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4 aprile 2014

Pensione 2014: tabelle calcolo pensione on line, requisiti scadenze

Pensioni Invalidità

Ecco chi potrà andare in pensione, come e quando. Il sistema pensionistico italiano è diventato negli ultimi anni sempre più complesso, a causa dei diversi interventi di riforma.

Pensione

Pensione

Tra questi la Legge n. 214 del 22.12.2011, di conversione del decreto legge n. 201/2011, che ha modificato sensibilmente il sistema pensionistico italiano, stabilendo, dal 1° gennaio 2012, nuovi requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alle prestazioni pensionistiche.

La normativa ha infatti operato pesanti cambiamenti, soprattutto nell’ottica di una maggiore austerità:

  • modifica dei requisiti per le pensioni di vecchiaia;
  • introduzione delle pensioni anticipate;
  • estensione del sistema contributivo a tutti i lavoratori;
  • aggancio dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.
Pensione e Previdenza

Pensioni e Previdenza

Come cambia la previdenza italiana. L’attesa controriforma Fornero non c’è stata, ma nel 2014 sono state diverse le modifiche apportate alla normativa sulle pensioni, in gran parte dovute all’onda lunga della legge del 2011. Per tutti viene così introdotto, secondo il meccanismo pro rata, il metodo contributivo di calcolo delle pensioni per le pensioni maturate dal 01/01/2012 in poi. Il che significa che le pensioni viengono calcolate con il sistema retributivo per l’anzianità maturata fino al 2011 e con il sistema contributivo per l’anzianità maturata dal 2012 in poi. Il sistema contributivo è un sistema di calcolo pensionistico basato sui i contributi versati durante l’intera vita assicurativa. Si distingue dal sistema di calcolo retributivo, che si fonda sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di vita lavorativa.

Quindi tutti i lavoratori che avrebbero usufruito di pensioni calcolate esclusivamente con il calcolo retributivo avranno una pensione in pro rata calcolata con entrambi i sistemi di calcolo. Attualmente la riforma sulle pensioni prevede, quindi, una sola forma di previdenza obbligatoria in relazione all’età, ovvero la pensione contributiva di vecchiaia, eliminando definitivamente quella di anzianità, che viene sostituita/rimpiazzata dalla pensione anticipata.

Il capitolo dedicato alle pensioni 2014 e contenuto nell’ultima Legge di Stabilità appare particolarmente variegato, tanto da configurare l’ennesima, complicatissima jungla normativa: a quanti anni è possibile accedere alla pensione con le nuove regole? Quali sono i requisiti? Come calcolare la pensioni 2014 e quanti contributi bisogna maturare? Ecco in sintesi tutte le informazioni per l’uscita dal lavoro previste nel capitolo pensioni 2014.

Calcolo Pensione

Calcolo Pensioni

Pensione anticipata (ex anzianità). Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni anticipate sono una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno:

  • raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta;
  • cessato il rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione, fermo restando che, qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro, non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa.

Dal 2012 è l’unica modalità attraverso cui lasciare il lavoro prima della maturazione dell’ordinaria pensione di vecchiaia. Corrisponde alle ormai abolite pensioni di anzianità ottenuta con il solo requisito contributivo dei 40 anni, indipendentemente dall’età.

Il periodo di contributi richiesto è però maggiore in particolare per gli uomini (42 anni e 1 mese) mentre per le donne (41 anni e 1 mese) sostanzialmente corrisponde a quello già previsto, più l’attesa per la finestra. Il requisito comunque non è fisso ma al pari delle soglie di età anagrafica dovrà essere aggiornato ogni tre anni (e poi ogni due) in base all’evoluzione della speranza di vita.

