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19 maggio 2014

Attraverso le Dolomiti con AcceDo di Unitn



Università degli Studi di TrentoCome conciliare la tutela del paesaggio con le esigenze del turismo e dell’economia?Arriva AcceDo di Unitn, per studiare come intervenire sulle modalità con cui i visitatori accedono alle Dolomiti

Dolomiti

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I risultati del progetto europeo “AcceDo” dell’Università di Trento (DICAM) saranno illustrati venerdì prossimo in una conferenza pubblica dedicata alle strategie di accesso alle Dolomiti UNESCO con i rappresentanti di parchi naturali, enti locali e organizzazioni che si occupano delle Dolomiti. La conferenza sarà anticipata giovedì da un incontro scientifico sugli stessi temi.

Con oltre 140mila ettari di territorio protetto inserito in una vasta area che comprende le provincie di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento e Udine, le Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2009. Un vero e proprio tesoro dal punto di vista naturalistico e culturale, che ogni anno richiama un notevole volume di turisti: oltre 29 milioni di pernottamenti annuali secondo le stime più recenti. Una delle sfide cruciali di questo territorio, tanto affascinante quanto difficile da proteggere, è dunque quella di gestire i flussi di visitatori in modo da tutelare le risorse naturali e l’esperienza ricreativa dei visitatori stessi.

AcceDo di Unitn: progetto diretto sui visitatori delle Dolomiti

A tentare di dare una risposta al problema, molto attuale e dibattuto, è il progetto di ricerca “AcceDo”, che si pone l’obiettivo di studiare come intervenire sulle modalità con cui i visitatori accedono alle Dolomiti per regolare i flussi turistici e minimizzare così i loro effetti negativi sull’ambiente e sulla qualità dell’esperienza ricreativa. «Nel riconoscere le Dolomiti quale Patrimonio dell’Umanità – spiega il responsabile del progetto Francesco Orsi del Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica dell’Università di Trento – l’UNESCO ha specificato l’esigenza di strategie di gestione del turismo che garantiscano la protezione dell’ambiente e della qualità ricreativa, specialmente in quelle aree che già oggi ricevono i volumi maggiori di visitatori. Il nostro progetto triennale di ricerca ha ottenuto un finanziamento di oltre 170mila dalla Provincia autonoma di Trento attraverso un’azione Marie Curie (COFUND) nell’ambito del 7° Programma quadro dell’Unione Europea. E proprio in occasione della conclusione del progetto triennale, prevista per il mese di giugno, il Dipartimento ha promosso una conferenza pubblica per presentare alcuni dei risultati del progetto e discuterne insieme ai rappresentanti di istituzioni come parchi naturali ed enti locali, e organizzazioni che si occupano di questi temi sul territorio dolomitico». La conferenza si terrà venerdì prossimo, 23 maggio dalle 8.30 nella sala Conferenze del Dipartimento di Economia e Management (via Inama 5, Trento).

A discutere delle problematiche associate alla gestione dei flussi di visitatori all’interno di un’area protetta, saranno Vittorio Ducoli (Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino), Claudio Ferrari (Provincia autonoma di Trento), Giulia Gaggia (Convenzione delle Alpi), Marcella Morandini (Fondazione Dolomiti UNESCO), Francesco Orsi (Progetto “AcceDo” – Università di Trento) e Roberto Zoanetti (Parco Naturale Adamello-Brenta). I relatori presenteranno metodi e tecniche innovative per minimizzare l’impatto del turismo e forniranno una visione complessiva sulle strategie che potranno essere adottate in futuro per la protezione delle Dolomiti.

La conferenza pubblica sarà preceduta, giovedì 22 maggio dall’incontro scientifico internazionale “Managing visitor access to natural and protected areas” che approfondirà il tema della gestione dell’accesso turistico ai territori naturali. Questo secondo evento, dal taglio più scientifico, vedrà la partecipazione di ricercatori di alcune istituzioni europee e gli interventi di due scienziati di fama internazionale: Peter Newman (Pennsylvania State University, USA) e Paul Peeters (Breda University of Applied Sciences, The Netherlands)


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