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17 aprile 2014

Inaugurazione dell’Anno Accademico Polito 2013/2014

Politecnico di Torino – Inaugurazione dell’anno accademico al Polito 2013/2014. Presentato al Ministro Giannini il nuovo piano strategico politecnico “Orizzonte 2020”

Attrarre studenti e ricercatori meritevoli e di talento, promuovere al Polito in Europa, certificare l’Ateneo come campus sostenibile sono fra gli obiettivi strategici a breve e medio termine per la formazione, la ricerca, la valorizzazione delle risorse umane e del campus.

Il Rettore Marco Gilli e il Ministro Stefania Giannini concordano sulla necessità di attribuire alle università una rinnovata autonomia per consentire loro di svolgere il proprio ruolo in Europa e nel Paese.

Il Rettore del Polito, Marco Gilli ha ufficialmente inaugurato l’Anno Accademico 2013/2014 alla presenza del neo Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini e al  Direttore dell’Ecole Normale Supérieure-Paris Marc Mézard.

Il Rettore del Polito ha presentato le nuove strategie dell’Ateneo contenute in Politecnico Orizzonte 2020, il nuovo piano strategico del Polito, appena varato e illustrato in anteprima alla stampa nell’incontro di ieri.

“Far crescere una comunità aperta, in un ambiente intellettualmente stimolante, internazionale, multidisciplinare e multiculturale, capace di attrarre studenti di elevata qualità, ricercatori ed imprenditori di talento, investimenti strategici. Accreditare il Polito tra le migliori università tecniche in Europa e nel mondo, coniugando ricerca scientifica di elevato profilo, formazione di alta qualità, efficaci azioni di trasferimento tecnologico e condivisione della conoscenza. Contribuire allo sviluppo tecnologico ed economico e alla competitività del Territorio e del Paese, consolidando uno stabile partenariato con il sistema industriale, promuovendo la creazione di imprese innovative e generando opportunità occupazionali qualificate per le giovani generazioni, sono le tre espressioni sintetiche in cui si declina la nostra vision”, ha affermato il Rettore che ha poi delineato gli obiettivi per la formazione, la ricerca, la valorizzazione del capitale umano e per certificare il Campus come sostenibile, secondo gli standard europei.

Il Rettore del Polito ha concluso la sua relazione rivolgendosi al Ministro Giannini: “Siamo consapevoli che per competere a livello internazionale non basta il piano strategico e  nemmeno la passione e l’entusiasmo dei nostri giovani, studenti, dottorandi,  ricercatori perlopiù non strutturati, la vera forza vitale dei nostri campus. Occorrono interventi strutturali, una politica per il diritto allo studio che, utilizzando strumenti differenziati, assicuri risorse adeguate a tutti gli studenti capaci e meritevoli, con coordinamento e garanzie offerti dalle istituzioni pubbliche, preferibilmente dallo Stato, anche attraverso il superamento di una certa confusione di ruoli seguita alla riforma del titolo V della Costituzione”.

Ha poi aggiunto: “I vincoli di turn-over vanno rimossi, almeno per quanto riguarda il reclutamento di nuovi ricercatori, per assicurare al sistema universitario quel ricambio generazionale, in assenza del quale i nostri Atenei, e con loro il sistema dell’alta formazione e della ricerca scientifica del Paese, non potranno  che avviarsi verso un inesorabile e progressivo declino”.

Il Rettore del Polito ha concluso con una richiesta al Ministro: “È indispensabile restituire l’autonomia agli Atenei, declinandola con una rigorosa e severa valutazione; quell’autonomia che non solo è garantita dalla Costituzione, ma soprattutto è la condizione necessaria per consentire alle nostre Università di svolgere il proprio ruolo in Europa e nel Paese”.

La cerimonia si è arricchita dell’intervento di Marc Mézard – Direttore dell’Ecole Normale Supérieure – Paris sul tema il modello delle Grandes Ecoles nel contesto della globalizzazione della formazione superiore. La prolusione è stata curata da Vincenzo Fracastoro ordinario di Fisica tecnica ambientale sul tema “Riuscirà la politica del 20-20-20 a fermare la tempesta perfetta?”. La lezione ha messo in evidenza la necessità di ripensare le attuali politiche energetiche globali a fronte dei cambiamenti climatici in atto, che porteranno a una spesa del 20% del budget europeo per azioni legate al clima.

Il Ministro Stefania Giannini al Polito ha concluso la cerimonia con una riflessione sul ruolo dell’università.

“Competizione come obiettivo, cooperazione come strumento”. È questa la sintesi dell’intervento del Ministro, che ha spiegato: “L’Europa ha bisogno di un milione di nuovi ricercatori e l’Italia deve mettere al centro dell’agenda politica l’istruzione. I cofinanziamenti italiani richiesti non devono essere considerati come costi ma come investimenti, in particolare sul capitale umano. Stiamo lavorando per creare infrastrutture di ricerche capaci di fare massa critica, su cui concentrare gli investimenti in ambiti strategici”.

Il Ministro Giannini ha quindi aggiunto: “Sarà certamente da valorizzare il dottorato di ricerca, non solo per la carriera accademica, ma concretizzando i dottorati industriali  internazionali, ponte con il modo produttivo. Una scuola come il Polito è la sede ideale per diventare un punto di riferimento in Italia, abbiamo appena discusso con Confindustria questo  aspetto”.

Il Ministro ha poi ripreso le considerazioni finali del Rettore Marco Gilli, confermando l’opportunità di rivedere i vincoli attualmente presenti per il reclutamento del personale e di porre attenzione al diritto allo studio e alla semplificazione burocratica, sottolineando in conclusione la necessità di restituire  autonomia e responsabilità diretta alle università.


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