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20 febbraio 2014

Festival di Sanremo 2014: cantanti, big e canzoni finaliste di Sanremo

Amir Issaa

“Penso che il Festival di Sanremo simboleggi una delle più importanti tradizioni musicali italiane. Quest’anno, poi, si è scelto di dare spazio anche alla musica rap, e credo che questo sia un grande passo in avanti, un passo verso il futuro”. Intervista esclusiva al Rapper Amir Issaa

Sanremo

Sanremo

Sanremo 2014: cala il sipario sulla seconda serata della kermesse più attesa dagli italiani. Ormai ci siamo.

Tra qualche giorno, in Liguria, presso il suggestivo Teatro Ariston, saranno proclamati i vincitori della 64° edizione del Festival di Sanremo.

Tutti i big in gara hanno dato libero sfogo alle proprie inebrianti maestrie canore.

La vetta agognata si avvicina, e le emozioni degli artisti tracimano oltre gli argini di un tubo catodico transeunte e solitario.

Share e ascolti Sanremo 2014. L’inatteso calo degli ascolti, infatti, tende a riecheggiare la lassitudine interiore di un popolo italiano sempre più irretito dal fuoco di uno scetticismo social – politico mai tanto corrosivo e melodrammatico.

Al di là del simbolismo filo-proletario e dell’estetica gramsciana, il leitmotiv incontrastato della kermesse resta la musica. Una musica intesa come opera d’arte; come vero e proprio processo sociale in grado di lenire ed esprimere, liberamente, le contraddizioni e le aporie dell’attuale periodo storico.

Sanremo 2014

Sanremo 2014

“Nulla scientia melior musica animae harmonia”, recita un antico adagio. Il Festival di Sanremo, infatti, simboleggia l’intensa ed eterea osmosi tra armonia musicale e popolo italiano. Il retaggio culturale, le tradizioni canore e il consueto crogiolo floreale, contribuiscono a tramutare i timori e i tremori italioti in allegria e spensieratezza. Al di là del crollo degli ascolti, la kermesse musicale continua imperterrita a celebrare la bellezza decadente dell’antica Ausonia, e ad evocare sublimi afflati di leggerezza. Gran parte del merito va, a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, i quali, sotto l’egida di una direzione artistica di grandissima qualità, hanno il pregio di presentare un cospicuo parterre di nomi e, al contempo, di dar vita a divertenti siparietti.

Nel corso delle prossime puntate del Festival di Sanremo, gli animi dei telespettatori saranno edulcorati dalla presenza di un lauto numero di artisti italiani e stranieri. A calcare il leggendario palcoscenico del Teatro Ariston saranno: Renzo Arbore, Luciano Ligabue, Damien Rice, Gino Paoli, i Modà, la bellissima Simona Molinari, Fiorella Mannoia, Paolo Nutini, Stromae, Whomadewho, Violante Placido, Tommy Lee, Marina Rei e altri artisti.

Festival di Sanremo 2014: ecco l’elenco dei 14 big e delle canzoni finaliste:

  • Sanremo 2014: Francesco Renga Vivendo adesso (Elisa Toffoli)
  • Sanremo 2014: NoemiBagnati dal sole (Veronica Scopelliti, Richard Frenneux, Caroline Ailin)
  • Sanremo 2014: Raphael Gualazzi con Bloody BeetrootsLiberi o no (Raphael Gualazzi, Bob Cornelius Rifo, Leonardo Beccafichi)
  • Sanremo 2014: Arisa Controvento (Giuseppe Anastasi)
  • Sanremo 2014: Cristiano De André Il cielo è vuoto (Diego Mancino, Cristiano De André, Dario Faini)
  • Sanremo 2014: Frankie Hi-NrgPedala (Francesco Di Gesú, Carolina Galbignani, Leonardo Beccafichi)
  • Sanremo 2014: Francesco SarcinaNel tuo sorriso (Francesco Sarcina)
  • Sanremo 2014: Giusy Ferreri Ti porto a cena con me (Roberto Casalino, Dario Faini)
  • Sanremo 2014: Giuliano PalmaCosì lontano (Nina Zilli, Marco Ciappelli, Alessandra Flora)
  • Sanremo 2014: PerturbazioneL’Unica (Tommaso Cerasuolo, Gigi Giancursi, Rossano Lo Mele, Alex Baracco, Elena Diana, Cristiano Lo Mele)
  • Sanremo 2014: Ron Sing in the rain (Rosalino Cellamare, Mattia Del Forno)
  • Sanremo 2014: Antonella Ruggiero Da lontano (Antonella Ruggiero, Alessandro Graziano, Antonio Rossi, Roberto Colombo)
  • Sanremo 2014: Riccardo SinigalliaPrima di andare via (Filippo Gatti, Riccardo Sinigallia)
  • Sanremo 2014: Renzo RubinoOra (Renzo Rubino, Andrea Rodini)
Nuove proposte Sanremo 2014

