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9 maggio 2014

Il premio Nobel Pérez Esquivel alla Libera Università di Bolzano



Libera Università di Bolzano – Il premio Nobel Pérez Esquivel alla Libera Università di Bolzano

Università Bolzano

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Un coraggioso testimone dei nostri tempi e Premio Nobel per la Pace, l’argentino Adolfo Pérez Esquivel, la prossima settimana verrà in Alto Adige all’Università di Bolzano.

Grazie alla collaborazione tra Libera Università di Bolzano e Centro per la Pace del Comune di Bolzano, il Nobel sarà a Bolzano e Bressanone, lunedì 12 e martedì 13 maggio prossimi.

L’architetto, scultore e pittore argentino Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace del 1980 per il suo impegno per la difesa dei diritti umani durante la dittatura che dal 1977 al 1984 insanguinò il suo Paese, verrà in Alto Adige grazie alla collaborazione tra la Libera Università di Bolzano e il Centro per la Pace del Comune di Bolzano. Pérez Esquivel, docente universitario e artista, per tutta la vita è stato un militante della nonviolenza, un testimone della giustizia che ha pagato la coerenza delle idee con il carcere duro e con le torture.

Lunedì mattina 12 maggio, alle ore 10 ci sarà un incontro a palazzo Widmann con il presidente della Provincia Arno Kompatscher. Successivamente, alle ore 11, il premio Nobel sarà accolto (a porte chiuse) dalla comunità accademica dell’Università di Bolzano, in occasione del Dies academicus. In quell’occasione Esquivel terrà una prolusione sul tema “La scienza al servizio dell’umanità”. Nel pomeriggio, visiterà la Fondazione Langer e, alle 18, terrà un incontro pubblico in Comune dal titolo “Seminando amore come il mais”, sul tema della cooperazione internazionale assieme alla presidente della “Fundación Pueblo indio dell’Ecuador” Nidia Arrobo Rodas (collaboratrice di Mons. Leonidas Proaño).

Martedì 13 maggio, alle ore 10, il premio Nobel sarà nuovamente ospite della Libera Università di Bolzano (nella sede di Bressanone) per un incontro dal titolo “Dios non mata” con gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione e con la popolazione della città sull’Isarco. Sarà un incontro dedicato alla storia e alla vita di Esquivel. “Dios no mata”, Dio non uccide, è la scritta che Esquivel lesse sul muro della cella (il famigerato tubo, lungo un metro e mezzo e alto un metro), una scritta col sangue di un prigioniero o una prigioniera passata attraverso le torture e le sevizie dei macellai del regime.


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