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7 aprile 2014

Crisi Economica e Crisi Universitaria per Antonio Di Pietro Idv

Antonio Di Pietro

La crisi della politica dei giovani e degli universitari. I dati dell’Istat sul quadro occupazionale del lavoro. Quando finirà la crisi? Il punto del Presidente Di Pietro.

Crisi

Crisi

“Sin dal primo momento ho detto che il cambio al vertice del governo non avrebbe portato a nulla. Ancora una volta, infatti, con la scusa delle grandi riforme, hanno tentato di legittimare un esecutivo che di legittimo non ha proprio nulla … Al momento, quindi, resto in attesa di vedere Renzi passare dalle parole ai fatti”.

Intervista Esclusiva sulla crisi al Presidente Idv Antonio Di Pietro.

La crisi della politica dei giovani e degli universitari. La situazione resta tutt’altro che confortante. Per l’Idv solo creando nuovi posti di lavoro sarà possibile far uscire il nostro Paese dal baratro della crisi economica.

Crisi: Italia tallone d’Achille d’Europa. Se il sole primaverile scioglierà la neve fiocco dopo fiocco, non si scioglieranno con altrettanta naturalezza i nodi della recessione.

Quando finirà la crisi? Secondo l’Eurostat, il Pil dell’Eurozona è cresciuto dello 0,4% nel periodo aprile-giugno 2013. Alcune correnti di pensiero sostengono che l’Europa sia sulla buona strada e che la crisi sia ormai alle spalle. Tuttavia, la lieve ripresa economica non deve illudere. Elevati tassi di disoccupazione tendono ancora a lacerare ed irretire molte lande del Vecchio Continente.

Gli esperti di psicofinanza, infatti, prevedono che, nel 2014, le altalene emotive tarderanno a lenire il gelo della crisi. Per Nicolas Véron, analista di Bruegel, uno dei principali Think Tanks economici europei, l’anno in corso sarà piuttosto accidentato per il Vecchio Continente. A fargli eco è Jan Hatzius della Goldman Sachs, il quale, conscio delle incertezze relative alla crisi dell’Eurozona, sostiene che il rischio più grande possa provenire proprio dall’Italia, non ancora abbastanza competitiva.

Crisi del mercato del lavoro. Di recente, infatti, l’Istat ha divulgato i dati (provvisori) relativi al quadro occupazionale italiano. Nel mese di febbraio il tasso di disoccupazione ha raggiunto la soglia del 13%, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al 2013. Secondo l’indagine condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica, il numero di disoccupati (3,3 milioni) sarebbe aumentato dello 0,2% rispetto al mese di gennaio, e del 9% su base annua. Nel complesso, sostengono gli esperti dell’Istat, gli ultimi dodici mesi sono stati caratterizzati da un vertiginoso e preoccupante calo del numero di occupati (meno 365 mila).

Al fin di far luce sull’attuale situazione politico – economica, sulla crisi e sulle sorti del Governo Renzi, abbiamo sentito il Dott. Antonio Di Pietro, Presidente dell’Italia dei Valori (Idv).

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

Presidente Di Pietro, Lei è, senza ombra di dubbio, uno dei personaggi principali dell’ultimo trentennio italiano. Simbolo di un’Italia coraggiosa ed idealista, agnostica alle genuflessioni, nel corso della Sua vita ha svolto diverse mansioni.

E’ stato operaio, impiegato, segretario comunale, commissario di polizia per poi assurgere al rango di sostituto procuratore, prima a Bergamo, poi a Milano. Ed è nel capoluogo lombardo che è diventato il simbolo della lotta alla corruzione, paladino di un’Italia pulita, di un popolo stanco dei soliti soprusi. Presidente Di Pietro, potrebbe raccontare, o meglio sintetizzare l’essenza di “mani pulite”, ad un giovane di vent’anni?

Ormai sono passati 22 anni dalla prima mazzetta di Mario Chiesa. In Italia, mazzette c’erano prima e mazzette ci sono, purtroppo, oggi. In realtà, Tangentopoli non è mai cessata. Il sistema della corruzione, infatti, oggi si è ingegnerizzato, ha semplicemente cambiato pelle: quello che prima era ritenuto un reato, ed era perseguibile, ora non lo è più a causa delle varie leggi promulgate per depenalizzare i reati, come quello di falso in bilancio o quello di concussione per induzione, per non parlare della ridurre dei tempi della prescrizione. La differenza è che nella Tangentopoli di ieri si perseguivano scopi illeciti attraverso comportamenti illeciti, e quindi erano ragionevolmente  individuabili e punibili, mentre in quella di oggi si raggiungono scopi illeciti attraverso comportamenti solo apparentemente leciti. Purtroppo, noi del pool di ‘Mani pulite’ scoprimmo e diagnosticammo un male, quello della corruzione, che la politica avrebbe dovuto poi curare, mettendo ai margini chi si era macchiato di quei comportamenti illeciti. La realtà, invece, è che non solo quel male non è stato mai curato e sconfitto, ma si è preferito additare e colpevolizzare proprio chi scoperchiò quel sistema di malaffare. L’inchiesta ‘Mani pulite’ scoprì mali della Prima Repubblica e indicò la strada per fare in modo che quel cancro, rappresentato dalla corruzione, venisse estirpato. Purtroppo, con il passare degli anni, la situazione è, se possibile, addirittura peggiorata. Ricordo che nel 1994, a Cernobbio, noi di ’Mani pulite’ lanciammo il piano anticorruzione’: causa di non punibilità per chi rivela la tangente, reato di auto-riciclaggio e di falso in bilancio. Oggi, invece, con un colpo di spugna si sono depenalizzati i reati e chi dovrebbe stare a San Vittore, mi riferisco a persone che ho anche interrogato all’epoca, ricopre addirittura importanti incarichi istituzionali”.

