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10 gennaio 2014

Risparmio energetico dei supermercati con Uniud

Risparmio energetico dei supermercati
Risparmio energetico dei supermercati

Risparmio energetico dei supermercati

Finanziamento complessivo dall’unione Europea di oltre 9 milioni di euro con il risparmio energetico dei supermercati.

Centri commerciali: da fari del consumismo. A modelli di efficienza energetica e sostenibilità

L’Università di Udine nel progetto europeo CommONEnergy di ri-concettualizzazione e risparmio energetico dei supermercati

Trasformare i centri commerciali, che vivono consumando enormi quantitativi di energia e sono la causa di elevate emissioni inquinanti, in veri e propri modelli di architettura e di sistemi ad alta efficienza e risparmio energetico, abbattendone drasticamente i consumi del 75%. È l’obiettivo del progetto CommONEnergy (Commonenergyproject) cui partecipa ll’Università di Udine e a cui collaborano, coordinati da Eurac – Accademia Europea di Bolzano, altri 22 partner fra enti ed istituti di ricerca italiani, austriaci, norvegesi, spagnoli, svedesi, tedeschi. Nell’ambito del progetto, l’unità di ricerca di Udine si occuperà, in particolare, della messa a punto di soluzioni innovative per il risparmio e il recupero energetico negli impianti di refrigerazione per lo stoccaggio e l’esposizione dei prodotti deperibili. CommONEnergy ha una durata di 48 mesi ed è finanziato dall’Unione Europea per 9 milioni e 100 mila euro. Il progetto prevede la riduzione del 75% dei consumi dei centri commerciali attraverso interventi che consentano un ritorno dell’investimento nell’arco di sette anni.

Il gruppo di ricerca dell’Università di UDINE è composto da Giovanni Cortella, come coordinatore, Onorio Saro e Paola D’Agaro, tutti docenti del Dipartimento di ingegneria elettrica, gestionale e meccanica. Inoltre, grazie allo stanziamento dell’UE, l’Università di Udine ha potuto finanziare una borsa di studio, nell’ambito del Dottorato in scienze dell’ingegneria energetica e ambientale, per un giovane ricercatore, Alessio Polzot, che sarà anch’egli impegnato nel progetto.

«L’argomento del progetto – spiega Cortella, docente di fisica tecnica industriale – è di grande rilevanza, considerato l’impatto significativo che le strutture dei centri commerciali hanno sui bilanci energetici nazionali». E se in Europa «il parco di edifici per la vendita all’ingrosso e al dettaglio corrisponde – esemplifica Cortella – al 28% degli edifici non residenziali, con un consumo energetico pari a 157 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno», in Italia nel 2012 «erano censiti – riporta Cortella – ben 950 mila punti vendita, di cui il 25% di prodotti alimentari, con un consumo elettrico per le attività di commercio pari al 7,5% del consumo elettrico nazionale».

Per questo è oggi più che mai importante ri-concettualizzare i centri commerciali attraverso un ripensamento e una ristrutturazione che necessita di un approccio sistemico (dall’architettura, alla termoacustica, all’illuminazione, allo studio ambientale e del confort, al risparmio energetico), in grado di proporre soluzioni basate su metodi, tecnologie e strumenti innovativi. Un secondo obiettivo di CommONEnergy, inoltre, è quello di avere un forte impatto non soltanto dal punto di vista dell’efficienza energetica, ma anche sui clienti del centro commerciale: rendendo i benefici del progetto tangibili per un pubblico ampio, si mira a creare una sempre più diffusa consapevolezza dell’importanza di comportamenti di consumo sempre più sostenibili.

Il progetto dell’Università di Udine adotterà tre casi dimostrativi specifici in Italia (Genova), Norvegia (Trondheim) e Spagna (Valladolid). I risultati, poi, prevedono una diversificazione di soluzioni. «Saranno messi a punto – precisa Cortella – sistemi migliorativi sia studiati per edifici di centri commerciali di nuova costruzione, sia applicabili in occasione degli interventi di riammodernamento che si eseguono nei supermercati di norma ogni 5-8 anni». Ma anche i risultati parziali «saranno un prezioso arricchimento delle nostre conoscenze per fornire – sottolinea Cortella – indicazioni utili alla riduzione del consumo energetico dei punti vendita attualmente funzionanti, anche a livello territoriale».


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