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27 febbraio 2014

Il Miur attacca le Università del Salento, i Rettori rispondono

Rettori Pugliesi VS Miur

I Rettori pugliesi si difendono dalle accuse del Miur e scrivono una lettera al Governo

Rettori Pugliesi VS Miur

Rettori Pugliesi VS Miur

Secondo il Miur non ci sono dubbi: il problema non sono i soldi, ma la cattiva gestione degli stessi da parte dell’Università del Salento. “Spese fuori controllo e troppe assunzioni; i soldi ci sono, ma si usano male.

È grave che alcune Università abbiano operato in maniera assolutamente anomala sul fronte delle assunzioni e contra legem” è con queste severe parole che il Miur boccia l’università pugliese attraverso un dossier tecnico stilato su richiesta dell’ormai ex ministro Carrozza, a seguito di richiesta incalzante del rettore della Puglia di ricevere più fondi e finanziamenti per il proprio Ateneo e gli atenei del meridione in generale. Per il Miur l’università inquisita sarebbe da considerarsi anche una delle più “ricche” del Sud Italia.

Il caso dell’Università del Salento. Ben due ispezioni del Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) e della Corte dei conti. Da tale ispezioni, le evidenze di Governo sullo stato as is dell’università pugliese: “Ha fatto frequente ricorso a deroghe del limite di spesa per missioni, aumentato indebitamente il Fondo per il trattamento accessorio, non osservato il principio di rotazione nel conferimento diretto di incarichi tecnici, affidato in modo illegittimo lavori di realizzazione di immobili” (periodo di indagine 2007-2013, anni del rettorato Laforgia).

Le dichiarazioni del Magnifico Vincenzo Zara (rettore in carica). “Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha effettuato una verifica amministrativo-contabile nell’Università del Salento nel 2013, nel corso della quale sono state evidenziate alcune irregolarità e disfunzioni che sono state inviate al Miur, al Dipartimento della Funzione Pubblica e alla Procura regionale della Corte dei Conti. La nostra Università, a cura degli Uffici competenti, ha fornito le relative controdeduzioni ai rilievi ispettivi per le opportune valutazioni. Queste ultime sono ancora in corso da parte delle autorità competenti, nelle quali riponiamo piena fiducia per una rapida e definitiva conclusione delle verifiche”

La replica dell’ex rettore Laforgia.Con riferimento alle notizie di stampa, si precisa che per quanto riguarda la gestione dell’Università del Salento, gli incarichi dati all’esterno sono pochissimi e hanno rispettato tutti i criteri di legittimità – sottolinea Laforgia -. Quelli evidenziati sono soltanto due perché affidati agli stessi professionisti tra più di 100 affidati all’interno dell’Università peraltro uno fiduciario e uno vinto in gara). Nessuna violazione dei principi di rotazione è stata effettuata.

“Le missioni non sono quelle del rettore, le missioni sono dei Dipartimenti e fanno riferimento a specifici e numerosi progetti di ricerca, quindi non pesavano sul bilancio di ateneo; lo sforamento del limite di spesa è stato comunque rilevato ma era legato esclusivamente ai progetti di ricerca gestiti dai dipartimenti. Lo stesso Governo ha poi cancellato tale limite per i progetti di ricerca riconoscendo l’assurdità. Ogni appalto gestito dalla nostra Università è stato pienamente conforme alle norme e gestito nella più assoluta trasparenza. L’osservazione riguarda il solo complesso di Giurisprudenza per il quale è stata predisposta adeguata relazione di replica al Ministero, che in nessun caso ha evidenziato problemi di danno erariale.”

“L’unico ipotetico danno erariale risale ad una contestata valutazione del Fondo integrativo (denaro che viene distribuiti al personale tecnico-amministrativo in sede di contrattazione locale) che viene considerato eccessivo rispetto alla norma. Anche su questo aspetto i dirigenti responsabili del conteggio hanno replicato adeguatamente al Miur. Sarebbe veramente grottesco che, dopo tutti gli attacchi sindacali subìti, fossimo penalizzati per aver retribuito il personale tecnico-amministrativo più di quanto la norma prevedeva”.

Lettera dei Rettori delle università Pugliesi VS Miur: Eugenio Di Sciascio (Rettore del Politecnico di Bari), Maurizio Ricci (Rettore dell’Università di Foggia), Antonio F. Uricchio (Rettore dell’Università di Bari “Aldo Moro”), Vincenzo Zara (Rettore dell’Università del Salento)

Con riferimento all’articolo apparso sul quotidiano “La Repubblica”, a firma Reggio e Zunino il 24/02 u.s., i Rettori delle università pugliesi rappresentano quanto segue rispetto al Miur.

“E’ veramente sorprendente apprendere dalla stampa che tecnici del ministero avrebbero studiato i finanziamenti e i bilanci delle università del sud consegnando alla Ministra un rapporto segreto. I rapporti “segreti” e quindi ignoti a chi sarebbe “oggetto” della indagine rappresentano già una evidente anomalia dell’approccio. Il fatto che un tale rapporto sarebbe limitato solo alle università del sud renderebbe, se vera, la cosa ancora più preoccupante, tendendo a dividere il sistema universitario nazionale in un momento in cui ancora maggiore valore assume l’unità. Tale rapporto, peraltro, verrebbe fatto trapelare dopo il cambio al vertice del Ministero. Volere a tutti i costi rappresentare una realtà differenziata in maniera omogenea e sostanzialmente negativa, quando dagli stessi dati emerge una realtà ben più sfaccettata tra i vari atenei significa voler partire da un pregiudizio nei confronti delle università meridionali.” – dicono i rettori nella lettera inviata al Miur –

“Non avendo a disposizione il “rapporto segreto”, ci si limita, a brevi considerazioni, per sottolineare se non altro la carenza di informazioni fornite ai lettori e la forte opinabilità del giudizio.”

– continuano i rettori nella lettera inviata al Miur – “Viene travisata l’assegnazione delle percentuali di turnover da pensionamento come in qualche modo determinata da merito, riconducibile invece soltanto alla più ridotta capacità contributiva degli studenti meridionali, in virtù di un reddito pro-capite nettamente inferiore alle aree territoriali più ricche e alla media dell’Italia. Né si pone in evidenza come a università (pur virtuose secondo gli stessi parametri ministeriali) possa essere assegnato un turnover del 7/8% a fronte di altre (ad esempio, quella dell’ex ministra) che giungono ad avere il 213 %.”

“Viene riportato dagli articolisti l’indice di indebitamento evidenziando, per esempio, per il Politecnico di Bari – etichettato come “ateneo indebitato” – un indice dell’1,15% senza osservare che l’indice medio del sistema universitario italiano è del 4,4% e, a solo titolo esemplificativo, per i Politecnici di Milano e Torino risulta essere rispettivamente del 12,12% e 12,82%, senza per questo gridare allo scandalo.”

“Le università pubbliche pugliesi, pur tra le difficoltà di contesto che caratterizzano il loro operato, sono infatti sostanzialmente sane, forniscono una formazione qualificata e rappresentano luoghi in cui si fa ricerca di qualità e in molti casi di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale, come dimostrano ranking internazionali e le stesse classifiche ministeriali. Siamo pronti al confronto con il nuovo governo e con la nuova Ministra, sui fatti e sui dati che possano essere utili al miglioramento e a una valutazione corretta che per primi desideriamo”. – si conclude lettera inviata al Miur –


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