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7 aprile 2014

Università di Salerno: Il privato sociale nella crisi del welfare

Il Terzo Pilastro: Il Ruolo del privato sociale nella crisi del welfare“. Se ne è parlato in un convegno all’Università di Salerno.

«L’accresciuta considerazione  per quello che viene definito il terzo settore è una riscoperta di spazi e funzioni dei cittadini e delle loro organizzazioni» dichiara il rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti  in occasione della lectio magistralis tenuta, questa mattina nell’aula magna dell’Università di Salerno,  dal Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele.

Un tema giudicato estremamente importante in Italia ma anche all’estero, tant’è che in Inghilterra vi è un Ministero del terzo settore. Un sistema che si richiama, rigenerandola, a quella tradizione filantropica europea che ha consentito la creazione, un po’ ovunque, di scuole, università, ospedali, opere per l’infanzia e per i giovani, servizi di assistenza.

«Il nostro Paese – ha aggiunto Tommasetti dell’Università di Salerno sul convegno Il privato sociale nella crisi del welfare –  insieme alle altre società avanzate, è oggi chiamato a ripensare il concetto ed i confini del welfare, anche attraverso il riconoscimento di una sempre maggiore rilevanza del principio costituzionale di sussidiarietà, in senso orizzontale e verticale. La direzione segnata appare sempre più quella del passaggio da un welfare State ad una welfare Society, in cui lo Stato, i privati e gli organismi senza fini di lucro concorrono nell’offerta di servizi alla persona, in modo che questi possano essere efficienti e competitivi anche nei costi, e il cittadino possa godere di una piena libertà di scelta, in una situazione di reale parità di condizioni».

In un simile contesto, le fondazioni ex bancarie, e quelle che, come la Fondazione Roma, dopo aver definitivamente interrotto il legame con la banca conferitaria ed aver concentrato ogni attenzione ed ogni energia esclusivamente nell’attività filantropica e di rilevanza sociale, possono ormai definirsi fondazioni di diritto civile, occupano, insieme agli altri soggetti del terzo settore, gli spazi sempre più ampi non presidiati dal pubblico e dal mercato, grazie alla loro provata capacità, associata alla disponibilità di risorse adeguate, di rappresentare un punto di riferimento progettuale e organizzativo per idee ed interventi di alta qualità sociale, che non trovano accoglienza da parte degli altri soggetti economici.

Tanti sono gli ambiti di intervento attraverso i quali assicurare un contributo a settori strategici quali la sanità, la ricerca e l’assistenza alle categorie più deboli, la cultura e la formazione. In particolare l’Italia ha un unico strumento per uscire dallo stallo, la cultura che il presidente Emmanuele Francesco Maria Emanuele  ha definito  “energia pulita”, in grado di riavviare il motore ingolfato dell’economia e stimolare un processo di rinascita. E’ necessaria la consapevolezza della funzione che potrebbe svolgere questo straordinario patrimonio, disponibile in Italia più che in ogni altro paese.  Una vera politica culturale in grado di determinare l’attenzione delle classi dirigenti verso la tutela e valorizzazione dei beni, affidando al privato, specie se no profit, un ruolo decisivo.

Lectio Magistralis Avv. Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente Fondazione Roma Fondazione Roma – Mediterraneo. 7 Aprile 2014, alle ore 11:00 Aula Magna Vincenzo Buonocore – Università di Salerno .


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