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14 gennaio 2014

Università di Trento: Risparmio energetico grazie alla comunità

Università di Trento – Il consorzio ha ottenuto un finanziamento europeo di 3 milioni per tre anni per la sensibilizzazione al risparmio energetico attraverso la partecipazione attiva della comunità.

Risparmio Energetico - Università di Trento

Risparmio Energetico – Università di Trento

Saranno coinvolte le amministrazioni locali assieme a gruppi d’interesse nella provincia di Trento e nella città di Stoccolma.

Obiettivo: mettere i cittadini nella condizione di consumare, generare e distribuire l’energia sulla base delle loro esigenze e preferenze, con un occhio attento al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica

 

Risparmio energetico e riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Gli obiettivi che assillano le società industrializzate e che impegnano decisori di varie parti del mondo nell’individuare soluzioni sostenibili per il pianeta e per i cittadini, sono al centro del progetto di ricerca “CIVIS, le città come motore del cambiamento sociale”, coordinato dall’Università di Trento e che ha ottenuto un finanziamento di quasi 3 milioni (2.978.821 euro) nell’ambito del bando “ICT-Smartcities” del 7° Programma quadro europeo.

 

In CIVIS le ICT danno una mano ai cittadini per l’efficienza energetica, ovvero per consumare meglio, evitare sprechi e inquinare meno. Il consorzio che ha vinto la selezione europea è internazionale e interdisciplinare. Partner dell’Università di Trento sono, infatti, Aalto-Korkeakoulusaatio (Finlandia), Fondazione Centro Studi Enel (Italia), Imperial College of Science, Technology and Medicine (UK), Instituto Superior Tecnico (Portogallo), Karlsruher Institut für Technologie (Germania), Kungliga Tekniska Hoegskolan (Svezia), Santer Reply Spa (Italia), Nederlandse Organisatie Voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek (Olanda), Technische Universiteit Delft (Olanda), Create-Net e Fondazione Bruno Kessler (Italia). L’attività di ricerca è iniziata lo scorso ottobre e proseguirà fino a settembre 2016.

 

A illustrare il progetto è Matteo Bonifacio, professore associato del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento e coordinatore del progetto. «CIVIS – spiega Bonifacio – dimostrerà che l’energia può essere trasformata in un bene che le persone possono consumare, generare e distribuire sulla base di esigenze, preferenze e valori eterogenei. I comportamenti dei cittadini saranno cruciali». E la popolazione sarà coinvolta già negli studi pilota. «Lavoreremo – annuncia – con il quartiere “Le Albere” di Trento e vorremmo allargare la sperimentazione alla comunità di Storo e a quella di Stenico con le quali abbiamo già attivato ottimi e positivi contatti. Un altro studio pilota sarà, invece, condotto nel quartiere Hammarby Sjöstad di Stoccolma». Riprende: «Nei giorni scorsi a Bruxelles abbiamo incontrato gli stakeholder sia di Trento sia di Stoccolma per informarli degli obiettivi di progetto e dei potenziali benefici. Sono enti che fanno parte della catena del valore energetico relativa al contesto dei due studi pilota. Da un punto di vista progettuale è fondamentale riuscire a ottenere un loro coinvolgimento e la disponibilità di farci accedere ai dati e legittimarci a portare avanti le nostre attività di ricerca in quei quartieri». Bonifacio si sofferma sul valore innovativo del progetto. «Anche in sede di valutazione europea – riferisce – l’aspetto che più ha colpito la Commissione è stata l’alta interdisciplinarietà del progetto (che include una dimensione energetica, una di ICT e una sociale) e il fatto di aver inquadrato la questione dell’efficienza energetica, che di solito viene vista solo in termini infrastrutturali e tecnologici, in una visione sistemica che integra l’aspetto dei comportamenti, delle necessità e delle scelte degli abitanti».

