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2 febbraio 2014

Test Ingresso Medicina 2014: tra ricorsi e graduatorie test ingresso

Dopo l’eliminazione del bonus maturità che aveva sollevato un polverone di polemiche cosa accade ai non ammessi delle graduatorie dei test ingresso?

Il 9 settembre dell’anno appena trascorso il consiglio dei Ministri aveva abolito il bonus  maturità proprio mentre gli studenti svolgevano i test ingresso in tutto il territorio nazionale.

Le polemiche e i ricorsi hanno spinto il Ministero a rivedere la questione e a ripristinare quell’equità di cui il bonus maturità doveva essere simbolo e prassi con una nuova graduatoria.

“Coloro che, in seguito allo svolgimento dei test ingresso, non avevano ancora inserito i dati sulla votazione conseguita all’esame di maturità, hanno avuto dieci giorni di tempo (dal 29 novembre al 9 dicembre) per effettuare l’operazione sul portale www.universitaly.it – segnala il sito ateneonews – Tale possibilità è stata concessa agli studenti che avevano ottenuto almeno 20 punti al test ingresso.

La nuova graduatoria è stata pubblicata il 18 dicembre 2013 sul sito, nell’area riservata ad ogni candidato.” La seconda graduatoria pubblicata il 18 dicembre 2013 reintroduce negli atenei 19.919 studenti:

  • 10.302 posti per la graduatoria di Medicina e Odontoiatria;
  • 830 per la graduatoria di Veterinaria;
  • 8.787 per Architettura.

Mentre questa graduatoria non subirà più scorrimenti quella pubblicata il 30  settembre del 2013 continua con i regolari scorrimenti, non disperate. Cosa accade ai nuovi studenti ammessi dalla graduatoria del 18 dicembre 2013: Gli studenti inseriti nella graduatoria del 18 dicembre possono iscriversi in sovrannumero in una sola sede ( la posizione in graduatoria e l’ordine delle preferenze determina l’individuazione di una sede anziché un’altra).

  • Possono iscriversi in sovrannumero (nel 2013-2014 o nel 2014-2015) coloro che erano stati esclusi dalla graduatoria del 30 settembre ( ma che avevano raggiunto il punteggio minimo di 20 punti senza i punti del bonus maturità).
  • Gli studenti non-immatricolati ma che sono risultati in posizione utile nella graduatoria di settembre ma con sede differente dalle proprie preferenze.
  • Possono trasferirsi in una sede migliore anche gli immatricolati entro il 13 dicembre 2013, ma solo a partire dal 2014-2015.

Il bonus aggiuntivo, variabile da uno a dieci punti, era legato al voto di maturità e alla distribuzione statistica o “percentile” dei voti della commissione in cui si diplomava il candidato.

L’ufficio stampa del Miur tiene a farci sapere che la linea del Ministro Carrozza che continua a voler agganciare il percorso liceale e secondario a quello universitario non conterà più sul bonus maturità. Le nuove disposizioni del Miur prevedono l’anticipazione del test ingresso ad Aprile. Il Ministro Carrozza sulla scia delle precedenti dichiarazioni del febbraio scorso del Ministro Profumo conferma l’inizio dei test ingresso per le facoltà di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura ad aprile. Resta a settembre quello per le Professioni sanitarie. Sarà la prima volta che gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori affronteranno la complessa selezione dei test ingresso per l’accesso all’università ancora ad anno scolastico aperto:

  • 8 Aprile Medicina e Odontoiatria in lingua italiana
  • 9 Aprile Veterinaria
  • 10 Aprile Architettura
  • 29 Aprile Medicina e Odontoiatria in lingua inglese
  • 3  Settembre Professioni Sanitarie

Ancora nulla per i posti messi a concorso e per le modalità dei test ingresso nonostante le nostre insistenze, il Miur rimanda ai prossimi giorni qualsiasi novità. Abbiamo intervistato 3 Presidi : del Nord, Centro e Sud Italia.

Il Primo che ci ha risposto come sempre solerte ad ogni nostra sollecitazione è il preside De Cesare già intervistato precedentemente.

Come mai secondo lei il Miur tarda tanto a comunicare le modalità dei test e come mai ogni anno si tenta di mutare la modalità assunta l’anno prima?

Purtroppo è evidente che il Miur non coopera affinché si migliori realmente in senso meritocratico l’accesso agli atenei. Se si facesse un discorso di meritocrazia probabilmente dovrebbe essere eliminato il numero chiuso ed i test ingresso. Purtroppo ogni movimento del Ministero è subordinato alle direttive europee. O meglio, per essere più chiari, Il Miur tenta di dare un’immagine della Scuola Italiana più vicina allo standard europeo: eguagliandola nei corsi di studio, nell’organizzazione pseudo-aziendale dei dipartimenti, nell’indirizzo meritocratico. Così facendo non fa altro che continuare ad allargare l’evidente frattura fra il nostro paese e l’ Europa. Poiché i cambiamenti rimangono punto sulla carta. Infatti creare un tre+due nell’Università senza che la laurea sia spendibile nel mondo del lavoro non permette certo ai nostri studenti di essere impiegati prima del tempo né di assottigliare le fila del precariato o di eliminare il problema della precarietà, termine più consono come mi fece notare tempo fa un alunno. Creare un TFA che costa allo studente quanto la una terza laurea non permette ai nostri insegnanti di essere preparati meglio nel momento dell’insegnamento ma è solo una manovra per far entrare nelle casse dello stato quei fondi che mancano per mutare l’assetto della ” Scuola “. Potrei dilungarmi ma concludo dicendo che in questo caso non ci è d’aiuto Campanella, qui le parole non possono precedere le spade, non è più il tempo di parlare.”

