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10 febbraio 2014

Università di Trento: Progetto Mives, una rete a tutela dei minori

Università di Trento – Come mettere in rete le figure che sul campo si occupano di tutela dei bisogno dei minori?

Il progetto triennale MIVES delle Università di Trento e Verona punta a monitorare e raccogliere le informazioni da diversi professionisti per favorire un approccio integrato. Giovedì la conferenza stampa di presentazione alla Fondazione Caritro. Ospite l’assessora provinciale Borgonovo Re.

Per occuparsi dei minori occorre mettere in campo tutta la professionalità, la competenza e l’esperienza in ciascuna professione, maturate nella formazione e nel lavoro quotidiano sul campo. Lo sanno bene tutti quei professionisti – assistenti sociali, educatori, pedagogisti, coordinatori dei servizi pedagogici, pediatri, personale sanitario o personale del tribunale dei minori – che ogni giorno si prendono in carico i problemi e le difficoltà dei minori e si occupano di migliorare, in vari modi, la loro condizione e le loro prospettive di vita. Tuttavia, per ottenere buoni risultati ciò che può fare davvero la differenza è il gioco di squadra tra tutti questi diversi soggetti.

È da questa convinzione che in Trentino parte un nuovo progetto, denominato MIVES – Modelli di Innovazione e Valutazione di Esito nei Servizi scolastici, socio-educativi e socio-sanitari per minori – che nell’arco di tre anni, punta a mappare e mettere in rete le informazioni e le valutazioni sullo stato di bisogno del minore raccolte tra i vari soggetti, con l’obiettivo di offrire un’assistenza più completa e mirata

Il progetto, promosso dalle Università di Trento e di Verona, con la collaborazione di varie istituzioni del territorio trentino (in prima linea la Provincia autonoma di Trento e l’Azienda provinciale per i servizi sanitari), ha ricevuto un importante finanziamento dalla Fondazione Caritro.

I dettagli e gli obiettivi saranno illustrati in una conferenza stampa che si terrà giovedì 13 febbraio alle 12 nella sala conferenze della Fondazione Caritro (Via Calepina, 1). A presentare il progetto saranno le responsabili scientifiche Olga Bombardelli Università di Trento e Monica Pedrazza (Università di Verona), insieme all’assessora provinciale alla salute e alla solidarietà sociale della Provincia Autonoma di Trento, Donata Borgonovo Re, alla responsabile della Direzione per l’Integrazione Socio Sanitaria dell’APSS, Paola Maccani, e al direttore generale della Fondazione Caritro, Mariano Marroni.


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