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25 marzo 2014

Università La Sapienza: Elogio del Barocco

Giornata di Studio Scienze La Sapienza

Università La Sapienza – Elogio del Barocco: una community di idee, di cultura e di persone

La Sapienza

La Sapienza

Il 27 e il 28 marzo si terranno le giornate conclusive del progetto di studio “Cultura e società in età barocca” promosso da ENBaCH (European Network for Baroque Cultural Heritage) con il supporto Programma culturale dell’Unione europea.

Il progetto, iniziato nel giugno 2009, ha visto coinvolte otto università europee: Universitat de Barcelona, Technische Universität Dresden, Ernst-Moritz-Arndt-Universität Greifswald, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales – Paris, Università La Sapienza di Roma, Università degli Studi di Teramo, Uniwersytet  Warszawski, Medizinische Universität  Wien.

Nel corso delle due giornate dell’Università La Sapienza verranno discussi i risultati delle ricerche condotte dalle singole università e esaminati vari aspetti dell’età barocca, a partire da angolazioni disciplinari diverse: dalla storia politica alla letteratura, dal sociale all’aspetto artistico, dalla musica alla scienza.

Lo spirito del progetto dell’Università La Sapienza è quello di fare emergere l’aspetto comunicativo del Barocco che, a differenza di altri periodi storici,  si caratterizza per la grande mobilità delle maestranze e per gli accresciuti scambi tra intellettuali, per la circolazione relativamente più facile di manufatti, libri e opere grafiche in grado di diffondere la conoscenza delle ultime novità.

Su questo elemento hanno lavorato le università coinvolte nel progetto: alcune (Barcellona, Greifswald, Parigi, Roma, Teramo) hanno approfondito gli spostamenti di artisti e letterati ma anche viceré, diplomatici, medici, informatori o spie più o meno ufficiali. Altre (Dresda, Greifswald, Vienna) si sono concentrate sulla circolazione di manufatti e di immagini di manufatti, eventualmente utilizzabili come modelli da maestranze diverse da quelle del luogo di origine. Altre ancora hanno privilegiato il piano della circolazione delle idee sia che fossero veicolate da libri sia, qualche volta, da persone (Parigi, Roma, Teramo, Varsavia, Vienna). E ancora altre hanno lavorato sulla circolazione di allestimenti cerimoniali o scenici, dai rituali religiosi alle messe in scena teatrali agli allestimenti effimeri (Dresda, Roma, Teramo).

Di seguito riportiamo alcuni spunti di riflessione che saranno oggetto di studio e di confronto nel corso delle due giornate

 Che cos’è il Barocco – Secondo la Piccola Storia dell’Arte Einaudi, di Tomaso Montanari, si può definire barocca solo quell’“arte figurativa che si sviluppa a Roma a partire dall’anno 1600 circa” e si ritrova altrove non in virtù di un generico “spirito del tempo”, “ma grazie ai viaggi degli artisti, alla circolazione delle opere e della grafica e ad altri fenomeni storicamente accertabili […] non dimenticando che l’Europa colta del Seicento moltiplicò a dismisura i suoi canali di comunicazione”.

Nella storia della letteratura, perlomeno di quella italiana, la precoce identificazione del Barocco con il marinismo (Giovan Battista Marino) portò a un’altrettanto precoce condanna, tanto che il fenomeno parrebbe confinato alla prima metà del secolo e solo il Cannocchiale aristotelico di Tesauro (1670) o il Ritratto del sonetto e della canzone di Meninni (1677) consentirebbero di estenderlo alla seconda metà del Seicento , quando le arti figurative erano invece ancora pienamente dominate dalle figure “eroiche” dei padri fondatori . Quanto alla storiografia letteraria di altri paesi europei, se già negli anni ’20 l’idea di barocco aveva suscitato l’interesse di W. Benjamin, il suo libro sulle origini del dramma barocco tedesco  ricevette però una pessima accoglienza da parte degli ambienti accademici , e in Francia gli studiosi hanno a lungo totalmente ignorato la nozione di Barocco, che ha cominciato ad affermarsi solo in questo secondo dopoguerra .

Controverso è l’uso del termine “barocco” anche nella storiografia musicale e numerosissime, dalla metà del secolo XIX fino al presente, sono le discussioni sul suo significato, senza che vi sia ancora una soluzione universalmente accettata su quale sia la “musica barocca”, o meglio, la “musica dell’Età barocca” (tanto che ancora oggi alcuni musicologi avanzano dei dubbi sul concreto significato del termine, scegliendo di non usarlo). Tuttavia, per convenzione, il termine è ormai diffuso e affermato nella sua accezione che travalica il proprio significato originario (“stravagante”, “effimero”): se da una parte permane il giudizio per cui sia illogico unire sotto un’unica etichetta un secolo e mezzo di produzione ed evoluzione musicale che ha fatto della varietà e della differenza il proprio programma estetico, dall’altra appare quantomeno inevitabile riconoscere il significato più ampio che ormai il termine ha acquisito.


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