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23 aprile 2014

Azione Universitaria: Governo Renzi, tagli ai fondi sull’Università

Finanziamenti Università di Palermo
Tagli ai fondi universitari

Tagli ai fondi universitari

“Il Governo Renzi parte in retromarcia sull’Università”. Sono le dichiarazioni contenute in una nota di Azione Universitaria che non fa sconti sul Governo Renzi e sulla questione tagli ai fondi sull’Università.

L’ultimo report della Commissione Europea sui sistemi nazionali di contribuzione e sostegno per gli studenti universitari mostra chiaramente profonde disparità tra i Paesi Europei, confermando anche in questo caso , una sorta di “divisione” tra i Paesi del Nord Europa e quelli del Sud-Est.

È interessante notare che, non differiscono solo le tasse , ma anche il tipo di sostegno finanziario per gli studenti, senza però riuscire minimamente a colmare le differenze in termini di costi sostenuti dagli studenti dei diversi Paesi. Infatti, gli stessi Paesi che non prevedono tasse universitarie sono anche quelli che forniscono un più ampio supporto, in termini di borse di studio per reddito e premi per merito.

“Come volevasi dimostrare, “dai proclami si è passati al “grande bluff” di un Governo fantoccio”, – dichiara Vittorio Guastamacchia dirigente nazionale di Azione Universitaria. – “Apprendiamo, infatti, che i paladini dell’Università, o meglioRenzi& co, hanno fatto come regalo di Pasqua alle Università  e a cascata agli studenti  una bella sforbiciata all’F.F.O (fondo di finanziamento ordinario), dichiarando che per ragioni di copertura finanziaria abbiamo dovuto mettere quella voce in bilancio. In altri termini, “si tratta di tagli all’istruzione universitaria”.

“Ma – prosegue Guastamacchia – Renzi non aveva promesso che il suo governo non avrebbe diminuito i fondi previsti per scuola e ricerca? e allora perché questa retromarcia?”

– Continua la nota – “Se proprio si vogliono ridurre i costi delle Università, non è sui sussidi agli studenti né sul personale docente che bisogna intervenire, bensì è sulle sedi distaccate. Il nostro Paese, infatti, conta 96 Atenei e ben 256 sedi distaccate”. “Forse un pò troppe”, – ironizza Guastamacchia.-

“Piuttosto, sarebbe bene operare nel senso di diffondere la nostra cultura e i nostri saperi, instituendo – ad esempio – dei centri di ricerca nelle capitali di Paesi come Russia , Cina, India e Brasile. “Ma, capisco, talvolta è più semplice tagliare un albero che potare i suoi rami secchi”.

“Il fatto è che senzainvestimenti che vadano nella giusta direzione, l’Università italiana rischia di perdere il valore di “locomotiva della cultura e  della ricerca”,  per diventare un aereo senza la sua elica o meglio una Ferrari con il motore di una Trabant.”
 
“E’ necessario prendere le distanze dalla politica dei tweet fini a stessi e tornare a compiere scelte lungimiranti per il bene della polis e delle generazioni future. Solo investendo realmente nella scuola e nell’istruzione, infatti, possiamo sperare di dare un futuro ai giovani e, di riflesso, di accrescere il valore delle nostre Università.”

Tagli ai fondi universitari del Governo Renzi: le dichiarazioni dell’associazione Azione Universitaria

“Con i tagli ai fondi all’Università Renzi smentisce se stesso”  – Dichiara Azione Universitaria” “Si stanno pian piano svelando tutte le falle del sistema Renzi, basato su specchietti delle allodole e propaganda populista. Giorno dopo giorno stanno venendo meno tutte le promesse e i buoni propositi che il sindaco di Firenze ha usato per far presa sugli italiani. Renzi ha fatto del rilancio della cultura e dell’istruzione il suo cavallo di battaglia, ora invece il decreto sul taglio dell’IRPEF si dimostra un cavallo di Troia contenente tagli proprio al sistema scolastico e accademico. Il gioco delle slide non potrà funzionare per sempre, gli italiani si accorgeranno presto delle bugie diffuse da questo esecutivo” è il duro attacco di Andrea Volpi Presidente Nazionale di Azione Universitaria in merito alla prima bozza del decreto sulla spending review che prevede tagli al fondo di finanziamento ordinario per l’Università”

“Secondo le prime bozze e indiscrezioni –  conclude Volpi – nel nuovo decreto non solo non c’è mtraccia dell’incremento dei fondi per l’edilizia scolastica, cosa che invece era stata data per certa, ma sarebbero anche previsti tagli per quasi 80mln di euro, tra il 2014 e il 2015, per i fondi stanziati per l’Università, i fondi totali ammonterebbero quindi a poco più di 8miliardi di euro ben al di sotto di quelli stanziati nel 2008 quando si gridava allo scandalo. Ci auguriamo che nelle prossime versioni il decreto sia modificato e come ha dichiarato il ministro Giannini spariscano i tagli e compaiano nuovi finanziamenti altrimenti non solo verrebbe smascherato il gioco di un governo fantoccio ma sarebbe totalmente ingiusto continuare a ripetere il mantra del rilancio del Paese se poi la cultura e l’istruzione vengono trattate in questo modo”.


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