 

 

Il progetto dell’Università di Trento: «Il progetto CIVIS – spiega Bonifacio – darà vita a una piattaforma ICT integrata e un sistema di supporto alle decisioni in grado di ottenere un risparmio energetico e riduzione di CO2, consentendo una stretta interazione tra “prosumer” (consumatori/produttori) e principali stakeholder». Chiarisce: «CIVIS promuoverà un sistema energetico più efficiente, sostenibile e informato sulle emissioni di CO2. Raggrupperà comunità, gruppi di interesse, imprese e attori non-business per decidere come allocare energia secondo obiettivi e posizioni condivise. Consentirà l’emergere di nuovi attori nel processo di creazione dell’energia. In particolare, la tecnologia sviluppata in CIVIS consentirà agli utilizzatori finali di avere un maggiore controllo sull’utilizzo dell’energia da loro generata».

 

Ma concretamente? «Le smart grid – aggiunge Bonifacio – rendono le reti energetiche contemporanee più intelligenti e accessibili; i nuovi modi di produrre energia renderanno presto i cittadini dei produttori di energia e non solo utilizzatori. Il progetto CIVIS esplora le potenzialità delle reti sociali e delle comunità per ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 e del consumo energetico. Realizzeremo quest’idea sviluppando modelli di business per la rinnovata catena del valore energetico e supportandola con le necessarie ICT. Più in particolare CIVIS implementerà un sistema ICT distribuito per gestire il fabbisogno energetico delle comunità; negoziare accordi e contratti di servizi energetici su base individuale e collettiva; diffondere consapevolezza sull’impatto dei consumi energetici collettivi; assegnare in maniere più efficiente risorse di produzione energetica. Il progetto si focalizzerà sui due studi pilota, situati a Trento e a Stoccolma, in stretta collaborazione con compagnie energetiche, gruppi di cittadini e amministrazioni locali. I partner di progetto testeranno e valuteranno la tecnologia e i modelli di business stimandone il potenziale impatto di diffusione su scala europea».

 