Nuove proposte Sanremo 2014

Nomi e canzoni nuove proposte di Sanremo 2014:

  • Rocco HuntNu Juorno Buono (Rocco Pagliarulo, Alessandro Merli, Fabio Clemente)
  • The Niro1969 (Davide Combusti)
  • BiancaSaprai (Alex Gaydou)
  • DiodatoBabilonia (Diodato)
  • Filippo GrazianiLe cose belle (Filippo Graziani)
  • Veronica De SimoneNuvole (Pietro Cantarelli)
  • VadimLa modernità (Vadim Valenti)
  • Zibba Senza di te (Sergio Vallarino, Andrea Balestieri)

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito alla musica italiana, alle nuove tendenze ed, in particolare, al Festival di Sanremo 2014, abbiamo contattato il rapper italo egiziano Amir Issaa, vincitore del Premio “Mc Giaime 2006” come miglior artista rivelazione e del Premio “M.e.i/Groove 2008” per il miglior album Hip Hop indipendente.

Amir Issaa

Amir Issaa

Amir, Lei è uno dei rapper italiani più talentuosi ed apprezzati. Nato a Roma, da padre egiziano e madre italiana, ha iniziato ad avvicinarsi alla cultura hip hop, nei primi anni novanta, entrando a far parte della storica crew “The Riot Vandals”.

Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album “Uomo di Prestigio” e nel 2012 ha composto insieme al team The Ceasars, la colonna sonora del film “Scialla” di Francesco Bruni, entrando in nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento come miglior film e canzone dell’anno. Nello stesso anno è uscito il suo ultimo album “Grandezza Naturale”. Il suo nuovo singolo, invece, s’intitola Guerrieri”.  Potrebbe parlarcene? 

“Il brano è nato dopo la mia partecipazione, insieme al rapper Saturnino, al programma tv di La 7 “Guerrieri – Storie di chi non si arrende”, realizzato in collaborazione con Enel. E’ un pezzo ispirato alle storie di tanti italiani che, come me, combattono ogni giorno contro le difficoltà della vita. I guerrieri sono operai, studenti, disoccupati e padri di famiglia che scelgono di non arrendersi dinanzi alle avversità, continuando a sognare, a guardare avanti. Dopo la mia partecipazione al programma ho scoperto che i protagonisti delle puntate erano molto simili a quelli che da sempre fanno parte dei miei pezzi: gli immigrati di seconda generazione, ragazzi che rivendicano giustamente il loro diritto alla cittadinanza, lo ius soli. Tra l’altro, Guerrieri sarà inserito nel mio nuovo EP dal titolo Ius Music”.

Lei è un artista dotato anche di grande generosità. Potrebbe rendere edotti i nostri lettori in merito all’interessantissimo progetto “Potere alle Parole”?

“Potere alle Parole, beat e rime contro tutte le discriminazioni, è un progetto promosso e finanziato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar), ubicato presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e realizzato in collaborazione con l’associazione “Razzismo Brutta Storia”. In realtà il progetto è partito nel mese di dicembre del 2013 in 5 Istituti Superiori situati a Roma, Bari, Cosenza, Avellino e Palermo, ed ha raggiunto eccellenti risultati. A breve, ripartirà con le nuove date per gennaio e febbraio 2014. Il fulcro nevralgico di Potere alle Parole, cui oltre a me hanno partecipato nelle vesti di Rapper-Docenti, Ghemon, Kiave, Mad Buddy e Mistaman, alberga nella lotta alle discriminazioni, di qualsiasi tipo esse siano. Gli studenti del terzo e quarto anno, destinatari degli incontri laboratoriali, posti sotto l’egida della forza comunicativa della musica rap, vengono resi edotti in merito ad alcune parole chiave sulle quali sviluppare apposite riflessioni. L’obiettivo è di destrutturare, attraverso laboratori educativi musicali, i pregiudizi alla base delle discriminazioni. Devo dire che sono molto entusiasta di questo progetto e dei risultati finora maturati. Ho ricoperto con grande orgoglio il doppio ruolo di Direttore Artistico e Rapper-Docente. Alla fine degli incontri il rapper-docente relativo ad ogni scuola valuterà il miglior brano tra quelli realizzati dagli allievi e una giuria dell’Unar premierà un testo che, poi, diventerà la colonna sonora della settimana d’azione contro il razzismo 2014, che si svolgerà dal 17 al 23 marzo”.

