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30 gennaio 2014

Scuola Digitale Online: il Miur sul piano scuola digitale, classi 2.0

Informazioni Miur Scuola in Chiaro

La società si evolve e con lei anche le principali agenzie di socializzazione come la famiglia e la scuola. Se la classica famiglia patriarcale è stata completamente stravolta dalle coppie di fatto e dalle famiglie arcobaleno, anche la scuola modifica gli ambienti di apprendimento attraverso l’introduzione della tecnologia nella didattica.

Scuola Digitale

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Che cosa si intende per scuola digitale? – La scuola digitale o, se vogliamo, 2.0 è un progetto promosso dal MIUR che promuove l’introduzione di strumenti tecnologici quali computer, tablet, lavagne interattivi multimediali ed una vera e propria Piattaforma di interazione tra studenti e tra studenti ed insegnanti.

L’innovazione digitale rappresenta per la scuola l’opportunità di superare il concetto tradizionale di classe per creare uno spazio di apprendimento aperto sul mondo nel quale realizzare una crescita intelligente e sostenibile. I beneficiari della scuola digitale sono le scuole statali primarie e secondarie di secondo grado.

Miur

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I vantaggi della scuola digitale –  Il vantaggio della scuola digitale e che si trae da questi programmi, a cui le scuole accedono tramite un bando, sono senza dubbi numerosi. Recenti studi hanno mostrato come, ad esempio, l’insegnamento delle lingue straniere, come l’inglese, abbia tratto notevoli vantaggi. Alcune scuole romane hanno permesso ai propri docenti di lingua inglese la possibilità di realizzare una collaborazione con delle scuole inglesi. Ebbene, agli studenti, durante l’orario scolastico, è stata data la possibilità di parlare, tramite Skype, con un loro coetaneo inglese sotto la supervisione del docente.

Il risultato è stato chiaramente positivo perchè, la maggior parte degli studenti italiani riscontra come principale difficoltà proprio quella di parlare la lingua straniera. Inoltre, è anche un modo per conoscere il “diverso”, per socializzare, per aprire la mente. Da questi studi emerge anche che gli studenti si divertono di più e di conseguenza aumenta anche la loro capacità di apprendimento.

Scuola Digitale

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I Poli formativi della scuola digitale – Gli istituti scolastici per poter partecipare al bando hanno dovuto assicurare che l’intero Consiglio di classe fornisse la propria disponibilità ad attuare l’iniziativa. Inoltre è stata data particolare importanza al coinvolgimento e al contributo degli enti locali. I docenti dovranno essere sufficientemente preparati ed idonei a trasmettere l’ impiego consapevole dei linguaggi multimediali e a garantire l’integrazione tra risorse cartacee e digitali in una logica di modularità e flessibilità, in risposta ai livelli differenziati, base ed avanzato, dei bisogni formativi delle istituzioni scolastiche. Gli istituti sono stati selezionati tramite un bando, ed i fondi sono stati ripartiti regionalmente in base al numero di classi attive nell’anno scolastico in corso ed al numero medio di classi per regione.

ll D.D.G. 20 dicembre 2013 prot. n. 3573,  trasmette la graduatoria definitiva degli istituti scolastici destinatari dei finanziamenti, con relativa ripartizione dei suddetti finanziamenti.

Sul sito ufficiale del MIUR è possibile anche scaricare la suddetta graduatoria in formato excel. Le scuole selezionate potranno quindi testare sperimentalmente singoli prodotti e/o soluzioni integrate hardware e software fornendo, alle aziende produttrici, riscontri utili per la messa a punto delle soluzioni oltre che valutazioni qualitative sia per quanto riguarda gli aspetti didattici che per quelli tecnologici.

Scuola digitale, le classi 2.0 – rappresentano un’opportunità, una sorta di “laboratorio sperimentale”, per tutte le aziende che vorranno proporre prodotti sui quali raccogliere feedback dalle scuole. Naturalmente i prodotti e le soluzioni, su cui le aziende chiedono una valutazione di impatto, dovranno essere forniti gratuitamente per tutta la durata dell’esperienza o almeno per un intero anno scolastico.

Scuola Digitale

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Le critiche sulla scuola digitale peché questa innovazione non basta. Sfortunatamente la situazione delle scuole italiane è pessima sotto molti punti vista: dalle strutture decadenti alla difficile condizione dei docenti italiani.

Il problema della scuola, nel Bel Paese, consiste proprio nel fatto che i nostri governanti tagliano spesso e volentieri un settore in cui è fondamentale, al contrario, investire.

L’innovazione, inoltre, non dovrebbe essere solo una prerogativa degli strumenti.

E’ necessario, infatti, cambiare il modo di trasmissione del sapere. In molti Paesi europei si prediligono lezioni interattive, presentazioni in power- point e test scritti ad esami orali. Il nostro metodo di insegnamento, a confronto, potrebbe sembrare un pochino “arcaico”. Forse, il “Piano Scuola digitale” è un cambiamento a metà. Il 2.0 fornisce agli studenti la possibilità di partecipare attivamente in aula con il proprio bagaglio culturale e di essere protagonisti del loro sapere attraverso l’utilizzo di strumenti che, la maggior parte di loro conosce bene.


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