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13 maggio 2014

Ezra Pound in un seminario studio dell’Università di Trento

Ezra Pound

Università degli Studi di Trento – Tradizione e traduzione. Ezra Pound medievista e modernista – Incontro di studio del Seminario permanente di poesia – SEMPER

Ezra Pound

Ezra Pound

Quello su Ezra Pound è un appuntamento del Seminario permanente di poesia – SEMPER dell’Università di Trento, coordinato dai professori Pietro Taravacci e Francesco Zambon.

L’incontro su Ezra Pound è organizzato e coordinato da Roberta Capelli, docente dell’Ateneo trentino, autrice del volume “Carte provenzali (1905-1915). Ezra Pound e la cultura trobadorica” (Carocci, Roma 2013), che è affiancata dalla collega americanista Giovanna Covi.

Relatori al seminario su Ezra Pound sono alcuni tra i maggiori specialisti del settore: Massimo Bacigalupo, professore ordinario di Letteratura americana all’Università di Genova, saggista e traduttore dei “XXX Cantos” (Guanda, Parma 2012); Corrado Bologna, professore ordinario di Filologia romanza all’Università Roma Tre, che sta curando, insieme a Lorenzo Fabiani, una raccolta di contributi poundiani filo-danteschi, il cui ruolo di promotore intellettuale è stato di recente rivalutato da Carlo Pulsoni, professore ordinario dell’Università di Perugia, anch’egli presente domani.

Al seminario su Ezra Pound partecipa, inoltre, la figlia del poeta, Mary de Rachewiltz, che ospitò il padre nella propria residenza tirolese di Castel Fontana, a Brunnenburg, sul finire degli Anni ’50. La figlia di Pound – riferiscono gli organizzatori – «è stata ed è un’appassionata mediatrice dell’eredità artistica paterna e anche una raffinata traduttrice dei “Cantos” per i Meridiani Mondadori».

Seminario su Ezra Pound all’Unitn

«L’incontro di studio – annunciano gli organizzatori – si concentra su Ezra Pound poeta-erudito, affascinato dal passato, ma al tempo stesso attratto dalle Avanguardie d’inizio Novecento, impegnato a fondere e coniugare i modelli della tradizione classica e medievale con lo sperimentalismo delle poetiche moderniste. La critica accademica – specie italiana – ha accolto con aperto scetticismo l’attività più strettamente filologica di Pound e ancora oggi, almeno in parte, questo atteggiamento non è mutato. Lo scavo documentario, condotto sul lavoro di Pound medievista mira a mettere in luce, contestualizzandoli storicamente, gli strumenti di cui il poeta disponeva: dalla ricerca emergono alcuni nuovi elementi sul ruolo giocato dal poeta americano nella ricezione dell’opera dei trovatori, di Dante e Cavalcanti oltreoceano. Il Pound quarantenne che approda alla prima stesura dei trenta “Cantos” del 1930 è l’iper-attivo talent scout che scopre artisti come lo scultore Henri Gaudier-Brzeska, o che corregge, consiglia, incoraggia T.S. Eliot alle prese con “The Waste Land”. È il sostenitore di un nuovo Umanesimo che auspica il “risvegliamento” culturale della società ad opera dei poeti, perché la poesia è il linguaggio simbolico dell’umanità e i suoi interpreti sono i custodi della memoria del passato e i costruttori dell’identità del presente».


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