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14 marzo 2014

Rapporto AlmaLaurea 2014: XVI indagine AlmaLaurea occupazione laureati

Ricerca


Sono da poco stati diffuse le statistiche della XVI Indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati.

Almalaurea

Almalaurea

Quest’anno l’indagine ha coinvolto quasi 450mila laureati di tutte e 64 le università aderenti ad AlmaLaurea.

I giovani laureatisi negli anni 2012, 2010, 2008 sono stati intervistati ad 1, 3 e 5 anni dall’ acquisizione del titolo. Un esame tanto più affidabile vista l’alta percentuale di risposte (86% ad un anno, 80% a tre anni, 75% a cinque anni).

L’analisi Almalaurea diventa indispensabile per comprendere l’efficacia del sistema universitario e la reale fruibilità del titolo di studio sul mercato del lavoro nazionale ed estero.

AlmaLaura puntualizza nelle note metodologiche e negli obiettivi: “Oltre all’analisi puntuale delle recenti tendenze del mercato del lavoro, l’indagine ha quest’anno esaminato, in particolare: l’imprenditorialità dei laureati italiani in questo contesto di crisi economica, mettendo in luce caratteristiche e propensioni di chi decide di intraprendere un’attività autonoma di questa natura; i laureati italiani di secondo livello occupati all’estero, coinvolti in una specifica indagine web, che ha ottenuto buoni tassi di risposta e che ha consentito di tratteggiare le motivazioni alla base della scelta compiuta, le difficoltà incontrate nel trasferimento all’estero, l’opinione circa le azioni che il nostro Paese dovrebbe intraprendere per limitare la cosiddetta “fuga dei cervelli”.”

Il XVI Convegno AlmaLaurea si fonda sulla convinzione che per fare ripartire il Paese occorre realizzare politiche economiche e riforme istituzionali finalizzate a valorizzare le risorse umane del Paese, operazione che passa anche attraverso la riqualificazione in tempi rapidi della sua classe dirigente. Le prime operazioni necessarie alla reversibilità del brain drain sono:

  • Il sostegno all’ attività innovativa;
  • la promozione dell’imprenditorialità dei laureati e accademica;
  • le misure a favore del rientro e della circolazione dei cervelli.

Il tema della valorizzazione delle risorse umane va oltre i confini nazionali e risulta centrale al dibattito sugli scenari economici dell’Area Euromediterranea. In modo che si valorizzi il capitale umano nell’era della globalizzazione e della moneta unica.

I dati sulla disoccupazione 2014. La documentazione relativa alla disoccupazione per età e titolo di studio la laurea continua a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione anche se meno efficace in Italia rispetto ad altri paesi. Infatti laureati  e diplomati italiani incontrano maggiori difficoltà in ambito occupazionale dei giovani  degli altri paesi europei.

Le possibilità per i laureati siano in ogni caso maggiori che per i giovani in possesso del solo diploma, ma il periodo di crisi in cui viviamo non rende la vita semplice neanche ai neolaureati. La disoccupazione a cavallo della recessione è cresciuto infatti di 2,9 punti per i laureati, di 5,8 punti per i diplomati, di 6,5 punti per i neolaureati (ovvero di età compresa tra i 25-34 anni) e di ben 14,8 punti per i neodiplomati (di età compresa tra 18 e i 29 anni). Tra il 2007 e il 2013, il differenziale tra il tasso di disoccupazione dei neolaureati e dei neodiplomati è passato da 2,6 punti (a favore dei primi) a 11,9 punti percentuali.

Andrea Cammelli

Andrea Cammelli

Abbiamo sentito il Prof. Andrea Cammelli, Presidente del Consorzio interuniversitario Almalaurea, per commentare i dati resi pubblici il 10 marzo nell’ambito della XVI Indagine AlmaLaurea  sulla Condizione occupazionale dei laureati. Il Professore si è dimostrato disponibilissimo oltre che celere nel risponderci. Purtroppo possiamo riportare solo il “fulcro” di una piacevolissima, anche se telefonica, conversazione pomeridiana.

Professore, quali sono le differenze riscontrate fra i dati del 2014 e quelli degli anni precedenti? Secondo lei ci troviamo di fronte ad un cambiamento in positivo ?

“Bisogna tener conto ovviamente dei nuovi dati, sicuramente il tasso di disoccupazione è cresciuto, i neolaureati hanno raggiunto il 6% di tasso disoccupazionale, ma dobbiamo sottolineare anche l’evidente vantaggio che ha ancora la laurea sul mercato del lavoro. Nella fase d’ingresso e nel corso dei 5 anni successivi al conseguimento della laurea i giovani italiani incontrano maggiori difficoltà che negli altri paesi. Si può dire però che nell’arco della vita lavorativa la qualifica di livello universitario sia comunque più spendibile del diploma, si tenga conto che il tasso di disoccupazione fra i neodiplomati è del 14,8 %. Perciò è necessario investire nella Ricerca e nel Diritto allo Studio. Siamo in un Paese nel quale solo l’1% del Pil è investito in Ricerca e Sviluppo. E’ come se un contadino intento a prepararsi per un grande raccolto risparmiasse sui semi”.

Laurea Italia Ed Estero

Laurea Italia Ed Estero

Secondo lei la Germania è un Paese da prendere a modello ?

“La Germania investe molto di più, se analizziamo anche i dati meno aggiornati, quelli risalenti al 2008, il divario con l’Italia diventa evidente. Inoltre il modello tedesco è assistenzialista prevede la tutela del diritto allo studio. Aprendo le porte dell’Università a giovani di ogni estrazione sociale. Noi perdiamo una percentuale altissima di giovani, molti non scelgono l’università, della popolazione giovanile solo il 30% è impegnato in un corso di studi. E come abbiamo visto la loro vita lavorativa si prospetta ancora più difficile che per i laureati. I pochi fondi che abbiamo non ci permettono di specializzare  i nostri studenti. Spesso non c’è accordo fra mercato del lavoro ( Aziende private o pubbliche ) e studenti. Bisogna pensare in sinergia di intenti. Parafrasando Stendhal: In Italia ogni genio che nasce uomo o donna è perso”.

