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28 marzo 2014

App all’Università: le app oggetto di un dottorato Unibz

App Unibz

Libera Università di Bolzano – Le app oggetto di un dottorato di ricerca

App Unibz

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Migliaia di app per smartphone e tablet vengono vendute ogni giorno e la loro qualità appare spesso discutibile.

Può la qualità del codice sorgente garantire il successo di una app? O nella riuscita di una applicazione è più importante la relazione tra l’informatica e il marketing, la psicologia e il design?

La ricerca facente parte della tesi di dottorato di Luis Corral, ricercatore presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie Informatiche, ha valutato il codice sorgente di un gruppo di app Open Source per Android usando delle metriche del codice. I valori ottenuti sono stati confrontati con alcuni indicatori proposti dell’app store “Google Play”. Utilizzando test statistici, lo studio mirava a stabilire se esiste una relazione tra le metriche di qualità del codice e quelle di successo di mercato, come il numero di download o valutazioni degli utenti delle app.

La tesi mostra che la qualità del codice sorgente ha un impatto minimo sugli indici che descrivono il successo di mercato. “Questo significa che anche se l’applicazione non è stata sviluppata secondo le prassi di qualità tradizionale, ha alte probabilità di avere successo nel mercato”, spiega Corral.

I dati ottenuti da questo lavoro di ricerca suggeriscono che, nel settore mobile, i veri driver di soddisfazione del cliente e di penetrazione del mercato vanno al di là dei classici attributi di qualità orientati al codice sorgente, e sono da cercare più nella percezione dell’utente e l’idoneità di utilizzo. Questo richiede un approccio multidisciplinare che include design, marketing, psicologia, ergonomia e, naturalmente, informatica.

La discussione della tesi “Un modello di qualità per applicazioni mobili” di Luis Corral ha avuto luogo presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche il 25 marzo. Hanno composto la commissione di tesi il professor Luigi Benedicenti della Università di Regina (Canada), il professor Aaron Visaggio dell’Università del Sannio (Benevento), e il professor Alberto Sillitti della Libera Università di Bolzano. Del medesimo Ateneo il professor Giancarlo Succi, che ha tenuto la relazione della tesi.

Le app oggetto di un dottorato di ricerca

Migliaia di applicazioni per smartphone e tablet vengono vendute ogni giorno e la loro qualità appare spesso discutibile. Può la qualità del codice sorgente garantire il successo di una app? O nella riuscita di una applicazione è più importante la relazione tra l’informatica e il marketing, la psicologia e il design?

La ricerca facente parte della tesi di dottorato di Luis Corral, ricercatore presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie Informatiche, ha valutato il codice sorgente di un gruppo di app Open Source per Android usando delle metriche del codice. I valori ottenuti sono stati confrontati con alcuni indicatori proposti dell’app store “Google Play”. Utilizzando test statistici, lo studio mirava a stabilire se esiste una relazione tra le metriche di qualità del codice e quelle di successo di mercato, come il numero di download o valutazioni degli utenti delle app.

La tesi mostra che la qualità del codice sorgente ha un impatto minimo sugli indici che descrivono il successo di mercato. “Questo significa che anche se l’applicazione non è stata sviluppata secondo le prassi di qualità tradizionale, ha alte probabilità di avere successo nel mercato”, spiega Corral.

I dati ottenuti da questo lavoro di ricerca suggeriscono che, nel settore mobile, i veri driver di soddisfazione del cliente e di penetrazione del mercato vanno al di là dei classici attributi di qualità orientati al codice sorgente, e sono da cercare più nella percezione dell’utente e l’idoneità di utilizzo. Questo richiede un approccio multidisciplinare che include design, marketing, psicologia, ergonomia e, naturalmente, informatica.

La discussione della tesi “Un modello di qualità per applicazioni mobili” di Luis Corral ha avuto luogo presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche il 25 marzo. Hanno composto la commissione di tesi il professor Luigi Benedicenti della Università di Regina (Canada), il professor Aaron Visaggio dell’Università del Sannio (Benevento), e il professor Alberto Sillitti della Libera Università di Bolzano. Del medesimo Ateneo il professor Giancarlo Succi, che ha tenuto la relazione della tesi.


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