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24 febbraio 2014

Prevenzione e Codice di Comportamento dei dipendenti dell’Unipg

Università degli Studi di Perugia – Presentati il  Piano Triennale di Prevenzione della corruzione e il Codice di Comportamento dei dipendenti dell’Unipg

Unipg

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Il Rettore Moriconi dell’Unipg: “Costruiamo una ‘amministrazione amica’”

Presentato stamani nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Unipg in via Pascoli a Perugia il Piano Triennale di Prevenzione della corruzione 2014/2016 e del Codice di Comportamento dei dipendenti dell’Unipg.

In apertura il Magnifico Rettore dell’Unipg Franco Moriconi ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa. “Dobbiamo lavorare – ha detto – per giungere a un’amministrazione ‘amica’, che operi all’insegna della trasparenza, frutto della condivisione e della collegialità, capace di risolvere i problemi prendendosi le sue responsabilità. Ben vengano poi gli strumenti che possono supportare questo processo come la prevenzione della corruzione e il codice di comportamento che, peraltro, dovrebbero già essere in ognuno di noi. Troppe volte, in passato, – ha aggiunto Moriconi – si è avuta la sensazione di un’amministrazione non amica, e questo va superato: ecco allora l’auspicio di aumentare le occasioni di formazione e di aggiornamento per il personale. Non dobbiamo dimenticare che l’Università va bene, se c’è unità di intenti fra corpo docente e componente tecnico-amministrativa”.

Subito dopo all’Unipg sono stati presentati il Piano e il Codice che indicano  settori di rischio corruzione e le strategie per superarle: dal  reclutamento del personale alle progressioni di carriera e agli incarichi ai requisiti per partecipare a selezioni, gare, forniture di beni e servizi.

“Questa giornata, trasmessa in diretta streaming per consentire la più ampia partecipazione possibile – ha spiegato il dottor Vito Quintaliani, responsabile della Prevenzione della corruzione dell’Unipg – si rivolge al personale e ai dirigenti che devono collaborare direttamente alla verifica dell’attuazione di questo Piano redatto sulla scorta della normativa nazionale. Il fulcro del Piano è la gestione del rischio, dove abbiamo individuato delle aree e singoli processi che sono stati già valutati, per il 2013, sulla base delle linee guide indicate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da queste determinazioni è emerso un valore molto positivo in quanto sono dati che si attestano su un ‘range’ di 4 e di 5 su una scala che prevede 25 come valore massimo di rischio”.


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