Quanto al calcolo delle pensioni anticipate, occorre moltiplicare il montante contributivo individuale (ovvero il capitale che il lavoratore accumula nel corso della vita lavorativa) per il coefficiente di trasformazione relativo all’età del lavoratore alla data di decorrenza delle pensioni. Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un’età inferiore a 62 anni si applica una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso, rispetto all’età di 62 anni. La percentuale annuale è aumentata al 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

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Calcolo Pensioni

Calcolo Pensioni

La Pensione di vecchiaia. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni di vecchiaia sono la principale forma di previdenza pubblica. Si tratta di una prestazione patrimoniale che consiste nel versamento mensile di una somma di denaro da parte dell’INPS in favore di un lavoratore che abbia:

  • raggiunto l’età anagrafica prevista dalla legge
  • versato un determinato numero di contributi.

Destinatari delle pensioni di vecchiaia secondo la normativa vigente:

  • lavoratori dipendenti o autonomi oppure lavoratrici del settore pubblico: pensionamento previsto a 66 anni e tre mesi;
  • lavoratrici del settore privato: diritto all’uscita dal lavoro fissato a 63 anni e 9 mesi;
  • lavoratrici autonome: pensionamento fissato a quota 64 anni e 9 mesi.

Come calcolarla? Le variabili che concorrono a determinare le pensioni di vecchiaia sono molteplici: calcolo contributi, somme a debito del datore di lavoro, calcolo benefici contributivi e prestazioni anticipate e somme a credito del datore di lavoro. In questi ultimi tempi si sta ventilando la possibilità di introdurre “la busta arancione” (uno strumento già adottato in molti paesi europei al fine di informare i cittadini sulla propria situazione pensionistica), ma in attesa che il provvedimento venga ratificato ufficialmente, occorre seguire altre strade per verificare se e quando sarà possibile inoltrare domanda di pensionamento. La cosa migliore da fare è consultare il portale online dell’Inps all’interno del quale è necessario effettuare l’accesso alla propria pagina personale inserendo la relativa password; l’estratto conto visualizzato contiene l’indicazione del periodo di riferimento, la tipologia di contribuzione e i contributi idonei a riconoscere il raggiungimento del diritto a fruire del trattenente pensionistico.

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Pensioni Integrative

Pensioni Integrative

Pensione Integrativa. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni integrative sono una soluzione parallela al reddito in vecchiaia che lo Stato offre al cittadino, utilizzando il denaro accantonato durante la sua vita lavorativa. Si affianca cioè alla classica pensione statale. Si parla, perciò, di previdenza complementare. Il funzionamento del sistema è semplice: un individuo versa per un periodo di anni un determinato capitale. I contributi versati vengono accantonati e rivalutati nel tempo e utilizzati unicamente per costruire la pensione integrativa. L’individuo percepirà una rendita vitalizia che sarà in funzione del capitale versato, di un coefficiente (che dipenderà da quando inizierà la rendita vitalizia e sarà maggiore se la rendita inizierà più avanti negli anni) e dal sesso dell’individuo.

La Previdenza Complementare si attua attraverso l’adesione, individuale o collettiva, ad una delle forme Pensionistiche Complementari previste: Fondi Negoziali, Fondi Aperti, Polizze Previdenziali.

Come si calcola? La norma civilistica prevede che per ciascun anno di servizio il datore di lavoro accantoni contabilmente una quota pari alla retribuzione annua utile ai fini del TFR divisa per 13,5. Ciò equivale a dire che tale quota è pari a 7,41% della retribuzione utile. Per i lavoratori privati l’aliquota di computo per l’accantonamento è pari a 7,41% della retribuzione alla quale però deve sottrarsi lo 0,5% destinato per tali categorie a un Fondo di garanzia costituito presso l’Inps.

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Pensioni Minime

Pensioni Minime

Pensione Minima. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

È l’integrazione che lo Stato, tramite l’Inps, integra al pensionato quando la sua pensione, risultante dal calcolo dei contributi versati, è di importo ridotto, rispetto a quello considerato il “minimo vitale”. In questo caso l’importo della pensione viene aumentato fino a raggiungere una cifra stabilita di anno in anno dalla legge. L’integrazione al minimo è quindi una somma che si aggiunge alle pensioni di qualsiasi tipo quando quest’ultime, nel cosiddetto importo ‘a calcolo’, risultino di importo inferiore ad un determinato livello, il cosiddetto “Trattamento minimo”.

