttry e vede coinvolti 26 partecipanti, con docenti reclutati soprattutto tra esperti locali e internazionali (molti di questi sono italiani) di questioni libiche.

Per l’occasione la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha anche predisposto un vera “guida” alla Libia, importante strumento di lavoro prodotto in formato tascabile per gli operatori che andranno ad operare nel paese. All’approvazione da parte del Consiglio Europeo, a gennaio 2013, di una missione di “border management”, ovvero di gestione e di vigilanza dei confini, si è aggiunta infatti una nuova missione a supporto dell’integrazione economica, della diversificazione e dello sviluppo sostenibile della Libia (finanziata con 15 milioni di euro), per favorire la protezione delle categorie considerate più vulnerabili (5 milioni di euro lo stanziamento).  Lo scopo del corso che si tiene in questi giorni alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e che fa riferimento a questi obiettivi formativi è fornire conoscenze e strumenti operativi che consentano al personale – di queste come di altre missioni internazionali – di svolgere i compiti richiesti dal proprio mandato, nella piena consapevolezza degli attori e delle criticità in Libia, come delle possibili minacce alla sicurezza personale.

Nell’ambito del circuito ENTRi, network di centri di formazione per personale civile, Andrea de Guttry ha saputo intercettare questa richiesta di formazione considerata particolarmente rilevante, coordinando in maniera efficace le necessità dei soggetti interessati al corso, dalle Nazioni Unite all’Unione Europea, grazie al suo “Servizio europeo per l’azione esterna”,  agli stati membri per arrivare allo stesso Governo italiano.  Infatti, nei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge per prorogare le missioni internazionali all’estero fino al 30 Giugno 2014, con l’impegno di circa 9 milioni di euro per la sicurezza libica, cinque dei quali a sostegno della missione “EUBAM Libia”. Si devono poi aggiungere altri stanziamenti a favore delle iniziative di cooperazione intrattenute dall’Italia con il resto del mondo, per un totale di 34 milioni di euro, sempre fino al 30 giungo 2014.

Andrea de Guttry, che coordina l’iniziativa, esprime  la sua soddisfazione per l’importanza e per la rilevanza dell’iniziativa, ricordando come “con questo corso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa giochi un ruolo fondamentale per la buona riuscita dell’impegno internazionale in Libia, per la stabilizzazione del Paese e per la sicurezza regionale­­. La Libia dell’era post-Gheddafi attraversa un momento difficile, dal punto di vista politico e da quello sociale. A complicare la situazione alla turbolenza interna, tra milizie armate, forze centrifughe e agende politiche contrastanti, si aggiungono i problemi legati al traffico di armi e di persone lungo i confini, resi più permeabili dallo stato di debolezza in cui versano la polizia e l’esercito nazionali della Libia. Da considerare anche l’importanza geo-strategica dell’area per il terrorismo internazionale legato a Al-Qaeda e per la crisi ancora in corso nel vicino Mali. Da qui – conclude Andrea de Guttry – l’importanza strategica della missione dell’Unione Europea e delle altre missioni internazionali dispiegate sul campo, a tutela della sicurezza interna al paese e di quella regionale”.


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