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9 aprile 2014

Units presenta “Come servi. Figure del lavoro salariato dal diritto naturale all’economia politica”

Università degli Studi di Trieste – Presentazione del libro: “Come servi. Figure del lavoro salariato dal diritto naturale all’economia politica”. Presentazione a cura dell’Units

Domani, giovedì 10 aprile, alle ore 18, presso la Libreria e Antico Caffè San Marco, in via Battisti 18, i docenti Giacomo Todeschini e Giovanni Leghissa del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Units, presentano il libro di Maria Luisa Pesante:

“Come servi. Figure del lavoro salariato dal diritto naturale all’economia politica” (Franco Angeli 2013) coordina l’incontro Luisa Accati. L’Autrice sarà presente.

“Lo schiavo è un salariato per sempre”, scriveva Grozio nel 1625, e aggiungeva che il lavoratore salariato è uno schiavo a tempo.

La giurisprudenza naturale del Seicento costruisce la figura del lavoratore dipendente collocando il contratto di lavoro nella categoria legale dell’affitto: si può prendere in affitto un campo, uno strumento di lavoro, un animale, un uomo. E un uomo privo di mezzi di sussistenza può dare in affitto se stesso, come nel diritto romano il proprietario di uno schiavo poteva cederlo per un tempo.

Questa potente matrice instaura uno slittamento tra le figure dello schiavo, del servo e del salariato. Leggi positive e pratiche sociali incorporano a loro volta un’ambiguità concettuale circa l’estensione del controllo di sé che il lavoratore cede temporaneamente al datore di lavoro: sussistenza definita contro lavoro definito, in uno scambio di equivalenti, oppure dominio ampio, in un rapporto asimmetrico che solo può garantire al padrone e alla società l’esecuzione leale del contratto da parte di chi non ha le motivazioni degli uomini liberi.

Il libro che sarà presentato dai docenti dell’Units ricostruisce fino alla metà del Settecento la storia di come l’idea così formatasi del lavoro come merce venga assunta nei ragionamenti economici elementari e nella nascente disciplina dell’economia politica, fino a diventare centrale in gran parte delle teorie economiche moderne, ma non in tutte. Le aporie concettuali che l’idea del lavoro come merce trascina con sé vengono ricostruite nel libro come indicatore di quanto fosse difficile pensare il lavoro dipendente dei liberi, e come segno di un paradigma economico la cui origine è ormai ignorata, ma le cui conseguenze persistono.

Maria Luisa Pesante
ha insegnato varie discipline storiche nell’Università di Torino. Per Franco Angeli ha curato, con Marco Geuna, Passioni, interessi, convenzioni. Discussioni settecentesche su virtù e civiltà (1992).


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