In altri termini, le pensioni liquidate col sistema retributivo o col sistema misto, in presenza di determinate condizioni di reddito, vengono integrate fino a concorrenza del trattamento minimo, quando il loro importo a calcolo è inferiore.

Dal 1° gennaio 2014, sul fronte pensioni 2014 è scattato il secondo di una serie di gradini periodici che riguarderanno il “quando” e il “quanto” della nostra pensione: l’adeguamento dell’età della pensione di vecchiaia alle aspettative di vita: il diritto scatterà:

  • per un dipendente uomo a 66 anni e 3 mesi, contro gli attuali 66 anni;
  • per una dipendente donna a 62 anni e 3 mesi, contro gli attuali 61.

Come si calcola? Per le pensioni 2014 il legislatore ha previsto per le pensioni minime i valori minimi di retribuzione giornaliera ai fini contributivi. Tali valori devono essere rivalutati annualmente in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita. Il valore del minimale giornaliero viene moltiplicato per 26 per ottenere il valore del minimale mensile. Quindi nel 2014 il valore è pari a 47,58 euro per 26 = 1.237,08 euro. In caso di assenze non retribuite, il minimale mensile di determina moltiplicando il valore giornaliero del minimale per il numero dei giorni retribuiti, in tutto o in parte.

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Pensioni Sociali

Pensioni Sociali

Pensione Sociale. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

L’assegno sociale è una prestazione pensionistica che viene riconosciuta in presenza di precisi requisiti anagrafici e reddituali. La sua particolarità e’ quella di essere una prestazione “non esportabile” (qualora il suo titolare trasferisca definitivamente la residenza all’estero, la prestazione non viene più erogata).

Il diritto all’assegno sociale sorge quando si verificano le seguenti condizioni:

  • 65 anni di età;
  • cittadinanza italiana o essere in possesso della carta di soggiorno;
  • mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge. Per il diritto all’assegno si
  • considera anche il reddito del coniuge.
  • tutti devono essere residenti in Italia.

Come si calcola? Per accedere alle pensioni sociali è necessario che i lavoratori abbiano un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31/12/1995 e possano far valere, al momento dell’opzione, una anzianità contributiva di almeno 15 anni, di cui 5 successivi al 1995. Ai fini del calcolo occorre:

  • individuare la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguiti dai lavoratori autonomi o parasubordinati;
  • calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell’aliquota di computo;
  • determinare il montante individuale che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno opportunamente rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL determinata dall’Istat;
  • applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione, che varia in funzione dell’età del lavoratore, al momento della pensione.
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Pensioni Invalidità

Pensioni Invalidità

Pensione di Invalidità. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni di inabilità consistono in un assegno mensile, pagato dall’Inps, sia ai lavoratori dipendenti che autonomi, per i quali sia stata accertata un’infermità fisica o mentale. Tuttavia devono esistere dei requisiti specifici, oltre all’infermità accertata da un medico dell’Inps, per poterne ottenere il riconoscimento, ovvero: bisogna aver maturato almeno 5 anni di contributi, dei quali non meno di tre devono essere stati versati nei cinque anni che precedono il momento in cui viene inoltrata la domanda, bisogna aver maturato non meno di 5 anni di anzianità assicurativa sempre presso l’Inps e deve provocare una totale e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Come si calcola? Il calcolo dell’importo delle pensioni di invalidità avviene considerando le settimane di contribuzione maturate, alle quali viene aggiunto un bonus. Il bonus serve per coprire il periodo di tempo che manca per la decorrenze della pensione, e non può avere una durata superiore a 40 anni di contributi. In generale il suo calcolo avviene considerando come età di pensionamento i 55 di età anni per le donne e i 60 anni per gli uomini.  Un discorso a parte viene applicato per coloro che entro il 31 dicembre del 1995, avevano maturato un’anzianità inferiore ai 18 anni, poiché il calcolo del bonus avviene adottando il sistema contributivo: l’età di pensionamento viene fissata a 50 anni indipendentemente dal sesso o dalla cassa previdenziale di appartenenza.

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Matteo Napoli


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