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8 maggio 2014

Premiata Eccellenza dell’Università La Sapienza con Advanced Grant

Università La Sapienza di Roma – Premiata l’eccellenza dell’Università La Sapienza con due Advanced Grant dell’Erc (European Research Council)

Università La Sapienza

Università La Sapienza

Il prestigioso finanziamento è destinato a finanziare le attività di ricerca condotte nel campo della biologia molecolare da Irene Bozzoni e in quello della fluidodinamica da Carlo Massimo Casciola

Lo European Research Council (ERC) ha assegnato due Advanced Grant per un totale di 4 milioni e mezzo di euro, a due docenti dell’Università La Sapienza, premiando l’attività di ricerca in due settori di eccellenza e confermando l’alto profilo scientifico internazionale dei Principal Investigators che hanno presentato i progetti finanziati.

I Docenti dell’Università La Sapienza destinatari dell’Advanced Grant

I destinatari del finanziamento all’Università La Sapienza sono Irene Bozzoni docente di Biologia Molecolare del dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” e Carlo Massimo Casciola del dipartimento di Ingegneria meccanica aerospaziale.

Irene Bozzoni – Role of Long non Coding Rna in Muscle Differentiation and Disease –

Il ruolo del RNA non codificante nel differenziamento muscolare e nelle patologie (2.5 milioni di euro). Il progetto finanziato si inserisce nella tematica più generale affrontata da Irene Bozzoni riguardante lo studio dell’RNA, e in particolare del ruolo di RNA non codificanti nella regolazione dei processi che controllano il differenziamento muscolare e che sono coinvolti nella patogenesi di malattie neuromuscolari, come la Distrofia Muscolare di Duchenne.

Il punto di partenza della riflessione è il superamento del dogma centrale della biologia molecolare secondo cui i geni fungono da stampo per la produzione di proteine, che appartiene ormai al passato. Nelle cellule di mammifero, infatti, solo una piccola percentuale del DNA produce RNA che saranno tradotti in proteine: al contrario, è ormai dimostrato che una grossa porzione del genoma produce RNA non codificanti (Long Non Coding RNA) in misura di molto superiore a quell’1-2% noto per la sua capacità di codificare per proteine. Sarebbe proprio questa parte non codificante del genoma a spiegare la maggiore complessità di organismi superiori e a nascondere funzioni ancora sconosciute e inesplorate che possono rivelarsi fondamentali per la comprensione e la cura di molte patologie.

“Una delle domande fondamentali a cui biologi molecolari e genetisti hanno da sempre cercato di rispondere – sottolinea Irene Bozzoni dell’Università La Sapienza – è quale sia la base genetica dell’aumento delle complessità funzionale dell’uomo rispetto ad organismi semplici. Gli sforzi compiuti nel sequenziamento e nell’analisi dei genomi ci hanno all’inizio sorpreso perché indicavano che tra un moscerino e un uomo il numero di geni che producono proteine non è molto diverso, mentre ciò che aumentava proporzionalmente alla complessità era il DNA non codificante per proteine”

Carlo Massimo Casciola – Cavitation across Scales: following Bubbles from Inception to Collapse (BIC) –

Descrizione multi-scala della Cavitazione: dall’origine al collasso delle bolle (2.5 milioni di euro).L’attività di ricerca si svolge nell’ambito della fluidodinamica dei flussi complessi, e in particolare sulla cavitazione, cioè la formazione all’interno di un fluido di bolle di vapore che poi implodono, fenomeno che ha luogo quando la pressione del liquido scende sotto la tensione di vapore. Il progetto di Carlo Massimo Casciola, BIC, si propone lo studio teorico/numerico/sperimentale della cavitazione, dalla formazione/implosione delle bolle alle conseguenze macroscopiche: ha come obiettivo una innovativa modellizzazione della cavitazione, che può essere applicata in ambiti molto diversi come ingegneria industriale, idraulica, medicina ultrasonica, tecniche di focalizzazione del rilascio di farmaci e sono-chimica per nano-materiali innovativi. Nell’ingegneria l’interesse è legato al danneggiamento dei materiali, come l’erosione delle eliche navali o delle turbine idrauliche; inoltre, durante il collasso delle bolle si realizzano condizioni estreme (oltre i 4000 °C con pressioni dell’ordine di centinaia di atmosfere) con emissione di onde d’urto e sonoluminescenza che possono essere utilizzate in ambito clinico per l’ablazione di tessuti malati o, in ambito chimico, per la sintesi di materiali innovativi.

“Come molti fenomeni, anche la cavitazione si presta a una duplice lettura, – spiega Carlo Massimo Casciola dell’Università La Sapienza – talvolta è desiderabile, si pensi rilascio di bollicine nello spumante; ma altre volte ha conseguenze disastrose, come ad esempio l’embolia gassosa nella risalita da immersioni subacquee profonde. Quello che noi ci proponiamo è di ricavare un modello che ne permetta il controllo: sviluppando strumenti predittivi multiscala, vogliamo realizzare simulazioni che forniscano una descrizione integrata del fenomeno dal livello atomistico con metodi basati sull’energia libera per lo studio alla nanoscala, a modelli di mesoscala per flussi multifase, fino alla simulazione di fenomeni di trasporto in flussi turbolenti”.


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