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22 gennaio 2014

Test Ingresso 2014: date, domande e criteri valutazione test ingresso

Rettore Lagalla

Anche se ancora lontana, l’iscrizione all’università è un pensiero che coinvolge molti studenti di scuola superiore, in particolare quelli che dovranno iscriversi a facoltà a numero chiuso e, di conseguenza, avranno l’obbligo di svolgere un test ingresso.

Vediamo insieme tutto ciò che c’è da sapere sui test ingresso delle facoltà a numero chiuso per l’anno 2014.

Le date ufficiali dei test ingresso. Per quanto riguarda le date dei test ingresso selettivi delle singole facoltà in ogni ateneo italiano, molte di queste non sono ancora state concordate e, soprattutto, sono a discrezione della stessa università. Non in tutte le università, infatti, le facoltà sono a numero chiuso: molto dipende dalla disponibilità dell’ateneo il quale può decidere, a sua volta, di limitare le iscrizioni per il prossimo anno accademico anche se negli anni precedenti quello stesso corso di laurea non era stato a numero chiuso. Ciò di cui possiamo parlare, invece, è la data del test ingresso delle facoltà a numero chiuso che posseggono una data nazionale per lo svolgimento del test. Le facoltà a cui ci si riferisce sono: medicina, odontoiatria, veterinaria e architettura.

La data del test ingresso alle suddette facoltà a numero chiuso è, presumibilmente, l’8 aprile. Grande novità dal Ministero, dunque, in quanto sarà la prima volta che i test ingresso si terranno prima del conseguimento della maturità.

Le domande dei test ingresso. Qualunque aspirante matricola vorrebbe sapere quali saranno le domande proposte nel test ingresso alla facoltà a numero chiuso scelta. Solitamente le domande si concentrano sulle discipline di riferimento; ad esempio: se il corso di laurea in questione è lettere, sicuramente vi saranno domande di letteratura italiana e latina, di grammatica italiana e latina, di storia e geografia.

Le domande sono, per tutte le facoltà, a scelta multipla; le opzioni di scelta per ogni domanda sono, solitamente, quattro: una giusta, due evidentemente sbagliate (per chi è preparato), è una vicina alla risposta giusta che, dunque, potrebbe creare confusione nel candidato. E’ bene, pertanto, prepararsi al meglio prima di affrontare il test ingresso.

Le esercitazioni per i test ingresso. Prepararsi la meglio prima di sottoporsi ai test ingresso a facoltà a numero chiuso è una prerogativa fondamentale per poterlo affrontare al massimo delle proprie capacità. Non sempre basta lo studio: è bene esercitarsi anche in gruppi di studio con persone che devono sottoporsi allo stesso test.

Altro consiglio importante è munirsi di testi utili che permettono al candidato di provare delle simulazioni dei test e che gli permettono di avere a disposizione, per ogni domanda, una delucidazione sull’argomento proposto.

In questo modo lo studente potrà attingere a più nozioni senza dover seguire l’iter classico dei manuali ma proseguendo “a random”.

I criteri di valutazione dei test ingresso. I test di accesso hanno un metodo di valutazione solitamente basato sui punteggi in quanto si tratta di domande a risposta chiusa e a scelta fra quattro opzioni. Per questa ragione è stato da sempre utilizzato un metodo basato sui punti:

  • Risposta corretta: 1 punto
  • Risposta errata: 0,4 punti in meno
  • Risposta non data: 0 punti

Nel caso in cui il criterio di valutazione del test ingresso fosse quello appena esposto, è consigliabile non rispondere affatto se si è indecisi sulla risposta: si rischia di danneggiare quanto di buono ottenuto con le altre domande.

Per avere maggiori informazioni e chiarimenti in merito ai test ingresso dell’anno 2014 per le facoltà a numero chiuso abbiamo intervistato Roberto Lagalla, consigliere di giunta della CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e Rettore dell’Università di Palermo.

Rettore Lagalla, quali sono le novità di quest’anno relative ai test ingresso alle facoltà a numero chiuso?

Le novità sono tuttora in discussione: è stata fissata una riunione che ci permetterò di incontrare il Ministero a Roma e di discutere di numerosi punti ancora da chiarire. Il primo fra questi è quello di evitare che si creino gli stessi problemi e disfunzioni del sistema createsi lo scorso anno accademico; lo scorso anno, infatti, ci sono stati numerosi rinvii delle date dei test che hanno portato, dunque, ad un inizio ritardato dei corsi.

Ci occuperemo, inoltre, di ridiscutere la questione del bonus maturità e della graduatoria unica nazionale per coloro i quali tenteranno i test ingresso a facoltà come, ad esempio, medicina. Negli ultimi anni lo scorrimento di queste graduatorie ha creato non pochi problemi.

A proposito del test ingresso a facoltà quali Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura, il Ministero a provveduto a far sapere che avverrà nel mese di Aprile.

Come mai questa scelta? Quali i vantaggi?

Anticipare la data del test ingresso per queste facoltà è, secondo il nostro punto di vista, un’idea positiva: permette ai ragazzi di avere più tempo per poter riflettere e per fare una scelta universitaria più oculata. Un altro vantaggio è quello di poter iniziare l’anno accademico, dunque i corsi in tempo e non subire ritardi o, addirittura, costringere gli studenti a doversi immatricolare (nell’ipotesi di uno scorrimento di graduatoria) quando i corsi sono già iniziati.

Oltre ai vantaggi da lei elencati, bisogna considerare anche gli svantaggi possibili. Gli studenti, non avendo terminato l’anno scolastico, potrebbero trovarsi di fronte domande su argomenti non ancora studiati.

Questo problema è stato considerato?

Il consiglio che si può dare agli studenti è di consultare i test ingresso svolti degli scorsi anni, facilmente consultabili dai siti del Ministero e delle università. Ciò permetterebbe ai candidati di avere un’idea di quali argomenti vengono maggiormente trattati nei test ingresso; il suggerimento per evitare problemi è studiare argomenti specifici e non perdersi in argomenti generici che, di regola, dovrebbero essere già ben fissati nella mente dello studente.

Gli studenti dovranno studiare non solo per mantenersi al passo con il programma scolastico ma anche per affrontare nella maniera più idonea il test.

La scuola deve essere preparata ad aiutare i propri alunni a questa eventualità?

Questa è una questione a noi molto cara: vorremmo che il rapporto scuola – università si consolidasse per permettere agli studenti di essere preparati ad affrontare il test al meglio. La scuola e l’università dovrebbero lavorare insieme, in maniera più simbiotica, per il bene dei candidati.

Tornando ai test ingresso, quali sono i criteri di valutazione utilizzati?

I test utilizzano criteri di valutazione piuttosto democratici; ci rendiamo conto che questa metodologia non è delle migliori ma, al momento, è considerata la più valida. In Francia, ad esempio, non vengono utilizzati i test a scopo selettivo: il primo anno è aperto a tutti, è dal secondo anno che si verificano le capacità dello studente e, di conseguenza, se quest’ultimo è in grado di proseguire nei suoi studi oppure no. Un metodo del genere non è praticabile nel nostro sistema universitario, dunque si segue la linea del test selettivo.

Quello che riteniamo sia più giusto è strutturare i test di accesso su temi più specifici: sarebbe opportuno incrementare la formulazione di test di natura scientifico – professionale (biologia, matematica, chimica, statistica, ecc..). Le domande di logica, per quanto possano essere valide, sono poco specifiche e non contribuiscono in maniera decisiva alla valutazione delle capacità del candidato di affrontare il percorso di studi scelto.


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