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3 febbraio 2014

Università di Catania e Policlinico primi nei finanziamenti per la ricerca



Università degli Studi di CATANIA – Ricerca Finalizzata Ministero della Salute: Università di Catania Policlinico di Catania al primo posto in Sicilia.

Università di Catania

Università di Catania

Tra tutti i progetti finanziati in Sicilia attraverso il bando del Ministero della Salute per la Ricerca finalizzata e Giovani Ricercatori 2011-2012, la metà provengono dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania, grazie al contributo e alle risorse intellettuali di docenti e ricercatori dell’Università di Catania.

I progetti, in particolare, riguardano nuove protesi endovascolari, l’arteriosclerosi nelle malattie infiammatorie dell’intestino, le nuove strategie di immunosoppressione nei trapianti e gli aspetti immunologici della progressione del mieloma multiplo.

Ne dà notizia con orgoglio il rettore dell’Università di Catania, Giacomo Pignataro, che si congratula con tutti coloro che hanno lavorato con impegno e competenza per ottenere questo traguardo, così importante in tempi di scarsità di risorse pubbliche per la ricerca.

Parla, infatti, apertamente di “piccolo successo” il prof. Guglielmo Trovato, docente di Medicina dell’Università di Catania interna e coordinatore del Nucleo di Progettazione e Ricerca dell’Azienda dal 5 dicembre 2012, che, in questa veste, ha curato – in collaborazione con l’Ufficio Ricerca dell’Assessorato Regionale alla Salute – la presentazione dei progetti legati al bando, che assegna circa 250 mila euro a ciascuno dei progetti approvati.

Innanzitutto perché nella sessione precedente, soltanto 4 erano stati i progetti approvati in tutta la Sicilia, e nessun progetto proveniva da Catania; in secondo luogo perché quest’anno la Sicilia, che ha visto anche 3 progetti approvati all’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino-Pulejo” di Messina – si è attestata al quarto posto nella graduatoria di tutte le regioni italiane per la ricerca nel settore della Salute. Il che fa oltretutto ben sperare per il nuovo bando, atteso nel mese di febbraio, e che quasi sicuramente vedrà riunite due annualità di finanziamento e cioè 2013/2014.

Questo il bilancio nazionale del bando. Tra i 3.353 progetti presentati tra novembre 2012 e marzo 2013 (di cui 79 programmi di Rete che sviluppano a loro volta 368 progetti portando il totale a 3.642 progetti), ne sono stati selezionati 372 (tra questi sono compresi 5 programmi di rete che sviluppano a loro volta 19 progetti portando il totale a 391 progetti finanziati). Nello specifico i progetti finanziati sono: 201 progetti di Giovani Ricercatori, 4 progetti cofinanziati con l’industria, 28 progetti di ricerca ai quali partecipano ricercatori italiani all’estero, 137 progetti di Ricerca Finalizzata Ordinaria e 5 programmi di rete che coprono tutti i settori medici, con una particolare presenza delle neuroscienze, dell’oncologia, della genetica e della genomica, dell’health care.

In questa tornata dei progetti finanziati in Sicilia, metà vengono da Catania, esclusivamente dall’Azienda Policlinico-Vittorio Emanuele, che ha presentato 32 progetti, di cui 21 sono stati collocati in graduatoria, al termine della valutazione finale. In questa griglia generale, il prof. Trovato fa rilevare che i progetti più numerosi che vengono finanziati sono quelli dei giovani ricercatori, che sono 201 in tutta Italia, cinque in Sicilia, due dal Policlinico etneo. Dei tre progetti ordinari finanziati in Sicilia, uno è di Catania, Policlinico. Il progetto di co-finanziamento industriale che è risultato vincitore è anch’esso del Policlinico.  Il risultato conseguito, aggiunge il prof. Trovato – deriva anche dall’impegno di informazione rivolto, con margini di tempo ristretti, a tutti gli ambienti di ricerca che potevano essere ragionevolmente coinvolti, e dal credito che Catania ha raggiunto nella comunità scientifica internazionale. Quest’ultimo aspetto è di rilevanza critica, visto che la valutazione tramite peer-review è avvenuta ad opera di 800 scienziati valutatori dell’NIH-CSR statunitense e dell’ISNAFF e da cinque Commissioni di “study session” costituite da ricercatori italiani residenti da più di dieci anni all’estero.

Il lusinghiero esito suggerisce, per i programmi futuri, il massimo coinvolgimento dei giovani ricercatori. Essi, infatti osserva il docente – hanno diritto a valutazioni di merito favorevoli (soglia di accesso ai finanziamenti con il 50% del punteggio necessario per i progetti ordinari). Esistono inoltre anche i progetti finanziati altrimenti, sempre in maniera competitiva, tra cui i bandi del programma italiano SIR (Scientific Independence of Young Researchers) dell’ERA, di notevole consistenza finanziaria, e, ovviamente, quelli Europei di Horizon 2020, sui quali puntare, sfruttando la sinergia fra i docenti e i ricercatori dell’Ateneo e l’Azienda Policlinico-V.E. e altre istituzioni, quali l’ISS e le IRCCS.


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