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10 febbraio 2014

Servizio Sanitario Nazionale: crisi del servizio sanitario per “Medichiara”

“Penso che il servizio sanitario nazionale avrebbe maggiori opportunità di crescita se desse spazio e riconoscibilità al modello proposto dalla Lubich”. Intervista esclusiva al Dott. Carlo Fattiroso, Radiologo e Vicepresidente della Rete Polispecialistica “Medichiara”.

La Crisi del Servizio Sanitario Nazionale: dai tagli alla spesa ai 9 milioni d’italiani che non si curano per mancanza di risorse.

Il Servizio Sanitario Italiano è considerato uno dei migliori d’Europa, ma la spesa sanitaria pubblica è del tutto inferiore rispetto a quella di altre Nazioni del Vecchio Continente. Lo rivela un’indagine Osce.

Nel 2011, infatti, la spesa sanitaria pubblica del Bel Paese ammontava a circa 112 miliardi di euro , pari al 7,1% del Prodotto Interno Lordo (Pil). Seppur elevata, la spesa complessiva italiana relativa alla sanità, ergo all’insieme dei servizi e delle prestazioni ospedaliere che tendono a soddisfare il cittadino, non risulta del tutto equiparabile a quella riguardante i paesi sviluppati del Nord Europa.

Ad ogni modo, il Decreto Stabilità 2014, approvato, lo scorso 15 ottobre, dal Consiglio dei Ministri, ha stabilito che da quest’anno la spesa sanitaria sarà caratterizzata da un aumento pari a 2 miliardi. Per il 2014, dunque, la quota a carico dello Stato sarà di 109,901 miliardi, cioè circa due  in più rispetto ai 108 previsti dalla precedente Legge di stabilità.

Tuttavia, secondo un’indagine Istat relativa al servizio sanitario, alla salute ed ai servizi erogati a beneficio dei pazienti, 7 italiani su 10 godrebbero di buona salute, ma circa il 45% sarebbe affetto da malattie croniche. Circa il 71,1% delle quarantaseimila persone intervistate dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Statistica, dunque, in barba alla crisi economica e sanitaria, avrebbe dichiarato di stare bene. In realtà, gli allarmismi sanitari appaiono tutt’altro che inopportuni. In Europa, infatti, i principali timori provengono dall’inesorabile riduzione delle cure mediche.

Secondo diverse correnti di pensiero, dal 2008 ad oggi, nei Paesi Europei più colpiti dalla crisi e dai tagli al servizio sanitario, si sarebbe registrato un lauto peggioramento delle condizioni di salute degli abitanti. A causa della mancanza di proficui sistemi di welfare e dell’assenza di salari stabili, purtroppo, molti cittadini europei avrebbero rinunciato a curarsi. A farne le spese è anche l’Italia. Recenti statistiche rivelano che 9 milioni d’italiani hanno smesso di curarsi per mancanza di risorse.

Seppur travagliati e annichiliti dai tagli e dalla recessione, il servizio sanitario e la sanità privata del Bel Paese continuano imperterriti ad erogare prestazioni qualitativamente eccelse, ed a garantire al cittadino massima serietà ed efficienza strutturale e professionale.

Si pensi, ad esempio, alla Rete Polispecialistica Medichiara, simbolo del Risveglio Sanitario Campano e dell’osmosi tra sanità pubblica e privata.   

Da qualche mese, a Nocera Inferiore, ridente cittadina salernitana, dalle origini etrusche, situata ai piedi del versante settentrionale dei Monti Lattari, è nata la Rete Polispecialistica Medichiara.

Cooperativa ispirata ai principi di Sanità Sostenibile, Medicina Trasparente ed Economia di Comunione.

Costituita lo scorso 28 marzo da dieci medici campani, animati dal desiderio di riscoprire il reale significato del giuramento d’Ippocrate, la Rete Polispecialistica Medichiara ha il pregio di offrire cure sanitarie specialistiche a prezzi sostenibili e di promuovere, attraverso la Società Omnia s.r.l., l’ideazione di soluzioni che possano porre un freno all’attuale emergenza sanitaria ed al deleterio calo dei controlli in funzione di un riequilibrio delle ingiustizie sociali.

Al fin di far luce sull’efficienza del servizio sanitario nazionale e con l’intento di evidenziare gli obiettivi nevralgici della Rete Polispecialistica Medichiara, abbiamo deciso d’intervistare il Radiologo Carlo Fattiroso, Vicepresidente della Cooperativa.

Dott. Fattiroso, Lei è uno dei principali fautori di questo ambizioso progetto. Potrebbe parlarci degli obiettivi prioritari della Rete polispecialistica “Medichiara”?

“Gli obiettivi consistono nell’andare incontro, in questo preciso momento epocale, all’esigenza di essere curati al meglio, a costi contenuti. Ci troviamo dinanzi ad un dato davvero sconcertante: circa 9 milioni di italiani non riescono a curarsi. Per la spesa privata si spendono circa 30 miliardi di euro. Mentre i costi relativi al servizio sanitario nazionale ammontano a circa 110 miliardi di euro. Quindi, nonostante questo cospicuo impegno finanziario degli italiani, risulta a dir poco evidente riscontrare l’assenza di un’adeguata risposta assistenziale”.

Medichiara è nata con l’intento di lenire l’attuale emergenza sanitaria e sociale, offrendo una medicina specialistica di rete economicamente accessibile. Dott. Fattiroso potrebbe renderci edotti in merito al rapporto tra sanità sostenibile e qualità dell’offerta professionale?

“Il medico è portato verso l’Altro, ad intercettare i bisogni dei pazienti. Egli deve essere un AutoRe (Autonomo e Responsabile) dotato dell’autonomia e della libertà di curare, tenendo conto delle risorse che è tenuto ad amministrare. La rete Medichiara non prescinde dal settore pubblico. Nel nostro territorio esistono strutture pubbliche adeguate e capaci di offrire cure efficaci ai pazienti.

L’interesse di Medichiara è quello di collaborare affinché tali strutture vengano valorizzate. In tal senso, abbiamo instaurato delle collaborazioni anche con strutture pubbliche extraregionali che, probabilmente, per una serie di ragioni organizzative e strutturali, risultano in grado di soddisfare al meglio i bisogni dei pazienti. Il paziente è al centro della nostra attenzione. Tariffe basse non significa low cost. Bisogna dare dignità al lavoro svolto dal medico nel rispetto del paziente.

La rete Medichiara tende ad ispirarsi ai principi dell’Economia di Comunione coniati da Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari . Potrebbe parlarcene?

“La Rete Medichiara applica il principio dell’Economia di Comunione. Chiara Lubich sosteneva: “l’azienda deve produrre felicità”. In che modo? Gli utili non sono ripartiti tra i soci, ma vengono suddivisi in tre parti: un terzo a beneficio dello sviluppo aziendale, un terzo per la formazione e un terzo utilizzato per atti di solidarietà sociale. Quest’ultimo obiettivo si concretizza, nel nostro caso, attraverso visite gratuite a pazienti in situazioni d’indigenza.  La felicità è un’emozione contagiosa, noi pensiamo che il nostro sia un messaggio culturale: Crediamo che attraverso Medichiara vi sia l’opportunità di esprimersi per il bene comune. Abbiamo cercato, dunque, la collaborazione di uomini e donne che sposassero l’idea – forza dell’Economia di Comunione.”.

Qual è la Sua opinione in merito al Servizio Sanitario Italiano?

“Penso che il servizio sanitario nazionale avrebbe maggiori opportunità di crescita se desse spazio e riconoscibilità al modello proposto dalla Lubich”.

Antonio Migliorino


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