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24 maggio 2014

Movie Tellers: amore saffico e proibito protagonisti al Movie Tellers Piemonte

Movie Tellers

La sera del 14 maggio, nell’ ambito di un evento organizzato da Piemonte Movie dal titolo Movie Tellers, è avvenuto, nella città di Moncalieri, un confronto fra gli autori di due web series innovative nate nella città confinante di Torino.

Movie Tellers

Movie Tellers

Il fenomeno delle web series, oltre a segnalare il forte impatto che ha il mondo interattivo nella vita quotidiana, lavorativa e personale, delle persone, racchiude dentro di sé un senso di ribellione nei confronti dei vecchi schemi proposti dalla tradizionale offerta televisiva: è infatti stato accennato nella serata di Movie Tellers che alcuni giovanissimi son riusciti a realizzare in modo autonomo delle serie web artigianali sul loro mondo famigliare, ispirandosi neanche troppo velatamente alla serialità americana.

Movie Tellers Piemonte: Re(l)azioni a catena e Occhi al cielo

Le due serie protagoniste della serata Movie Tellers Piemonte sono state Re(l)azioni a catena e Occhi al cielo (Citofonare parrocchia).

Per cavalleria, la prima relatrice a cui il mediatore Alessandro Gaido ha dato la parola è stata l’autrice della prima serie web. Questa serie è nata dalla collaborazione e dall’ amicizia di un gruppo di professioniste di altri settori, con una buona dose di auto ironia Silvia Novelli ha informato il pubblico che la sua professione principale è legata all’insegnamento agrario in campo universitario, che si è divertita a scrivere e realizzare, dietro un crowfunding ben pianificato, un vero e proprio film sulle molteplici relazioni che intercorrono tra donne, comprese quelle sentimentali.

Se in Italia risulta complicato rappresentare una relazione omosessuale tra uomini, l’amore saffico è praticamente invisibile.

Nella televisione pubblica italiana un tentativo di sdoganare questo tabù è avvenuto con la fiction Tutti Pazzi per Amore, ma come dimostrato a Movie Tellers Piemonte la serie web è andata oltre, equiparando nelle modalità rappresentative la relazione tra Silvia e Alessia a quelle utilizzate dalle fiction televisive per raccontare l’amore tra un uomo e una donna.

Movie Tellers Piemonte: recensione di Re(l)azioni a catena

 

Re(l)azioni a catena offre la possibilità di un’ulteriore riflessione per quanto riguarda il mondo delle donne, che è riuscito solo parzialmente nella narrazione televisiva a incassare progressi, restando di fatto sempre subordinato all’uomo. Si segnala infatti il progresso della rappresentazione degli scontri diretti tra donne che, assolutamente evitati nello sceneggiato del 1968/69 La Famiglia Benvenuti, sono presenti con parsimonia nelle fiction contemporanee come Tutti Pazzi per amore, I Cesaroni o  Un medico in famiglia.

La serie web torinese al Movie Tellers Piemonte denuncia, inoltre, l’imperterrita richiesta maschilista di alcuni ambienti lavorativi di rinunciare alla gioia della maternità per agevolare l’ascesa professionale: la reticenza a confessare la propria natura omosessuale nell’ambiente lavorativo è ancora oggi, dopo le presunte rivoluzioni nel campo delle pari opportunità, un’usanza diffusa. In questa serie, un altro elemento innovativo è l’associazione tra una donna non molto giovane e proveniente da un altro paese con la critica cruenta al modello capitalistico.

