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14 febbraio 2014

Università di Trento: gli errori dell’Italiano sulle donne al potere

Empatia nella donna

Università di Trento – Il ritardo e gli errori della lingua italiana sulle donne al potere

Incontro Università di Trento

Incontro Università di Trento

Un incontro all’Università di Trento sulla difficoltà di declinare al femminile cariche politiche e titoli professionali.

Tra le ospiti dell’Università di Trento: la linguista Stefania Cavagnoli e la presidente dell’Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio. Lunedì
17 febbraio alle 15.30 al Dipartimento di Lettere e Filosofia (via Tommaso Gar, 14)

Il ministro, la ministra o la ministro? Magistrata o magistrato? Rettore o rettrice? Governatore o governatrice? Incertezza e confusione nella lingua italiana, sui giornali come nei testi amministrativi e giuridici, quando è una donna a ricoprire incarichi istituzionali o a svolgere professioni tradizionalmente maschili.

Spesso si riscontrano errori grammaticali come la discordanza di genere tra il sostantivo e l’articolo, l’aggettivo o il participio passato. Ad esempio: «Una militare italiana», che è «il maresciallo» ed è «stata ferita». Altre volte il risultato sono dei fraintendimenti. Come nel caso: «Il sindaco incinta parla con il marito». Dove “il sindaco” è, in realtà una donna ovvero una sindaca. Forse anche per questo la prima cittadina di Quarto d’Altino, l’8 marzo 2012, ha stabilito con un decreto che in tutti gli atti del Comune venga adottato «un uso della lingua italiana attento al rispetto delle differenze di genere e tale da rendere visibile la presenza di donne nelle istituzioni. Dovranno essere espresse al femminile le denominazioni degli incarichi e delle funzioni ricoperte da donne». E quindi: assessora, consigliera, la vigile e così via.

Le citazioni e gli esempi sono tratti dal libro “Linguaggio giuridico e lingua di genere: una simbiosi possibile” (Edizioni dell’Orso, 2013) di Stefania Cavagnoli, professoressa associata di linguistica e glottologia all’Università di Roma Tor Vergata. «L’uso del maschile – dice l’autrice – non significa forse un maggior prestigio del maschile, e di conseguenza dell’uomo, sul femminile e sulla donna? La lingua non esprime sempre una realtà concreta a cui ci riferiamo, un’immagine di quello che consideriamo essere il mondo?». In altre parole, usare il maschile per indicare donne impegnate in professioni e in cariche politiche e amministrative rivelerebbe quanto per l’opinione pubblica sia scontato che a svolgerle sia un uomo. «L’obiettivo del volume – spiega Stefania Cavagnoli – è quello di affrontare un tema relativamente nuovo, quello del rispetto della lingua di genere, e spesso considerato di minor importanza rispetto ad altre ricerche sulla lingua e sui linguaggi, cercando di dimostrarne la centralità in vista di modifiche più sostanziali, di cui la lingua è portatrice».

Il libro sarà presentato dall’autrice all’Università di Trento lunedì 17 febbraio. «L’incontro – afferma Cavagnoli – si pone l’obiettivo di far riflettere le persone sul tema della lingua di genere, e in senso più ampio, sul potere della lingua e dei suoi linguaggi». Al seminario interverranno Sara Ferrari, assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo della Provincia autonoma di Trento, la rettrice dell’Università di Trento Daria de Pretis, la presidente dell’Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio e Barbara Poggio, delegata per le pari opportunità dell’Università di Trento. A moderare l’incontro all’Università di Trento sarà Enrico Franco, direttore del “Corriere del Trentino” e del “Corriere dell’Alto Adige”. L’evento si svolgerà nell’aula 1 del Dipartimento di Lettere e Filosofia (via Tommaso Gar, 14) alle ore 15.30 Università di Trento linguaggio giuridico e lingua di genere una simbiosi possibile.

Il seminario è patrocinato dal Centro Studi di Genere dell’Università di Trento, che organizza in modo permanente iniziative di discussione e di approfondimento sulla questione di genere. Proprio nei giorni successivi, venerdì 21 e sabato 22 febbraio, si terrà, ad esempio, un convegno sul tema “Districare il nodo genere-potere. Sguardi interdisciplinari su politica, lavoro, sessualità e cultura” Università di Trento Genere Potere.

L’autrice: Stefania Cavagnoli è professoressa associata di linguistica e glottologia presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove insegna linguistica generale e applicata. I temi della sua ricerca riguardano i linguaggi specialistici e la loro didattica, soprattutto la comunicazione specialistica giuridica e la lingua di genere, e il plurilinguismo, con particolare attenzione all’acquisizione precoce.
Collabora nell’ambito della formazione degli insegnanti con scuole italiane. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni a livello internazionale, spesso in collaborazione con studiosi di altre discipline. Le principali pubblicazioni in questi ambiti, oltre alla tesi di dottorato (“La recezione delle traduzioni tedesche dei Promessi Sposi di Manzoni”, Roderer Verlag, 1994), sono “Introduzione al linguaggio giuridico italiano”, Beck Verlag, “La comunicazione specialistica”, Carocci, 2007, “Educare al plurilinguismo” Franco Angeli, 2011, oltre a molti articoli e contribuiti in volumi e riviste.

Il suo interesse più che ventennale per il linguaggio giuridico come un linguaggio specialistico, l’ha portata a sviluppare un’intensa collaborazione con gli ordini degli avvocati e delle avvocate sul territorio italiano, supportata anche dal Consiglio nazionale forense e dalla sua Commissione pari opportunità.


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