Al via il progetto CIVIS: energia 2.0. L’Università di Trento capofila
Il consorzio ha ottenuto un finanziamento europeo di 3 milioni per tre anni per
la sensibilizzazione al risparmio energetico attraverso la partecipazione attiva
della comunità. Saranno coinvolte le amministrazioni locali assieme a gruppi
d’interesse nella provincia di Trento e nella città di Stoccolma. Obiettivo:
mettere i cittadini nella condizione di consumare, generare e distribuire
l’energia sulla base delle loro esigenze e preferenze, con un occhio attento al
risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica
Trento, 14 gennaio 2014 – (e.b.) Risparmio energetico e riduzione delle
emissioni di anidride carbonica. Gli obiettivi che assillano le società industrializzate e
che impegnano decisori di varie parti del mondo nell’individuare soluzioni sostenibili
per il pianeta e per i cittadini, sono al centro del progetto di ricerca “CIVIS, le città
come motore del cambiamento sociale”, coordinato dall’Università di Trento e che ha
ottenuto un finanziamento di quasi 3 milioni (2.978.821 euro) nell’ambito del bando
“ICT-Smartcities” del 7° Programma quadro europeo.
In CIVIS le ICT danno una mano ai cittadini per l’efficienza energetica, ovvero per
consumare meglio, evitare sprechi e inquinare meno. Il consorzio che ha vinto la
selezione europea è internazionale e interdisciplinare. Partner dell’Università di
Trento sono, infatti, Aalto-Korkeakoulusaatio (Finlandia), Fondazione Centro Studi
Enel (Italia), Imperial College of Science, Technology and Medicine (UK), Instituto
Superior Tecnico (Portogallo), Karlsruher Institut für Technologie (Germania),
Kungliga Tekniska Hoegskolan (Svezia), Santer Reply Spa (Italia), Nederlandse
Organisatie Voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek (Olanda),
Technische Universiteit Delft (Olanda), Create-Net e Fondazione Bruno Kessler
(Italia). L’attività di ricerca è iniziata lo scorso ottobre e proseguirà fino a settembre
2016.
A illustrare il progetto è Matteo Bonifacio, professore associato del Dipartimento di
Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento e coordinatore del
progetto. «CIVIS – spiega Bonifacio – dimostrerà che l’energia può essere
trasformata in un bene che le persone possono consumare, generare e distribuire
sulla base di esigenze, preferenze e valori eterogenei. I comportamenti dei cittadini
saranno cruciali». E la popolazione sarà coinvolta già negli studi pilota. «Lavoreremo
– annuncia – con il quartiere “Le Albere” di Trento e vorremmo allargare la
sperimentazione alla comunità di Storo e a quella di Stenico con le quali abbiamo già
attivato ottimi e positivi contatti. Un altro studio pilota sarà, invece, condotto nel
quartiere Hammarby Sjöstad di Stoccolma». Riprende: «Nei giorni scorsi a Bruxelles
abbiamo incontrato gli stakeholder sia di Trento sia di Stoccolma per informarli degli
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obiettivi di progetto e dei potenziali benefici. Sono enti che fanno parte della catena
del valore energetico relativa al contesto dei due studi pilota. Da un punto di vista
progettuale è fondamentale riuscire a ottenere un loro coinvolgimento e la
disponibilità di farci accedere ai dati e legittimarci a portare avanti le nostre attività di
ricerca in quei quartieri». Bonifacio si sofferma sul valore innovativo del progetto.
«Anche in sede di valutazione europea – riferisce – l’aspetto che più ha colpito la
Commissione è stata l’alta interdisciplinarietà del progetto (che include una
dimensione energetica, una di ICT e una sociale) e il fatto di aver inquadrato la
questione dell’efficienza energetica, che di solito viene vista solo in termini
infrastrutturali e tecnologici, in una visione sistemica che integra l’aspetto dei
comportamenti, delle necessità e delle scelte degli abitanti».
Il progetto
«Il progetto CIVIS – spiega Bonifacio – darà vita a una piattaforma ICT integrata e un
sistema di supporto alle decisioni in grado di ottenere un risparmio energetico e
riduzione di CO2, consentendo una stretta interazione tra “prosumer”
(consumatori/produttori) e principali stakeholder». Chiarisce: «CIVIS promuoverà un
sistema energetico più efficiente, sostenibile e informato sulle emissioni di CO2.
Raggrupperà comunità, gruppi di interesse, imprese e attori non-business per
decidere come allocare energia secondo obiettivi e posizioni condivise. Consentirà
l’emergere di nuovi attori nel processo di creazione dell’energia. In particolare, la
tecnologia sviluppata in CIVIS consentirà agli utilizzatori finali di avere un maggiore
controllo sull’utilizzo dell’energia da loro generata».
Ma concretamente? «Le smart grid – aggiunge Bonifacio – rendono le reti
energetiche contemporanee più intelligenti e accessibili; i nuovi modi di produrre
energia renderanno presto i cittadini dei produttori di energia e non solo utilizzatori. Il
progetto CIVIS esplora le potenzialità delle reti sociali e delle comunità per ridurre
sensibilmente le emissioni di CO2 e del consumo energetico. Realizzeremo
quest’idea sviluppando modelli di business per la rinnovata catena del valore
energetico e supportandola con le necessarie ICT. Più in particolare CIVIS
implementerà un sistema ICT distribuito per gestire il fabbisogno energetico delle
comunità; negoziare accordi e contratti di servizi energetici su base individuale e
collettiva; diffondere consapevolezza sull’impatto dei consumi energetici collettivi;
assegnare in maniere più efficiente risorse di produzione energetica. Il progetto si
focalizzerà sui due studi pilota, situati a Trento e a Stoccolma, in stretta
collaborazione con compagnie energetiche, gruppi di cittadini e amministrazioni
locali. I partner di progetto testeranno e valuteranno la tecnologia e i modelli di
business stimandone il potenziale impatto di diffusione su scala europea».


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