E’ in linea con il Progetto Giannini-Renzi ?

“Le posso dire solo che per quanto riguarda il ciclo unico di studi superiori, il nostro è il più lungo d’ Europa, quindi l’idea di eguagliare le nostre scuole superiori al corso quadriennale europeo è sicuramente un modo della Ministra di essere aperta alle direttive europee, forse proprio per permettere  che il Paese investa di più o che i nostri giovani affrontino meno difficoltà in ambito lavorativo. Non entro poi nel particolare del “singolo”, io credo solo che il Ministero debba investire di più e che la formazione debba essere messa in primo piano.”

“Le politiche economiche  italiane hanno creato maggiore disoccupazione non per l’aumento dei giovani in cerca di occupazione ma per una diminuzione dei posti disponibili a cause delle nuove politiche sulle pensioni, siamo quindi di fronte ad un meccanismo divergente rispetto al resto d’Europa. Nel nostro paese sono in pochi ad avere titoli di studio universitari si pensi alle elevate percentuali di manager italiani che hanno appena la scuola dell’obbligo. In Germania questo Profilo corrisponde al solo 7 % degli occupati”.

Crede che per Ricerca si intenda solo la Ricerca scientifica e tecnica ? Non crede che investire nell’ambito umanistico sia altrettanto importante anche se per alcuni meno produttivo ?

Ricerca

Ricerca

“Paragonando le medie OCSE con le nostre, ritroviamo una situazione alquanto positiva, si pensi che abbiamo il 40% di laureati in materie scientifiche. Non siamo quindi lontani dalle medie OCSE o da quella tedesca ( anch’essa del 40% ). Egualmente positiva è la percentuale di laureati nelle materie umanistiche. Inoltre credo che per quanto molti non credano sia produttiva, una laurea umanistica permette di comprendere realmente il disagio sociale in cui l’odierna generazione si trova, preparando la nostra classe docente e dirigente”.

“Si ricordi la citazione delle bucoliche Virgiliane che campeggia sulle porte della London School of Economics, “felix qui potuit rerum cognoscere causas”. […] Io credo che si debba puntare sullo Sviluppo premettendo Interdisciplinarità e preparazione d’eccellenza”.

Grazie Professore Cammelli, la ringraziamo e ci congediamo da lei riportando le parole di Paulo Coelho  da lei ricordateci all’inizio di questa intervista: “Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni”.

Qui di seguito riportiamo i dati AlmaLaurea per ogni ateneo. Tutti i dati per esteso sono tiportati sul sito di AlmaLaurea.

  • Rapporto AlmaLaurea Università di Siena: 
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 43,5%
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 56 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52,7%
  • Rapporto AlmaLaurea Università Politecnica di Ancona:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 37,1%
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 56,1%
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52,7 %
  • Rapporto AlmaLaura Università di Bari:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 56,3%
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali:43,5%
    • Tendenze del mercato di lavoro: 47,9 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università della Basilicata:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali:43,5 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 56 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52,7 %
  • Rapporto Almalaurea Università di Cagliari:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali:43,5%
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali:56 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52,7%
  • Rapporto AlmaLaurea  Università Cà Foscari:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 43,5 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 68,2 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 60 %
  • Rapporto Almalaurea l’Università di Bologna:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali:43%
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali:56 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52,6 %
  • Rapporto Almalaurea Università della Calabria:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 43,5 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 68,2 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52,7 %
  • Rapporto Almalaurea dell’Università di Udine:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 52 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 67 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 57 %
  • Rapporto Almalaurea dell’Università di Parma:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 43 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 59 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 51%
  • Rapporto Almalaurea al Politecnico di Torino:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali:58,3 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 61 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 59,8 %
  • Rapporto Almalaurea all’Università di Bolzano:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 65 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 47 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 55 %
  • Rapporto AlmaLaurea all’Università di Messina:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 29 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 43 %
    • Tendenze del mercato di lavoro:40 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università Insubria:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 61 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 55 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 58 %
  • Rapporto AlmaLaureaUniversità del Piemonte Orientale:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali:59 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 65%
    • Tendenze del mercato di lavoro: 62 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università di Trento:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 40 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 55 %
    • Tendenze del mercato di lavoro:84 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università di Trieste
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 40 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 58 %
    • Tendenze del mercato di lavoro:84 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università di Salerno:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 31 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 68,2 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 52 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università di Catania:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 43,5 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 60 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 70 %
  • Rapporto AlmaLaurea Università Carlo Bo di Urbino:
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 47 %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 57 %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 75 %
  • Rapporto AlmaLaurea  Università degli Studi di Verona 
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 61  %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 69  %
    • Tendenze del mercato di lavoro:  88 %
  • Rapporto AlmaLaurea  Università degli Studi di Genova 
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 43,5  %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 68  %
    • Tendenze del mercato di lavoro:  52,7 %
  • Rapporto AlmaLaurea  Università degli Studi di Milano
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 56  %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 68  %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 75 %
  • Rapporto AlmaLaurea  Università degli Studi di Firenze
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 49  %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 54,5  %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 86 %
  • Rapporto AlmaLaurea  Università degli Studi di Catanzaro
    • Tasso di occupazione dei neolaureati triennali: 52,7  %
    • Condizione occupazionale dei laureati magistrali: 68  %
    • Tendenze del mercato di lavoro: 75 %

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