La xenofobia è la reazione irrazionale e retrograda di una parte di popolazione intimorita ed incapace di adattarsi alle nuove esigenze del mondo cosmopolita. In Italia, purtroppo, la logica del Melting Pot continua, ingiustamente, a destare numerose perplessità. Tuttavia, soltanto un’idea d’umanità globale, unitaria, egualitaria, ergo libera da conflitti spirituali e materiali, potrà renderci padroni del nostro destino. Gli stranieri, in fin dei conti, sono nostri fratelli. Sono i ragazzi di seconda generazione cui Lei ha dato spesso voce nelle sue toccanti canzoni. Ragazzi cresciuti nel Bel Paese da genitori di origine straniera costretti ad acquisire la cittadinanza soltanto al raggiungimento della maggiore età. Potrebbe parlarci del suggestivo brano “Caro Presidente” e del relativo appello, in salsa rap, finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica in merito al principio dello ius soli?

“Il brano nasce dall’esigenza di dar voce agli oltre 500.000 bambini e ragazzi che, pur essendo nati in Italia da genitori stranieri, sono privi di cittadinanza. Ragazzi che per cultura, lingua e abitudini sono italiani, ma che, per problemi di natura legislativa e culturale, non dispongono di alcuna identità giuridica e sono costretti a vivere con il permesso di soggiorno fino al raggiungimento della maggiore età. Caro Presidente è una lettera, un appello rivolto a Giorgio Napolitano ed alle Istituzioni italiane, affinché tutti coloro che sono nati e nasceranno in Italia possano essere considerati italiani, anche da un punto di vista prettamente legale. Assieme alla lettera, accolta di buon grado dal Presidente della Repubblica nel dicembre 2012, ed al video-appello rap, ho lanciato anche una petizione online. Sapere di aver contribuito, grazie alla mia musica, alla costruzione di un’Italia migliore mi ha davvero emozionato tantissimo”.

In questi giorni sta andando in scena la kermesse canora più seguita d’Italia, il Festival di Sanremo. Amir, qual è la Sua opinione in merito al Festival ed, in generale, alla musica italiana?

“Penso che il Festival di Sanremo simboleggi una delle più importanti tradizioni musicali italiane. Quest’anno, poi, si è scelto di dare spazio anche alla musica rap, e credo che questo sia un grande passo in avanti, un passo verso il futuro. Il rap, infatti, è un genere musicale di grande attualità. Sebbene la musica hip hop esista da molto tempo, soltanto negli ultimi anni, grazie alle nuove generazioni di artisti e ad internet, è salita agli onori della cronaca, facendosi conoscere dal grande pubblico. Credo che il Festival di Sanremo sia una kermesse davvero molto seguita dagli italiani, in quanto espressione di un genere musicale tradizionale e, giustamente, nazionalpopolare. Tuttavia, ritengo che si dovrebbe dare maggiore risalto anche ad altri generi musicali, come il rap. Non credo sia giusto che in un Paese come l’Italia vi sia una sola manifestazione canora. Un tempo c’erano il Festival Bar ed altre kermesse. Adesso c’è solo il Festival di Sanremo. Nemmeno il Concerto del Primo Maggio lascia ampi spazi ai nuovi generi musicali. Si pensi all’esclusione di Fabri Fibra dell’anno scorso ed agli afflati prettamente politici. Credo che la musica debba restare separata dalla politica. Lo scopo della musica è emozionare, raccontare, dar voce alle persone più deboli”.  

Se non avesse fatto il rapper che cosa le sarebbe piaciuto fare?

“Adoro stare a contatto con i bambini. Ho un figlio di tredici anni cui sono molto legato. Penso che se non avessi fatto il rapper mi sarei dedicato all’insegnamento scolastico, oppure ad un’altra mia grande passione: la scrittura”.   

Antonio Migliorino


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