Crisi Universitaria

Crisi Universitaria

Nel 2000 ha fondato l’Italia dei Valori (Idv), un partito, di cui è tuttora Presidente, nato con l’intento di restituire speranza al Paese e di ripristinare la centralità dei nobili ideali repubblicani. Onestà, trasparenza, lotta all’illegalità e alle inefficienze sono soltanto alcuni degli obiettivi nevralgici del partito Idv. Obiettivi che hanno contribuito a riaccendere, nel corso degli anni, le speranze di milioni d’italiani annichiliti dalla crisi economica. Del resto, va detto che, al di là dell’esclusione dal Parlamento alle elezioni del 2013, l’Idv resta un partito pingue d’idee ed iniziative davvero lodevoli. Presidente Di Pietro potrebbe renderci edotti in merito alla raccolta firme contro il gioco d’azzardo? Quali sono le prospettive e gli obiettivi per il futuro dell’Italia dei Valori?

“Per noi dell’Idv il problema del gioco d’azzardo è una vera emergenza. Si tratta di una piaga sociale che ha colpito milioni di famiglie. Alcune settimane fa abbiamo consegnato, in Parlamento, le firme per la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare contro il gioco d’azzardo. La Camera ha assegnato la nostra pdl alla commissione Finanze. Ci auguriamo che venga messa subito all’ordine del giorno dei lavori parlamentari. Sì, perché non c’é più tempo da perdere. Il gioco d’azzardo è diventato una droga che crea dipendenza e rovina i cittadini che,  pur di continuare a giocare, spendono tutti i loro risparmi.  Un circolo vizioso che deve essere spezzato quanto prima. Lo Stato, che dovrebbe avere a cuore anche la salute dei cittadini, lucra sulla loro pelle e trae vantaggi economici dal gioco, comportandosi da ricettatore.

Noi, quindi, siamo contro lo Stato biscazziere perché non si può essere complici di lobby senza scrupoli che sono consapevoli di gettare sul lastrico migliaia di famiglie”.

Capitolo crisi. Di recente ha dichiarato che “la politica ha bisogno di un ricambio generazionale” e che, pur non candidandosi alle europee, continuerà, con consueta dedizione, a sostenere i giovani candidati Idv. Che cosa ne pensa di Renzi e dell’attuale crisi politico-economica del Bel Paese?  

“Sin dal primo momento ho detto che il cambio al vertice del governo non avrebbe portato a nulla. Ancora una volta, infatti, con la scusa delle grandi riforme, hanno tentato di legittimare un esecutivo che di legittimo non ha proprio nulla. In democrazia se non c’è più una maggioranza si torna alle urne, o almeno così dovrebbe essere. Per quanto riguarda Renzi, fino ad oggi abbiamo visto nel nuovo Presidente del Consiglio un ottimo venditore di promesse ma il Paese, che in questo momento è bloccato, avrebbe bisogno di soluzioni concrete ai problemi che lo affliggono. Mi riferisco alle aziende che non ce la fanno a ripartire, ai lavoratori privati dei loro diritti, ai pensionati che sono ridotti allo stremo e ai giovani disoccupati. Al momento, quindi, resto in attesa di vedere Renzi passare dalle parole ai fatti”.

Laureata in Crisi

Laureata in Crisi

Qual è la Sua opinione in merito al Sistema Universitario Italiano, al precariato giovanile ed alla crisi del mercato del lavoro?

“I governi che in questi anni si sono alternati alla guida del Paese hanno fatto poco o nulla per il sistema universitario italiano. Parliamo di un settore prezioso per il futuro del nostro Paese sul quale si sarebbe dovuto investire e che, invece, è stato mortificato come è accaduto, peraltro, per la scuola. Troppo spesso ci si dimentica che la conoscenza, l’istruzione, la formazione e la cultura rappresentano le basi su cui deve fondarsi una società.

Anche per questo è triste vedere che in piazza a manifestare ci sono anche giovani studenti che lottano per vedere tutelati e garantiti i loro diritti. Penso, solo per esempio, agli studenti e agli aspiranti specializzandi di medicina per i quali i contratti di specializzazione sono stati notevolmente ridotti, mentre sono aumentati gli accessi ai corsi di studio. Un’incongruenza che andrebbe risolta al più presto. Credo che prima ancora di parlare del precariato giovanile occorra fare una riflessione, purtroppo amara, sul fatto che la disoccupazione giovanile ha raggiunto ormai livelli record. Ai nostri ragazzi è stata tolta ogni speranza e i più fortunati sono coloro che riescono a trovare degli impieghi all’estero. Bisognerebbe invertire questo trend negativo, mettendo in campo  politiche economiche strutturali volte a rilanciare l’occupazione. Solo così sarà possibile ridare speranza a chi non ne ha e rimettere in moto il nostro Paese. Se c’è, infatti, una priorità da affrontare questa si chiama occupazione. Solo attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro sarà possibile far uscire il nostro Paese dal baratro della crisi economica”.

Idv – Elezioni Europee 2014: leggi il comunicato stampa Idv e scopri come votare online il tuo candidato preferito.

Antonio Migliorino


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