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12 febbraio 2014

Unitn: quando la malattia si chiama corruzione

Università degli Studi di Trento – Quando la malattia si chiama corruzione. Diagnosi e cura per la sanità nazionale con uno sguardo a ciò che succede in Europa

Unitn

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Il Rapporto di Transparency International Italia sottolinea alcuni fattori caratterizzanti il settore sanitario: in particolare, il rapporto con la politica, le infiltrazioni del crimine organizzato, le inefficienza degli strumenti di controllo.

Venerdì 14 febbraio alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Unitn un convegno per analizzare il fenomeno e confrontarsi su soluzioni e buone pratiche. Si parlerà anche del rapporto tra Stato e Regioni

All’Unitn si comincerà con il descrivere i fattori che favoriscono il sorgere della corruzione in sanità, gli schemi criminali ricorrenti, gli ambiti più a rischio, le dimensioni del fenomeno a livello regionale, nazionale ed europeo. Poi si metteranno a confronto buone pratiche, misure e interventi per ridurre il rischio di corruzione nel sistema sanitario e potenziarne l’integrità.

Vuole fare la diagnosi, ma anche indicare una cura il convegno dal titolo “Strumenti e buone pratiche per contrastare la corruzione nel settore sanitario”, che si terrà venerdì 14 febbraio alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Unitn (via Rosmini, 27). I lavori si svolgeranno nell’aula 1 dalle ore 10. Sono attesi rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile.
Il convegno è promosso dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Unitn con l’Osservatorio di Diritto comunitario e nazionale sugli appalti pubblici e l’associazione contro la corruzione Transparency International Italia. E ha il patrocinio dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento, del centro ricerche Hospital Facility Management e della Presidenza del Consiglio della Provincia autonoma di Trento.

«Il convegno – annuncia Michele Cozzio Unitn del comitato organizzatore – offrirà l’occasione per commentare i dati del recentissimo rapporto della Commissione europea sulla corruzione negli Stati dell’Unione e confrontare su questo tema amplissimo i punti di vista di differenti attori: sanitari, manager, decisori pubblici. Penso che l’iniziativa possa suscitare l’interesse non solo del mondo accademico ma anche della comunità trentina e non che invitiamo a partecipare. Una delle questioni che approfondiremo, sarà l’intreccio tra sanità e politica. Nella tavola rotonda ci chiederemo ad esempio come si possa gestire al meglio il difficile rapporto tra Stato, Regioni, Aziende e Territori per garantire ai cittadini il diritto alla salute, liberando il sistema sanitario non solo dal problema degli sprechi o dei costi standard ma garantendone integrità, trasparenza e responsabilità».

Sullo sfondo del convegno dell’Unitn ci saranno il rapporto della Commissione europea sulla corruzione nella pubblica amministrazione, pubblicato lo scorso 3 febbraio, e i risultati della ricerca “Isole di integrità nel settore sanitario – Unhealthy health system”, realizzata dall’associazione contro la corruzione Transparency International Italia in collaborazione con il Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità (RiSSC) e con ISPE-Sanità (Istituto per la promozione dell’etica in sanità), ricerca finanziata dalla Commissione europea e dal Dipartimento della Funzione pubblica. Dal rapporto “Corruzione e Sprechi in Sanità” emerge, ad esempio, che i fenomeni corruttivi sono attratti e favoriti «dalla quantità di denaro pubblico in gioco, dalla complessità delle organizzazioni che erogano servizi sanitari, dall’eccesso di burocrazia e da un quadro normativo non sempre adeguato» nonché «dalla carenza di competenze e di preparazione del personale, dalla questione morale, dall’inefficienza dei sistemi di controllo, dalla connivenza con il crimine organizzato». Di fronte a questo scenario il rapporto propone una serie di misure di contrasto. «15 proposte – si legge – da applicare subito per ridurre il rischio corruzione nel settore sanitario, liberando risorse e abbattendo i costi senza incidere sui servizi erogati. Le proposte toccano tutti i temi sensibili della sanità: la negligenza medica, la trasparenza delle informazioni, la gestione degli appalti e degli acquisti, il controllo della spesa, la sanità privata, le nomine dei direttori e il rischio di infiltrazione del crimine organizzato».
Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Trento e dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento.

Il Comitato organizzatore del convegno è composto da Gian Antonio Benacchio e Michele Cozzio dell’Unitn, Lorenzo Segato del Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità (RiSSC) e Davide Del Monte di Transparency International IT.


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