Movie Tellers Piemonte: recensione di Occhi al cielo

Occhi al cielo (citofonare parrocchia) è invece la serie web di Sante Altizio, e parte dalla ferma volontà di opporsi alla celebre figura incarnata da Terence Hill. La sua serie web scardina il personaggio del parroco come il buono e intelligente, che scopre qualsiasi caso di omicidio, dimostrando alla fine di ogni episodio la veridicità di un passo del Vangelo. L’autore di questa serie ha voluto dimostrare che in realtà i parroci sono esseri umani come tutti gli altri, che possono essere indotti in tentazione. Il parroco protagonista, infatti, a volte beve un bicchiere di vino, ha qualche problema a non guardare con lascivia la perturbante perpetua straniera e, ma questo è un difetto solo per una parte di popolazione torinese, la domenica dopo la Santa Messa ama andare allo stadio e seguire la sua amata Juventus. Le modalità tecniche di rappresentazione di questa web serie sono ispirate a Camera Cafè, anche se il clima del nucleo di personaggi rappresentato ricorda l’oratorio di Don Luca.

Entrambe le serie web presentate nella serata Movie Tellers Piemonte sono state finanziate grazie a un fundraising. Se, però, Re(l)azioni a catena ha puntato sul mondo associazionistico a sfondo sociale riscuotendo un maggior successo, Occhi al cielo (citofonare parrocchia) ha avuto maggiori difficoltà, oltre a ricevere un parziale ostruzionismo da alcuni elementi del mondo cattolico; nonostante questo, l’autore è fermamente convinto a voler produrre una seconda serie, cavalcando l’onda del successo mediatico di Papa Francesco, che sembra ridare speranza e una ventata di rinnovamento strutturale alla Chiesa cattolica.

Da queste due esperienze del Movie Tellers Piemonte traspare in modo concreto per l’ennesima volta l’importanza di lavorare INSIEME ad altre persone a un progetto che all’ inizio può sembrare utopico e irrealizzabile; soprattutto grazie a Re(l)azioni a catena ho avuto modo di restare affascinata dalla forza che risiede in particolar modo nel  genere femminile e quanto cammino, nella società civile in cui viviamo, dobbiamo ancora fare per raggiungere gli obiettivi della contestazione del 1968. In un periodo storico in cui la parola crisi è spesso utilizzata come motivazione principale per cercare di ridimensionare, per non dire distruggere, le speranze di un giovane sognatore, mi torna alla mente un discorso del Premio Nobel Albert Einstein: “Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose”.

 “La crisi è la più grande benedizione  per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle  persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che  è la tragedia di non voler lottare  per superarla.”

Movie Tellers Piemonte 2014 e prossime edizioni

L’auspicio è  che l’iniziativa Movie Tellers di Piemonte continui a perseverare la strada che sta percorrendo fino ad ora, e che sempre più giovani partecipino come me a questi incontri, per costruire insieme una rete di relazioni e si possa arrivare a realizzare qualcosa di concreto con cui sostituire alcuni spettacoli indecorosi e raccapriccianti trasmessi dalle diverse emittenti televisive italiane. La sperimentazione televisiva e cinematografica deve andare oltre gli ormai fin troppo abusati reality show e i programmi di cronaca, e volgere lo sguardo al mondo che desiderava per i suoi figli Martin Luther King:

“I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal.”

“I have a dream that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood.”

“I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice.”

“I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character.”

“I have a dream today!”

“I have a dream that one day, down in Alabama, with its vicious racists, with its governor having his lips dripping with the words of “interposition” and “nullification” — one day right there in Alabama little black boys and black girls will be able to join hands with little white boys and white girls as sisters and brothers.”

“I have a dream today!”

“I have a dream that one day every valley shall be exalted, and every hill and mountain shall be made low, the rough places will be made plain, and the crooked places will be made straight; “and the glory of the Lord shall be revealed and all flesh shall see it together.”

Dal murales di via Sostegno, realizzato da un innamorato di una delle attrici di Re(l)azioni a catena, deve partire un insieme di atti e prodotti di alto livello per dimostrare alle generazioni più anziane che con la cultura non solo si può mangiare, ma possiamo farlo tutti e anche molto bene. Senza violenza fisica o psicologica verso chi è diverso da noi.  


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