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14 marzo 2014

Unisa: lo scandalo dell’Unisa e Unisannio sui fondi della CE

Università degli Studi di Salerno – Le Università del Sud: Unisa e Unisannio indagate per false dichiarazioni sulle ore di lavoro svolte.

Nuova bufera su Unisa e Unisannio. Nuovo scandalo. Nuovi pasticci per l’università italiana. È di queste ore, infatti, la notizia di nuove indagini aperte su molti docenti universitari, associati e ordinari, del sud Italia.

 Unisa e Unisannio accusati di truffa e false dichiarazioni. I primi risultati delle indagini in capo ai docenti universitari degli atenei campani, parlerebbero di una continua attività di falsificazione sui rendiconti dei fondi di ricerca. Secondo le accuse, infatti, i professori degli atenei Unisa e Unisannio, dichiaravano il falso nella rendicontazione delle ore effettivamente svolte di lavoro.

Oggi, sui docenti dell’Unisa e dell’Unisannio, grava l’accusa per reato di truffa ai danni dello Stato e di false dichiarazioni. Le indagini, già in corso da mesi, continuano nel frattempo da parte della procura, portando in luce inoltre, una serie di azioni “strategiche” poste in essere dai docenti campani per dirottare fondi verso destinazioni diverse dal previsto. Si parlerebbe addirittura di un decennio di truffe.

Gli omertosi sullo scandalo Unisa e Unisannio. Il dirottamento dei fondi, nonché le false dichiarazioni circa le ore di lavoro svolte, oltre ad essere una prassi “consolidata” erano “attività” ben note da anni “internamente”. Secondo la procura, sia ricercatori che dottorandi e borsisti, erano a conoscenza di quanto avvenisse negli atenei dell”Unisa e Unisannio ma, data la loro situazione di precariato e la loro “posizione nell’organigramma universitario”, avrebbero accettato il compromesso del silenzio, per non opporsi, rischiando il proprio incarico, a un sistema di potere e di prassi ormai consolidati.

Le indagini all’Unisa e all’Unisannio. Per la procura non ci sarebbero dubbi circa i reati commessi dai docenti. Indizi gravi, intercettazioni telefoniche e perquisizioni affrancherebbero le accuse verso i docenti che già nel 2013 avrebbero ricevuto degli avvisi di garanzia.

Gli implicati. I docenti, ovviamente, non avrebbero potuto compiere il reato se non avessero avuto dei “validi” collaboratori. A sostenere e perorare la causa del malaffare, molti componenti del personale amministrativo di entrambe le università dell’Unisa e dell’Unisannio, oltre a soggetti esterni grazie ai quali i docenti riuscivano ad ottenere ingenti finanziamenti pubblici rispetto alla reale necessità e al reale costo dei progetti curati dai professori stessi (fondi messi a disposizione dal Miur e provenienti dalla Comunità Europea).

Le università Unisa e Unisannio sotto inchiesta. Non solo ad essere indagato il corpo docente dell’Univerisità di Salerno e di Benevento, ma nel vortice dell’inchiesta anche altri atenei meridionali. Sotto indagini da parte della procura, infatti, in questi giorni anche l’Università della Calabria e un’altra di cui ancora non si hanno notizie certe.

Un ricercatore dell’Unisa confessa il reato. Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanzia, sono scattate grazie ad un esposto di un coraggioso ricercatore dell’Università degli Studi di Salerno. Il ricercatore avrebbe in quell’occasione raccontato i loschi movimenti che avvenivano nella sua università e di quanto la prassi ormai fosse non solo consolidata, ma accettata senza grosse preoccupazioni dall’intero corpo docente.

Le dichiarazioni del Rettore Tommasetti dell’Unisa: “Apprendiamo solo dagli organi d’informazione di un’inchiesta della magistratura relativamente a presunte irregolarità nell’utilizzo di fondi pubblici per la ricerca scientifica da parte di docenti e personale tecnico amministrativo del nostro Ateneo.

“Abbiamo dato disposizione a tutti gli uffici di collaborare con gli inquirenti e di fornire tutta la documentazione e le informazioni che eventualmente fossero richieste e utili alle indagini. Nel confermare la totale fiducia nell’azione della magistrature, auspico che la vicenda si risolva positivamente.

“L’università di Salerno deve confermarsi una casa di vetro e continuare ad operare nella più assoluta trasparenza e nel totale rispetto delle regole. Il nostro campus non è solo il luogo della ricerca scientifica e della trasmissione dei saperi, ma innanzitutto un avamposto nella promozione della legalità”.

Pasqualina Scalea


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