Quindi a che pro mutare in itinere il test ingresso ?

“Non ha compreso che non è altro che un mezzo per evitare ricorsi? Il Miur ripara sempre quando lo si minaccia di affondarlo. E’ una nave senza timone o il cui timoniere dovrebbe fare in realtà ben altro mestiere. Non ho mai compreso perché a fare la Scuola non siano gli insegnanti o i loro sindacalisti che meglio conoscono dall’interno le dinamiche scolastiche.”

Per lei quindi non è necessario il test ingresso e quindi il numero chiuso ?

“Le racconto un aneddoto: Mia figlia ha sempre avuto problemi a scuola, soprattutto nelle materie scientifiche. Era diventato assurdo, pagavo un professore privato a mia figlia per ogni materia senza che riuscisse ad avere risultati decenti. Ora è laureata in Fisica ed ha vinto una borsa di studio in Belgio. Se L’Ateneo l’avesse scartata con un test ingresso probabilmente non avrebbe scelto ciò che realmente le piaceva non avrebbe potuto laurearsi e dimostrare di essere quella brillante mente che era anche se acerba anche al liceo, quindi mi chiedo se avesse voluto fare il medico come avrebbe fatto data la sue carenze durante gli studi liceali?”

Ringraziamo Il Preside De Cesare e chiediamo al Professor Russo anch’egli Preside ma stavolta siamo a Napoli e non nel capoluogo lombardo, cosa ne pensa del test ingresso e del bonus maturità?

“Sono lieto che ad iniziare sia stato il mio collega così da darmi il tempo di formulare brevemente i pensieri senza incorrere in pedanti ripetizioni o aneddoti. Io credo nell’utilità del test ma non per scremare la folta moltitudine degli iscritti ma per saggiare le conoscenze degli studenti prima dell’entrata in Ateno. Il problema è che spesso proprio la modalità dei Test ingresso tende a minimizzare alcune differenze e premiare capacità certo non degne di lode. Sono sicuro che io non avrei totalizzato molti punti in test del genere nella lontana epoca in cui ero studente eppure posso voltarmi verso la mia carriera universitaria senza rimpianti sapendo di aver attraversato un percorso di studio che non solo mi ha formato ma mi ha reso una persona critica e consapevole senza addormentare la logica in sillogismi ma incentivandola continuamente.”

Cosa pensa dell’anticipazione del test ingresso?

“Purtroppo per quanto io sia d’accordo nell’evitare di premiare con un bonus maturità, che è tutt’altro che egualitario gli studenti, continuo ad avere molte riserve proprio sul tipo di test ingresso oltre che sulla sua funzione. Mi astengo dal fare pronostici o da iniziare una qualsiasi invettiva antiministeriale. Credo che se i Ministri si trovino a cambiare così spesso modalità e decreti è proprio per le falle che sottendono i concetti di test d’ingresso e numero chiuso sui quali si dovrebbe riflettere con mente più aperta alle esigenze umane più che economico-aziendali “.

Il Professor Russo introduce senza approfondire date le ristrettezze di spazio un tema a noi molto caro. Per questo ci preme conoscere la visione del Preside marchigiano, che è stato uno dei pochi a risponderci celermente tramite mail, sull’utilità non solo del Bonus ma del voto dell’esame di maturità.

Il Professor D’Antoni ci risponde prima sul bonus maturità e diventa più accorto sulla questione del voto dell’esame di maturità: “Sembra ridondante parlare dell’evidente mancanza del bonus maturità, è evidente che manchino i presupposti teorici prima che pratici della sua validità. Ciò che è importante che si capisca è l’intenzione che sottende un tale espediente. Il bonus-maturità potrebbe diventare lo strumento, nelle mani sbagliate, delle differenze fra studenti e fra indirizzi liceali, o perfino fra ambiti territoriali delle stessa città. E se tanto fecero gli italiani di prima per conquistare eguaglianza e diritti negli studi perché oltraggiare la loro memoria.  Il perché è molto semplice, perché in realtà non c’è un metodo valido per scremare gli studenti più validi da quelli meno validi, essendo i criteri di analisi ”errati” e impostati su una riforma scolastica ormai obsoleta e nessun cambio in itinere migliorerà tali criteri se non si cambia l’idea da cui tali criteri sono scaturiti.” Per quanto riguarda il voto io sono convinto che si debbano premiare gli studenti, e per quanto in gioventù non fossi favorevole al voto, dopo aver fatto alcune esperienze pratiche ho compreso che non tutti gli studenti che per caso si trovano a frequentare la stessa classe hanno lo stesso livello di maturità , le stesse possibilità, pertanto il voto mi è stato spesso utile per svegliare chi si addormentava sulla bravura e l’impegno di altri.

Ma non sono contrario al riflettere su altri tipi di valutazione. Anche perché spesso l’esame di maturità è falsato da una serie di fattori che è difficile prevedere o controllare. Si pensi ai problemi familiari o di ansia e spesso a più profondi disagi psicologici che minano il rendimento dello studente la cui bravura è stata egualmente provata nel ciclo quinquennale secondario.”

Ringraziamo i Professori che ci hanno risposto e ci rimettiamo per nuove notizie o cambiamenti al Miur che dovrebbe rendere partecipi gli studenti dalle colonne virtuali dei siti ufficiali delle news in materia in questi giorni.


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