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5 maggio 2014

EuroVote+ per le Elezioni Europee: progetto EuroVote con Bicocca

Università degli Studi di Milano Bicocca – Europei, i ricercatori vi chiamano alle urne per un esperimento elettorale! Si chiama EuroVote+ ed è curato in Italia dalla Bicocca

EuroVote+ Bicocca

EuroVote+ Bicocca

In vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo un team internazionale di scienziati politici invita gli elettori italiani a partecipare al progetto EuroVote+, curato in Italia dall’Università di Milano Bicocca.

Dal 5 maggio fino al giorno del voto si potrà eleggere online il proprio candidato attraverso tre sistemi elettorali diversi: liste bloccate, liste aperte con preferenza singola e liste bloccate con voto disgiunto. Dai test già svolti in Canada e Francia è emerso che i diversi sistemi generano esiti differenti dovuti più agli effetti meccanici che a quelli psicologici.

Quanto pesa l’effetto “meccanico” del sistema elettorale in vigore nei diversi paesi sul comportamento di voto degli elettori? È la domanda alla quale cercherà di rispondere, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, il progetto“EuroVote+ curato in Italia dalla Bicocca che offre anche agli italiani la possibilità partecipare attivamente a un esperimento di voto sulla base di diversi sistemi elettorali, come già accaduto nel 2011 in Canada, in occasione delle elezioni provinciali in Ontario, e nel 2012 in Francia, in occasione delle elezioni presidenziali.

La partecipazione a EuroVote+ curato in Italia dalla Bicocca, è totalmente anonima e unicamente a scopo di ricerca. Al progetto, del quale per l’Italia è partner scientifico l’Università di Milano Bicocca, gli elettori italiani possono partecipare votando per candidati appartenenti a liste paneuropee fittizie (i candidati sono scelti in modo casuale tra i membri del Parlamento attuale e su di loro sono fornite informazioni rilevanti al fine del voto) utilizzando i sistemi elettorali in vigore in tre Paesi europei: Francia, Lettonia e Lussemburgo.

Il voto avviene online accedendo al sito EuroVote+ creato da un gruppo di esperti in scienze sociali, con l’obiettivo di comprendere gli effetti dei diversi sistemi elettorali sulla politica. È possibile votare da oggi fino alla data del voto reale.

Come partecipare a EuroVote+

La partecipazione all’esperimento elettorale EuroVote+ è semplice. Tramite il sito web , gli elettori possono esprimere il proprio voto fittizio per i deputati in base a tre diversi sistemi attualmente in uso in Europa: lista bloccata, lista aperta e lista aperta con possibilità di voto disgiunto e cumulativo. Lista bloccata: si vota per una sola lista . I voti determineranno il numero dei seggi attribuiti alla lista. All’interno di ciascuna lista, i candidati saranno eletti secondo l’ordine che compare sulla scheda elettorale e che è stato deciso dal partito.

Lista aperta: si vota per una sola lista. I voti determineranno il numero dei seggi attribuiti alla lista. I candidati sono eletti in base al numero di preferenze ottenute.

Lista aperta con possibilità di voto disgiunto e cumulativo: si vota direttamente per i candidati e si hanno fino a 10 voti a disposizione. È possibile votare per i candidati di diverse liste (“voto disgiunto”) e si possono dare fino a 2 voti a ciascun candidato (“cumulo”). I candidati saranno eletti in base al numero di voti che hanno ricevuto. «Gli obiettivi del progetto – spiega Giovanna Iannantuoni, docente di Economia Politica e esperta di teorie del voto, coordinatrice del progetto EuroVote Plus per l’Italia – sono due: fornire informazioni sulle modalità di elezione dei membri del Parlamento Europeo nei diversi Paesi e svolgere un’indagine scientifica sul comportamento degli elettori e sulla loro opinione riguardo alle diverse procedure di voto vigenti. In particolare, il progetto EuroVote Plus si concentra sull’ipotesi di introdurre nel Parlamento Europeo alcuni membri eletti direttamente da tutti i cittadini europei, riuniti in un unico distretto paneuropeo». Il progetto EuroVote Plus fa parte di un lavoro internazionale più ampio, Making Electoral Democracy Work, che unisce ricercatori provenienti da numerosi Paesi impegnati nel tentativo di far capire meglio come funziona una democrazia. «I sistemi elettorali utilizzati per l’elezione dei membri del Parlamento Europeo – continua Iannantuoni – sono molteplici e variano da un Paese all’altro. Pur essendo tutti sistemi di tipo proporzionale, essi possono prevedere liste bloccate (Germania, Francia, Spagna), liste aperte in cui gli elettori possono esprimere la propria preferenza per singoli candidati (Italia, Lettonia), o liste aperte con possibilità di voto disgiunto e cumulativo (Lussemburgo). Tutti gli eurodeputati sono eletti su base nazionale o regionale, nei Paesi suddivisi in più circoscrizioni regionali, come l’Italia».

Esperimenti simili, nei quali ai partecipanti venne chiesto di votare sulla base di diversi sistemi elettorali, furono condotti nel 2011 in Canada, in occasione delle elezioni provinciali in Ontario, e nel 2012 in Francia, in occasione delle elezioni presidenziali. Nel primo caso più di quattromila persone parteciparono all’esperimento. Dallo studio risultò che i diversi sistemi generavano esiti differenti e che ciò era da attribuire più ai loro effetti meccanici che a quelli psicologici. In Francia, il sito fu aperto al pubblico tre settimane prima delle elezioni presidenziali. Esso ricevette ventimila visite e undicimila persone parteciparono all’esperimento. Lo studio conseguente, che si basava sui circa ottomila partecipanti che avevano effettivo diritto di voto alle elezioni reali, evidenziò che una percentuale significativa (tra il 10 e il 15 per cento) aveva espresso voti diversi a seconda del sistema elettorale utilizzato.


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