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28 aprile 2014

Università di Bolzano: Esercito Austriaco contro l’Italia nella prima guerra mondiale

Libera Università di Bolzano – L’esercito Austriaco contro l’Italia nella prima guerra mondiale. Se ne parla all’Università di Bolzano

Università di Bolzano - Prima Guerra Mondiale

Università di Bolzano – Prima Guerra Mondiale

Su invito del Centro di competenza Storia regionale, il 5 maggio prossimo il famoso storico Günther Kronenbitter terrà una conferenza alla Libera Università di Bolzano.

Tema della sua relazione all’Università di Bolzano sarà il fronte alpino e dell’Isonzo nella prima guerra mondiale.

L’intervento dello storico dell’Università di Augsburg, specialista della storia della monarchia asburgica durante la prima guerra mondiale, sarà concentrato sui piani di guerra austriaci contro l’Italia, la condotta della guerra in montagna e sull’Isonzo e, più in generale, i caratteri della guerra sul fronte italo-austriaco sud-occidentale.

Le zone di montagna di Carinzia, Sudtirolo e Trentino così come le confinanti aree montuose presso Asiago e Bassano sono stati scenari di guerra secondari nel conflitto tra Austria-Ungheria e Italia. Ciò non significa però che durante e dopo la guerra ad essi non sia stata riservata attenzione. Se confrontato al numero dei soldati impiegati e al suo significato strategico, l’interesse dedicato alla guerra alpina può considerarsi sovradimensionato.

La lotta per le cime, il cui controllo avrebbe dovuto garantire il dominio sul territorio del Sudtirolo e del Trentino, portò la guerra meccanizzata ad altitudini superiori ai 2000 metri e talvolta anche superiori ai 3000 metri. Il sistema di tunnel, realizzato dalle truppe austro-ungariche sotto i ghiacci della Marmolada o le mine, grazie alle quali le truppe austriache si affermarono sul Pasubio, sono esempi di perizia tecnica. Pezzi di artiglieria, filo spinato e giganteschi tunnel minati scavati con strumentazione moderna per insidiare le cime sono però solo un aspetto della guerra in montagna. Allo stesso tempo questa era contraddistinta dalla capacità di vento e clima di influire positivamente o negativamente sulla vita dei soldati tanto quanto le armi. Ad essere temute erano soprattutto le valanghe, che costarono la vita a migliaia di soldati.

Alla guerra in montagna è stata spesso assegnata un’aura romantica legata all’azione dell’uomo immerso nella natura e al significato delle capacità alpinistiche e dell’iniziativa personale, facendo apparire quel conflitto come distante dall’idea di una guerra di massa di tipo industriale. Da parte austriaca la guerra sulle Alpi ha assunto un ancora più forte carattere mitico, poiché nelle prime settimane di guerra la difesa del Tirolo fu assicurata dagli Schützen, simbolo di una tradizione di difesa basata sull’iniziativa popolare, affidata alle classi di uomini anziani e giovanissimi che nel 1914 non erano ancora state arruolate. La combinazione di guerra di montagna e guerra di autodifesa ha fatto sì che la guerra di montagna assumesse una particolare forza di fascinazione.

Per l’Italia, l’Isonzo e le Alpi sono stati gli unici fronti significativi durante la Grande Guerra, dove essa poté concentrare tutte le risorse. L’élite militare austro-ungarica avrebbe dovuto utilizzare la maggiore esperienza rispetto all’Italia per sopperire allo svantaggio dovuto al fatto che il proprio esercito fosse quasi sempre impegnato anche su altri fronti. Ma ciò non avvenne. E così la prima guerra mondiale divenne l’ultima guerra dell’Austria-Ungheria. Più di 150.000 soldati dell’esercito imperiale morirono sul fronte sud-occidentale, vale a dire circa la metà del numero dei caduti sul fronte orientale. Nella guerra contro l’Italia persero la vita anche 4.500 ufficiali austro-ungarici. Il loro sacrificio non servì che a successi di breve durata. Invece che rafforzare il proprio status di grande potenza e vendicarsi di quanto avvenuto nel 1859 e nel 1866, la monarchia asburgica scomparve insieme al proprio esercito.

Il relatore all’Università di Bolzano: Il prof. Günther Kronenbitter, storico, è titolare della cattedra di Etnologia europea presso l’Università di Augusta (Augsburg), in Germania. La ricerca di Kronenbitter si concentra sulla storia della monarchia asburgica, sulla storia politica e intellettuale del 19° secolo, sulla storia delle relazioni internazionali dall’epoca della Rivoluzione Francese e sull’antropologia della politica nel 19° e 20° secolo. Kronenbitter vanta esperienze di insegnamento alla University of British Columbia, alla Emory University di Atlanta, nelle università di Salisburgo, di Vienna, di Berna e all’Accademia diplomatica di Vienna.

Evento dell’Università di Bolzano: Militärpolitik und Kriegsführung gegen Italien. Die k.u.k. Armee an der Südwestfront – Prof. Günther Kronenbitter (Universität Augsburg) lunedì 5 maggio 2014, ore 17.30, aula D 1.03, Libera Università di Bolzano, piazza dell‘Università 1


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