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29 maggio 2014

Diritto allo Studio: posti letto in più grazie alle residenze universitarie

Universitas Diritto allo studio: 11.600 posti letto in più negli ultimi dieci anni grazie alle residenze universitarie

Tra residenze universitarie pubbliche e private, in Italia nel periodo 2001/2012 sono stati creati 11.600 posti letto in più in favore degli studenti universitari.

Lo evidenza l’Osservatorio Regionale per l’Università e il Diritto allo studio universitario della regione Piemonte, nel contributo “Le residenze universitarie in Italia” pubblicato da Federica Laudisa sul sito dell’Osservatorio e come capitolo a parte nel volume “Gestire le residenze universitarie. Aspetti metodologici ed esperienze applicative” (Ed. Il Mulino, 2013) curato da Giuseppe Catalano.

11.600 posti letto in più grazie alle residenze universitarie

Sul totale dei posti letto, l’incremento più alto si è registrato nelle residenze universitarie gestite dagli Enti regionali per il DSU (+ 9.700), ma la crescita è presente anche nei collegi universitari legalmente riconosciuti (più di mille posti letto in più, per un totale odierno di 4.700) e negli Atenei (da 174 a circa mille posti). Le Regioni più virtuose sono state la Lombardia (2.000 posti realizzati e altrettanti in corso d’opera), il Lazio (1.536 nuovi posti letto) e la Toscana (1.422). In totale, i posti letto degli Enti regionali DSU sono aumentati del 57% al Nord, del 28% al Centro e sono rimasti invariati al Sud. Nonostante lo sforzo derivato dalla possibilità per lo Stato di cofinanziare interventi in favore delle residenze universitarie (L. n. 338/2000), la creazione di nuovi posti letto non ha spesso coinciso con un aumento effettivo di alloggi per studenti.

L’offerta di posti letto, infatti, è ancora insufficiente rispetto alla domanda: solo il 4% degli iscritti in corso alloggia in una residenza universitaria. Dall’ultima indagine Eurostudent (2011) risulta, inoltre, che su 23 paesi europei, l’Italia possiede la percentuale più bassa di studenti che abita in una residenza studentesca, seguita solo dalla Svizzera. Pur avendo una popolazione universitaria non molto dissimile dalla nostra, Francia e Germania, hanno il quadruplo di posti letto (161.000 in Francia e 180.000 in Germania). Il totale di posti letto in Italia è pari a 45.800 unità (dato aggiornato al 2012).

La scarsa offerta abitativa, oltre alla diversità di tariffe applicate che variano in base a molti fattori (ISEE, camera, borsa di studio universitaria, regione ecc.) spiegano anche la percentuale molto elevata di studenti italiani che abitano con la famiglia di origine durante gli studi (73%), contro il 39% dei francesi e il 24% dei tedeschi.

Un discorso a parte va fatto per gli aventi diritto alla borsa di studio. In Italia, in media solo un terzo degli aventi diritto dimora in una residenza universitaria, con la conseguenza che circa 57.000 borsisti ogni anno devono rivolgersi al più costoso mercato privato. La provincia di Bolzano e le Marche sono le due regioni d’Italia in cui la maggior parte dei borsisti alloggia in una residenza universitaria; al polo opposto il Lazio, la Sicilia e l’Abruzzo. A conclusione del paper l’autrice indica, come primo atto di una vera politica abitativa a sostegno degli studenti universitari, una ricognizione periodica ministeriale sulle effettive capacità delle residenze universitarie di accogliere un numero ottimale di studenti.


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