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4 febbraio 2014

Studentessa Unive fra le Figlie della Fortuna Fukumusume

Università Cà Foscari di VENEZIA – Studentessa di Cà Foscari Unive fra le ‘Figlie della fortuna’ alla tradizionale festa giapponese di Osaka presso il tempio Ebisu

Dell’Unive la ‘Maria’ del Giappone Kimono, amuleti, bambu’ per propiziare gli affari

Orsola Battaggia è in Giappone per un soggiorno in scambio con un ateneo di Kyoto, è fra le 50 Figlie della Fortuna della tre giorni di celebrazioni.

Orsola Battaggia, studentessa Unive della Laurea Magistrale in Lingue e Civiltà dell’Asia e dell’Africa Mediterranea all’Università Ca’Foscari Unive è stata scelta tra 3000 ragazze per diventare una delle 50 “Figlie della fortuna” chiamate Fukumusume che ogni anno a gennaio partecipano alla grande festa tradizionale che si tiene a Osaka in Giappone presso il tempio Ebisu per chiedere prosperità e fortuna negli affari.

Le 50 “Figlie della Fortuna” vestite con kimono e un tradizionale copricapo cerimoniale chiamato eboshi accolgono i visitatori, nei tre giorni della festa, augurando buona fortuna e vendendo i tradizionali amuleti da appendere al ramo di bambù. Orsola Battaggia, si trova in Giappone per un soggiorno in scambio con l’Università Ritsumeikan di Kyoto

Ogni anno più di un milione di persone si reca all’ Imamiya Ebisu Shrine durante il matsuri (Toka Ebisu festival) che si tiene il 9,10,11 gennaio, per chiedere felicità fortuna e prosperità negli affari.

Ebisu, familiarmente chiamato “Ebessan” nel dialetto del Kansai, è la divinità protettrice del business, nonché delle attività di pesca. Un ramo di bambù decorato con vari amuleti, monete ovali, pesciolini dorati, palline di riso è il più popolare portafortuna. Si tratta di un grande evento che si tiene fin dal periodo Edo (17°-19° Secolo) quando Osaka ha cominciato a prosperare come città commerciale. Il 9 gennaio si chiama vigilia di Ebisu, il 10 Gennaio è il principale giorno di festa mentre l’11 è conosciuto come il “Ultima porzione di fortuna.”

«Indossare il kimono e l’eboshi è stato emozionante – racconta la studentessa Unive – Le Fukumusume straniere (quest’anno dieci) destano sempre curiosità e moltissime persone ci hanno donato le foto che ci hanno fatto. Partecipare dall’interno ad un evento tanto sentito è un’esperienza impagabile. E’ importante immergersi nella cultura del paese che si è scelto di studiare e questo evento mi ha dato la possibilità di farlo appieno».

Per diventare Fukumusume c’è una dura selezione: più di 3000 sono le domande ogni anno; per le ragazze straniere è un grande onore essere scelte per un ruolo così tradizionale e ambito nella cultura giapponese. Le “Figlie della fortuna” sono intervistate dalle TV nazionali e locali e fanno visita alle aziende per augurare prosperità negli affari.

Intervistata dalla commissione esaminatrice presso il tempio di Ebisu, che le ha rivolto numerose domande per verificare la conoscenza della lingua, ha partecipato insieme alle altre Fukumusume, Orsola ha preso parte al programma televisivo andato in onda sulla rete nazionale giapponese il 21 dicembre. Nei tre giorni della festa grande è stato l’afflusso di persone che desideravano vedere e fotografare le “Figlie della Fortuna” e volevano che fossero loro ad appendere ai rami di bambù gli amuleti.


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